Il Grande Tour della Maremma. Ma siamo sicuri che sia solo Toscana?Il Grande Tour della Maremma. Ma siamo sicuri che sia solo Toscana?

| 1 Aprile 2026

Il Grande Tour della Maremma. Ma siamo sicuri che sia solo Toscana?

Il Grande Tour della Maremma non è un semplice percorso. E’ un’immersione in una terra profonda, che offre così tanti aspetti di sé da pensare che stai pedalando in una regione intera, quando invece è solo un pezzo di quel paradiso delle due ruote che corrisponde alla Toscana. Chi l’ha affrontato dice che quei 366 chilometri che corrispondono alla sua versione canonica (ma su questa base si possono sviluppare infinite variazioni, fino a raddoppiare la sua lunghezza) rappresentano molti dei motivi fondanti del prestigio toscano nel mondo, delle sue bellezze, andando a solleticare tutti i sensi.

Il borgo di Pitigliano che sembra uscire direttamente dalla roccia (foto Fedi)
Il borgo di Pitigliano che sembra uscire direttamente dalla roccia (foto Fedi)
Il borgo di Pitigliano che sembra uscire direttamente dalla roccia (foto Fedi)
Il borgo di Pitigliano che sembra uscire direttamente dalla roccia (foto Fedi)

La spinta del vento verso Castiglione

Grosseto, il capoluogo, è solo il punto di partenza e arrivo, senza nulla togliere a una città che merita comunque una visita soprattutto nel suo centro storico. Da lì ci si muove verso il mare sulla ciclabile che porta a Castiglione della Pescaia e nell’affrontarlo bisogna tener conto anche del vento. Un ostacolo? Non sempre, può anche essere quella brezza che ti spinge e che vorresti quasi abbracciare…

Il castello di Castiglione è un baluardo che saluta chi arriva e quasi ti invita a fermarti, magari per un caffè ristoratore prima di salire verso Punta Ala, storico ritrovo per tante attività sportive outdoor oppure dirigersi verso Scarlino, trovando scorci panoramici che non possono non essere immortalati in una foto. Da qui tra l’altro si dipana una delle più apprezzate digressioni ciclistiche dal percorso originario, quella che attraversa la pineta del Tombolo fino a Marina di Grosseto, completamente pianeggiante, pedalando nel profumo di resina e salmastro, dove tanti ciclisti del luogo, soprattutto i più giovani, si allenano per migliorare le proprie prestazioni.

La Cattedrale di Massa Marittima, centro dell'accogliente piazza popolata di bici (foto Visit Tuscany)
La Cattedrale di Massa Marittima in Maremma, centro dell’accogliente piazza popolata di bici (foto Visit Tuscany)
La Cattedrale di Massa Marittima, centro dell'accogliente piazza popolata di bici (foto Visit Tuscany)
La Cattedrale di Massa Marittima in Maremma, centro dell’accogliente piazza popolata di bici (foto Visit Tuscany)

Una piazza che vale la fatica per raggiungerla

Il percorso a quel punto piega verso l’interno e si entra nella Zona del Ferro. C’è da salire, l’ascesa verso Massa Marittima porta spesso a incontrare ciclisti in allenamento perché le sue pendenze pizzicano e ridano le gambe, chi le affronta con l’E-bike ringrazia i prodigi della tecnica. All’arrivo c’è però una ricompensa a ripagare di tanti sforzi, una delle più belle piazze medievali d’Italia dove il tempo sembra essersi fermato. Piazza Duomo ha quasi una sacralità infranta dal rumore delle tacchette delle scarpe sul selciato. Chi è di qui dice che questo è il balcone della Maremma e forse hanno ragione. Soprattutto quando nelle giornate di cielo terzo, in lontananza spunta la sagoma dell’Isola d’Elba…

Maremma è anche, anzi soprattutto terra etrusca per eccellenza e tanti percorsi ciclabili incorporano le vestigia e i ricordi della popolazione preromana. Pitigliano lascia quasi attoniti quando la figura di questo borgo appare da lontano perché sembra scaturire direttamente dalla roccia. Siamo nella terra del tufo e questa è forse la parte più mistica dell’intero tracciato, in particolare quando si pedala attraverso le Vie Cave, quasi dei canyon scavati nella roccia che regalano refrigerio anche nei giorni più caldi, godendosi il silenzio carico di sottili sussurri. L’ingresso al paese ha qualcosa di simbolico nell’attraversamento del ponte che sovrasta il vallone.

Quando la pietra ha tanto da dire…

Da Pitigliano ci si può spostare di soli 8 chilometri verso Sorano, borgo dominato dalla Fortezza Orsini, attraverso un saliscendi divertente che ha al suo interno anche il Masso Leopoldino. E’ un punto panoramico dal quale si ammira tutta la valle sottostante e si scorgono anche quelle grotte scavate nel tufo che in passato erano abitate, tanto che Sorano è chiamata la “Matera della Toscana”.

E a proposito di fresco, c’è anche il suo corrispettivo, magari vissuto fra le acque termali di Saturnia, immergendosi nelle Cascate del Mulino. Non c’è da stupirsi se tanti mettono da parte la bici (sempre a portata d’occhio, però) per un bagno ristoratore per ritemprarsi muscolarmente e poi magari assaggiare qualche delizia locale, a cominciare dai tortelli maremmani, grandi come i palmi di una mano, da assaporare a piccoli bocconi oppure la classica acquacotta. Il tutto innaffiato dal Morellino di Scansano. Ma senza esagerare, sennò chi pedala più?

Orbetello e la sua oasi WWF è l'approdo ideale del lungo tragitto, per un bagno nella natura e nella fauna locale
Orbetello e la sua oasi WWF è l’approdo ideale del lungo tragitto in Maremma, per un bagno nella natura e nella fauna locale
Orbetello e la sua oasi WWF è l'approdo ideale del lungo tragitto, per un bagno nella natura e nella fauna locale
Orbetello e la sua oasi WWF è l’approdo ideale del lungo tragitto in Maremma, per un bagno nella natura e nella fauna locale

Un viaggio nei cinque sensi

L’ultima parte è una vera immersione nella natura, nell’oasi WWF di Orbetello con svariate specie animali nel loro habitat naturale, passando per la duna della Feniglia, una sterrata pianeggiante con i pini domestici che contrastano i raggi del sole oppure per il Parco dell’Uccellina, rimanendo stupefatti dalle lunghe corna delle vacche maremmane.

Tutto qui? No, perché come detto all’inizio il Grande Tour della Maremma sa solleticare tutti i sensi, compreso l’olfatto assaporando il salmastro della costa che passa il testimone agli odori forte dei boschi oppure la vista che misura gli sbalzi di luce, da quella intensa dei campi di grano a quella che fende gli alberi in mezzo al bosco. E’ il regalo di un territorio tutto da scoprire, che non a caso ormai richiama cicloturisti da ogni parte del mondo.

Grande Tour della Maremma

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