Monaco-Milano, test superato. Ma i lavori non finiscono quiMonaco-Milano, test superato. Ma i lavori non finiscono qui

| 14 Giugno 2026

Monaco-Milano, test superato. Ma i lavori non finiscono qui

610 chilometri in bici, partendo da Marienplatz, luogo simbolo di Monaco di Baviera per arrivare a Milano. Ma quello che un gruppo di cicloviaggiatori ha compiuto nei giorni scorsi non è stato solo un viaggio in bici come ce ne sono tanti. E’ stato una sorta di esperimento, un “check up” sullo stato di salute della ciclovia internazionale destinata a diventare una fondamentale arteria cicloturistica del Vecchio Continente.

Claudia Maria Terzi, Assessore Regionale alla Mobilità presente alla partenza del bike test a Monaco
Claudia Maria Terzi, Assessore Regionale alla Mobilità presente alla partenza del bike test a Monaco
Claudia Maria Terzi, Assessore Regionale alla Mobilità presente alla partenza del bike test a Monaco
Claudia Maria Terzi, Assessore Regionale alla Mobilità presente alla partenza del bike test a Monaco

Proprio mentre dalla Regione Lombardia venivano stanziati altri 10 milioni di euro per la progettazione e la realizzazione del tratto bergamasco, un nutrito gruppo di appassionati ha preso il via dalla Germania, attraversando l’Austria per arrivare a Milano dopo 6 giorni, prendendo nota di peculiarità e differenze tra i vari tratti e di tutto quello di cui c’è ancora bisogno per completare l’opera.

La Regione Lombardia è impegnata in prima linea nel suo completamento e l’Assessore alla Mobilità Claudia Maria Terzi ne ha fatto una propria bandiera, partecipando anche alla partenza dalla Baviera. D’altro canto la Milano-Monaco viene vista come un’opera fondamentale per tutto il comparto turistico, sulla quale si lavora da tempo, tanto che già nel giugno 2025 venne fatto un test partendo però da Bolzano.

Il dettaglio del percorso della Monaco-Milano nel suo tratto bergamasco, oggetto di un recente stanziamento
Il dettaglio del percorso della Monaco-Milano nel suo tratto bergamasco, oggetto di un recente stanziamento
Il dettaglio del percorso della Monaco-Milano nel suo tratto bergamasco, oggetto di un recente stanziamento
Il dettaglio del percorso della Monaco-Milano nel suo tratto bergamasco, oggetto di un recente stanziamento
Quale importanza riveste a suo modo di vedere il completamento della ciclovia Monaco-Milano?

Parliamo della prima strada ciclabile di lunga percorrenza che, attraversando le Alpi, unisce due grandi città europee. E’ quasi completata e assolutamente usufruibile. La ciclovia va oltre la dimensione infrastrutturale: è infatti un esempio europeo di mobilità sostenibile, nel senso più autentico del termine. In un tempo in cui l’Europa è chiamata a dimostrare la propria capacità di essere concreta e vicina ai cittadini, progetti come questo rappresentano risposte tangibili: collegano persone, generano opportunità, costruiscono futuro. Per noi, questa ciclovia significa sviluppo economico, promozione turistica, valorizzazione delle eccellenze locali. Significa dare nuove opportunità ai territori attraversati, rafforzando un modello di crescita che mette insieme ambiente, qualità della vita e competitività.

Ora sono stati stanziati 10 milioni per il completamento del tratto bergamasco. Il resto della porzione italiana a che punto è?

Come Regione Lombardia abbiamo scelto di destinare ulteriori 10 milioni di euro per completare, entro il 2029, alcuni tratti della ciclovia nella bergamasca. Per quanto riguarda il resto della parte italiana è completo, eccetto una decina di chilometri da ultimare tra la Val di Sole e la Val di Non, oggetto di alcune riflessioni tra le istituzioni locali e i promotori del recente bike track test, ossia A.Ri.Bi., Circolo Culturale della Val Cavallina, Comunità Montana di Valle Camonica – Parco Adamello e CSI – Centro Sportivo Italiano. Anche alcuni tratti in promiscuo e altri mancanti sono ancora da implementare, in particolar modo sull’ambito della città metropolitana di Milano.

L'associazione A.Ri.Bi. ha preso parte al bike test di 610 chilometri da Monaco a Milano
L’associazione A.Ri.Bi. ha preso parte al bike test di 610 chilometri da Monaco a Milano
L'associazione A.Ri.Bi. ha preso parte al bike test di 610 chilometri da Monaco a Milano
L’associazione A.Ri.Bi. ha preso parte al bike test di 610 chilometri da Monaco a Milano
Il test effettuato che risultanze ha dato?

Ho partecipato alla prima tappa del bike track test e ne ho potuto constatare la bontà. Come detto, è un’infrastruttura capace di costruire una mobilità diversa, sostenibile, integrata, capace di rafforzare il ruolo dei territori. E’ un viaggio che diventa racconto, esperienza condivisa, verifica sul campo di un progetto che cresce grazie alla collaborazione tra istituzioni e comunità locali. Un percorso di oltre 600 chilometri che attraversa tre Paesi e che dimostra, concretamente, come la mobilità sostenibile possa essere anche uno strumento di diplomazia territoriale, di unione per rendere più vicini popoli e culture. Il report di restituzione verrà poi consegnato in autunno dai promotori del bike track test.

Su questo progetto la Regione sta lavorando da tempo e investendo molte energie. State lavorando anche dal punto di vista della promozione del percorso e dell’incentivazione di tutte quelle attività necessarie alla sua frequentazione (strutture logistiche, esercizi legati alle due ruote, ecc.)?

In Lombardia è in costante aumento l’attenzione alla mobilità dolce. Attraverso le attività di progettazione e realizzazione degli interventi di sviluppo, completamento e messa in sicurezza della rete di mobilità ciclistica, integrata al sistema delle connessioni locali ed al trasporto pubblico, vogliamo favorire l’incremento della domanda di mobilità attiva e conseguire efficaci effetti in termini di promozione e sviluppo territoriale. Inoltre, abbiamo promosso iniziative per realizzare nuove infrastrutture per l’interscambio modale, efficientare il sistema della mobilità urbana integrata migliorando, all’interno delle città e dei territori, le connessioni ciclopedonali con le stazioni ferroviarie e l’interscambio tra il trasporto su ferro e quello su gomma.

Il test della Monaco-Milano ha evidenziato la sua efficienza, anche se qualche correttivo va pensato nella parte trentina
Il test della Monaco-Milano ha evidenziato la sua efficienza, anche se qualche correttivo va pensato nella parte trentina
Il test della Monaco-Milano ha evidenziato la sua efficienza, anche se qualche correttivo va pensato nella parte trentina
Il test della Monaco-Milano ha evidenziato la sua efficienza, anche se qualche correttivo va pensato nella parte trentina
Che evoluzione sta avendo il cicloturismo nel suo complesso in Lombardia considerando le tante ciclovie che sono state approntate?

E’ crescente la domanda di mobilità sostenibile urbana, extra-comunale e turistica. Non dimentichiamo che, con riferimento all’attrattività turistica del territorio e alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale lombardo, i flussi turistici registrano i valori più elevati osservati da sempre e la Lombardia, sede di eventi di rilevanza internazionale quali i recenti Giochi Olimpici Invernali del 2026, è una delle regioni del Paese in cui il turismo cresce maggiormente. Stiamo vivendo in un tempo di cambiamento culturale nella percezione dell’uso della bicicletta, ormai riconosciuta come mezzo adatto anche agli spostamenti sistematici, soprattutto in ambito urbano, grazie anche alla diffusione di e-bike e cargo bike.

Quando si parla di mobilità sostenibile, è un tema che trova una maggiore convergenza fra le varie forze politiche?

Regione Lombardia ha dimostrato di saper promuovere un piano di azioni a favore dello sviluppo sostenibile, tramite l’attuazione di strategie e misure che puntano al riequilibrio modale, per ridurre le quote di mobilità su gomma, coerente con le richieste europee del Green Deal. Tra i progetti messi in atto penso a quelli del bando multimodale legato alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie per migliorare l’accessibilità degli scali ed efficientare l’interscambio fra i diversi mezzi di trasporto e potenziare i collegamenti ciclopedonali. Inoltre, con l’aggiornamento del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica rafforziamo un impegno concreto e già da tempo sostenuto da importanti investimenti.

Molti passaggi della ciclovia Monaco-Milano sono lontani dalla normale circolazione stradale
Molti passaggi della ciclovia Monaco-Milano sono lontani dalla normale circolazione stradale
Molti passaggi della ciclovia Monaco-Milano sono lontani dalla normale circolazione stradale
Molti passaggi della ciclovia Monaco-Milano sono lontani dalla normale circolazione stradale
Di quali cifre parliamo?

Oltre 115 milioni di euro, messi in campo grazie alle risorse di Regione Lombardia, dello Stato e del PNRR, destinati allo sviluppo di percorsi della rete portante di livello nazionale (Sole, Vento, Garda, Milano-Monaco). Tale aggiornamento consolida un sistema che integra nuovi itinerari, ciclovie turistiche di rilievo nazionale e direttrici già riconosciute dal piano regionale precedente. Per ciascun percorso sono definite le connessioni con la rete esistente, l’accessibilità ai servizi ferroviari e di navigazione e i collegamenti con i principali poli di interesse naturalistico e culturale. Nel complesso, la rete si articola in 25 percorsi principali. Si tratta di infrastrutture strategiche che contribuiscono a favorire la scelta della mobilità sostenibile, attiva, e la valorizzazione del patrimonio paesaggistico.

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