Il fenomeno delle piste ciclabili costruite su vecchi sedimi di ferrovie dismesse non è certamente una prerogativa solamente italiana. E’ difficile dire dove siamo stati noi a insegnare al mondo e dove è successo il contrario, ma in fin dei conti non è neanche così importante. E’ invece importante identificare alcuni dei percorsi più belli che ci sono anche fuori dai confini nazionali perché possono essere un più che valido spunto per una vacanza indimenticabile.
TGCOM24, il canale Mediaset dedicato all’informazione ha selezionato alcune delle destinazioni legate alle ferrovie dismesse più caratteristiche e affascinanti, veri e proprio sogni a occhi aperti per chi ama viaggiare in bici. Va subito specificato come, se a livello europeo le ciclovie legate a vecchie ferrovie sono chiamate Greenways o Voies Vertes e collegate da un’associazione europea, EGWA, negli altri continenti il nome cambia in Rail Trails e la differenza non è solo nel nome. In Italia e più diffusamente in Europa i tracciati ricalcano vecchie ferrovie di collegamento per passeggeri, negli altri casi sono invece i percorsi dei vecchi binari merci, quelli dell’era pionieristica, ad esempio quelli della progressiva espansione americana verso il West.


Canada, la Kettle Valley Rail Trail (KVR)
Partiamo subito alla grande con uno dei percorsi più affascinanti, nel cuore della British Columbia canadese. Un tracciato lungo una delle storiche vecchie ferrovie abbandonate, inaugurata nel 1915. Un percorso lunghissimo, sono quasi 450 chilometri ma decisamente alla portata di tutti (affrontandolo su più giorni interpretandolo come la scoperta di un angolo del mondo) visto che le sue pendenze non superano mai il 2,2 per cento.
Un viaggio da affrontare con calma, ammirando le spettacolari vallate della regione dell’Okanagan Valley, rinomata per i suoi vini oppure il Myra Canyon, situato a breve distanza dalla città di Kelowna dove addirittura si pedala nel vuoto, attraversando 18 viadotti storici in legno e 2 tunnel scavati nella roccia. I panorami sulle gole sottostanti e sui boschi di conifere sono semplicemente mozzafiato.
Il fondo è prevalentemente sterrato e su ghiaia, quindi è consigliabile usare una gravel o una MTB. Come è consigliabile interpretare questa esperienza anche dal punto di vista enogastronomico, fermandosi nelle cantine locali per assaggiare vini di ottima qualità. Non mancano sistemazioni bike friendly, aree campeggio e servizi di noleggio e trasporto bagagli, per pianificare un viaggio a tappe sulla KVR che sarà semplice e al contempo emozionante.


Nuova Zelanda, l’Otago Central Rail Trail
La straordinaria popolarità di questo percorso ha dato la stura a tutto il movimento cicloturistico in Nuova Zelanda. Siamo nell’entroterra dell’Isola del Sud, dove questo percorso disegnato su vecchie ferrovie si snoda per 152 chilometri tra le storiche località di Clyde e Middlemarch. Un tracciato ideale per le bici perché è totalmente privo di traffico motorizzato e la sua pendenza massima non supera mai il 2 per cento, per questo lo affrontano anche famiglie e ciclisti d’ogni livello, a maggior ragione dopo l’affermazione delle e-bike.
Teatro del viaggio sono i suggestivi paesaggi che le vecchie ferrovie hanno sempre regalato nel Central Otago, con l’azzurro del cielo che si fonde con il verde delle praterie e chiazze di colore rappresentate dalle imponenti formazioni di roccia scistosa. Un colpo al cuore è la Poolburn Gorge, tratto attraverso storici tunnel scavati a mano e viadotti sospesi nel vuoto alti fino a 37 metri e il fatto che risalgano alla fine dell’Ottocento, nella loro fine ingegneria è motivo di profonda riflessione.
Anche qui i passaggi in ghiaia consigliano la gravel, che accompagnerà anche attraverso piccole cittadine rurali nate all’epoca della corsa all’oro e della costruzione stessa delle ferrovie, che invitano a soggiornare in antiche locande, fermarsi nei tradizionali pub di campagna e provare il gustosissimo Pinot Nero nelle rinomate cantine della zona. I servizi locali che gestiscono il noleggio bici, il trasporto bagagli e i transfer da Queenstown o Dunedin sono un supporto apprezzabile per godersi davvero il viaggio.


USA, la Route of the Hiawatha
Questa è una delle ciclovie simbolo degli Stati Uniti. Siamo nella suggestiva regione del Pacific Northwest, nell’Idaho, snodandosi a ridosso del confine montuoso con il Montana. Ricavato sul sedime della storica linea ferroviaria Milwaukee Road, il tracciato copre 24 chilometri interamente in discesa, ma con una pendenza molto leggera ancorché costante.
Si parte nei pressi del Lookout Pass e quasi subito arriva l’attrazione più celebre: il St. Paul Pass Tunnel (noto anche come Taft Tunnel), una galleria completamente buia di ben 2,6 chilometri che attraversa il cuore della montagna e che si affronta usando forti luci frontali. All’uscita il percorso si apre su vallate incontaminate, foreste lussureggianti e un’incredibile opera ingegneristica d’inizio Novecento, composta da 9 ulteriori gallerie e 7 altissimi viadotti in acciaio, anche qui insomma si pedala sospesi nel vuoto.
Gravel e MTB sono ideali sul tracciato prevalentemente sterrato e ghiaioso. Al termine della ciclabile, un comodo servizio di shuttle consente di rientrare al punto di partenza. Un limite è quello del periodo: la Route of the Hiawatha è aperta solo d’estate e per percorrerla serve acquistare un pass, ma vista la valorizzazione storica su due ruote del percorso, ne vale la pena…


USA, High Line di New York
E’ vero che restiamo negli Stati Uniti, ma cambia tutto. Molti considerano New York come una propaggine europea negli USA e forse non è sbagliato. Questo è uno dei progetti di riqualificazione urbana più celebri al mondo. Bisogna però intendersi: su questo percorso sopraelevato di 2,3 chilometri, ricavato da una vecchia ferrovia merci nel West Side di Manhattan, il passaggio delle bici è vietato, possono transitare solo pedoni.
E allora? La High Line mantiene un valore straordinario per gli amanti delle due ruote come punto di interscambio per esplorare la città in modalità combinata. Ai due estremi punti di accesso (il Meatpacking District o Hudson Yards) c’è una fitta rete di stazioni di bike sharing, dove i cicloturisti possono parcheggiare in totale sicurezza negli stalli a livello della strada, salire le scale o gli ascensori del parco e godersi una camminata sospesa tra installazioni d’arte e giardini botanici, per poi risalire in sella.
Si cammina parallelamente alla splendida Hudson River Greenway, la pista ciclabile pianeggiante che costeggia il fiume e che non va assolutamente trascurata. Si può quindi pedalare lungo il fiume godendosi la brezza dell’Hudson e, all’altezza di Chelsea, fare una sosta rigenerante a piedi sulla High Line, vivendo un’emozione dopo l’altra.
Ma non finisce qui! Nel prossimo articolo proporremo altri tracciati davvero speciali disegnati su quelli di vecchie ferrovie, dall’Atlantico al Pacifico per poi tornare in Europa. Perché la voglia di pedalare non finisce mai…







