PONZA (Latina) – Come abbiamo visto, sull’Isola di Ponza la bicicletta deve imparare a convivere con strade strette, salite, automobili e una conformazione che rende difficile immaginare le classiche piste ciclabili. Ma proprio da questi limiti nasce la sfida di “Pedaling towards the future – Ponza sostenibile e accessibile”, il progetto avviato nell’estate 2025 e destinato a proseguire fino a giugno 2027. A metà del percorso, “Ponza in sella” sta provando a trasformare le due ruote in uno strumento per ripensare la mobilità dell’isola e, contemporaneamente, costruire un’offerta turistica capace di andare oltre la tradizionale vacanza balneare.
Il progetto, promosso nell’ambito di Bici in Comune, ha come capofila il Comune di Ponza e coinvolge la Polisportiva Dilettantistica Ponza, CUS Roma Tor Vergata e Istituto Comprensivo Carlo Pisacane. Tre gli assi di intervento: formazione, riqualificazione e messa in sicurezza dei percorsi, eventi. L’obiettivo dichiarato entro il 2027 è aumentare del 20 per cento gli spostamenti quotidiani in bicicletta e ridurre del 10 per cento gli incidenti stradali.
Di tutto questo si è parlato durante il convegno “Bici, Vino e Territorio”, organizzato e condotto da Fernando Femiano e inserito nella giornata che ci ha permesso di sperimentare direttamente l’isola in bicicletta, attraverso una pedalata dal Porto verso Le Forna e alcune soste dedicate ai prodotti locali.


Oltre il turismo balneare
Il punto di partenza lo ha spiegato il sindaco Francesco Ambrosino: ampliare l’identità turistica di Ponza. «Noi abbiamo bisogno che l’isola di Ponza non sia solo turismo balneare. C’era la necessità da subito di trovare degli sbocchi ulteriori, delle prospettive nuove. E quindi abbiamo ragionato sulle opportunità e sicuramente abbiamo intercettato questo tipo di soluzione: la bicicletta».
Non si tratta di trasformare Ponza in qualcosa che non è. Le caratteristiche dell’isola impongono piuttosto di trovare una convivenza tra differenti forme di mobilità. Una prima sperimentazione è già visibile lungo circa 2,5 chilometri, ma l’ambizione è arrivare a interessare l’intero anello panoramico di circa otto chilometri, intervenendo anche sulla velocità.
«L’isola ha caratteristiche particolari, le strade sono piccole – ha sottolineato Ambrosino – quindi andava studiato un sistema che potesse far coesistere la mobilità ordinaria con quella di chi utilizza la bicicletta e la bicicletta a pedalata assistita. L’idea è strutturarlo almeno su tutto il percorso che noi chiamiamo Panoramica, dove bisognerà organizzare il limite di velocità a 30 chilometri orari affinché biciclette e macchine possano circolare in sicurezza».
Il progetto prevede inoltre interventi tra Porto, Chiaia di Luna (foto in apertura) e Santa Maria, nuova segnaletica, illuminazione, stalli, punti di sosta e stazioni di ricarica per le e-bike. A questi si aggiungerà una web-app con mappe interattive, audioguide multilingue e contenuti dedicati a flora, fauna, geologia e storia ambientale.




Coinvolti gli studenti
Una parte importante di “Ponza in sella” riguarda la formazione. Sono già state organizzate lezioni teoriche e pratiche su sicurezza stradale, Codice della Strada, manutenzione, equilibrio e frenata. Il progetto prevede inoltre biciclette differenti, dalle city bike alle MTB e alle e-bike, fino a handbike e tricicli destinati alle persone con disabilità.
Il presidente del CUS Roma Tor Vergata, Manuel Onorati, ha insistito soprattutto sul carattere progressivo dell’iniziativa. «Un cambiamento – ha detto – non è qualcosa di istantaneo. Bisogna avere la capacità di rispondere a un’emergenza, ma anche quella di avere una prospettiva affinché un’azione nel tempo possa generare un impatto positivo».
Uno dei terreni di lavoro è la scuola, perché agli studenti viene chiesto anche di immaginare nuove esperienze turistiche legate alla bicicletta. «L’obiettivo – ha continuato Onorati – è creare, attraverso i ragazzi, dei percorsi e nuove idee turistiche da applicare attraverso le biciclette. Idee che la pubblica amministrazione possa provare e testare e che successivamente possano offrire ai cittadini anche opportunità per sviluppare nuove attività». Il progetto vuole dunque lasciare qualcosa che vada oltre la scadenza del finanziamento: competenze, servizi e una rete locale capace di trasformare il cicloturismo in un prodotto stabile.




Pedalare tra paesaggio e vino
Ed è qui che la bicicletta incontra il terzo elemento del convegno: il territorio. “Ponza in sella” ha compreso infatti anche la nostra pedalata enogastronomica, puntando a mettere in relazione ciclismo, trekking, agricoltura, ristorazione e produzioni dell’isola.
Una prospettiva raccontata dal produttore vinicolo Enrico Pouchain, il cui vigneto nasce da una lunga sperimentazione avviata negli anni Novanta e legata anche alla biancolella, vitigno storico dell’isola. «Dobbiamo capire – ha dichiarato al convegno – quali sono le caratteristiche peculiari di quest’isola, farle nostre e trasferire tutto quello che riusciamo a cogliere a chi viene qui con curiosità, con amore e con voglia di condivisione».
La viticoltura ponzese, fatta anche di terrazzamenti e, di conseguenza, molto lavoro manuale, diventa così parte di quell’esperienza lenta che la bicicletta può aiutare a rendere più leggibile. Non una semplice degustazione aggiunta a una pedalata, ma un modo per raggiungere luoghi, incontrare chi li abita e comprendere meglio un paesaggio.
«Il turismo sportivo – continua Pouchain – può diventare il filo conduttore capace di unire paesaggio, agricoltura e tradizioni. Chi arriva a Ponza per pedalare o fare trekking cerca un’esperienza autentica, in cui il vino e l’enogastronomia diventano una tappa naturale di scoperta. La vera sfida è creare una rete solida tra sport, viticoltura e operatori turistici per destagionalizzare l’offerta».




La direzione è tracciata
Il calendario ha già sperimentato anche le water bike, portando la pedalata sull’acqua come ulteriore forma di turismo attivo a impatto ridotto. Altri appuntamenti accompagneranno Ponza in sella fino al 2027. Ma la questione più interessante sarà capire che cosa resterà dopo.
Per il sindaco Ambrosino la direzione è già definita: «L’idea – ha detto il primo cittadino a chiusura del convegno tenutosi presso il Grand Hotel Santa Domitilla – è di allargarci ad altri orizzonti, ad altre possibili attività che possano portare un allungamento della stagione e nello stesso tempo far conoscere le nostre eccezionalità, le cose belle che abbiamo sull’isola e che spesso trascuriamo».







