Torino Bike Pride, FIAB, Critical Mass, sicurezza stradaleTorino Bike Pride, FIAB, Critical Mass, sicurezza stradale

| 29 Settembre 2026

Torino Bike Pride: per Nicolò, per avere più diritti

TORINO – Il Bike Pride 2026 di domenica 4 ottobre avrà un significato ancora più profondo. Sono passati pochi giorni, infatti, dall’investimento dello scorso 22 settembre proprio nel capoluogo piemontese del piccolo Nicolò, di appena 7 anni, che stava pedalando dietro al papà per andare a scuola come tutte le mattine. Anche per questa ragione, il raduno Torino Bike Pride organizzato dalla FIAB sarà speciale e, viste anche le mobilitazioni spontanee di questi ultimi giorni, dalla ciclabile umana nella via dell’incidente mortale al ritrovo di ieri mattina, sarà davvero importante esserci per far sentire una volta di più l’importanza di essere tutelati.

Questa la biciclettina bianca posta nel punto in cui Nicolò è stato investito (foto Torino Today)
Questa la biciclettina bianca posta nel punto in cui Nicolò è stato investito (foto Torino Today)
Questa la biciclettina bianca posta nel punto in cui Nicolò è stato investito (foto Torino Today)
Questa la biciclettina bianca posta nel punto in cui Nicolò è stato investito (foto Torino Today)

Un bollettino di guerra

La strada è di tutti e così chi usa la bicicletta per allenarsi, andare al lavoro o semplicemente come alternativa agli altri mezzi motorizzati visti anche gli attuali prezzi della benzina, oltre a rispettare le regole, vuole che la sua incolumità sia tutelata. Continuano a essere tanti, troppi gli episodi che nel migliore dei casi portano a un ricovero in ospedale e nei peggiori a dover raccontare di vite spezzate di persone giovani o meno giovani.

Proprio nelle stesse ore in cui scriviamo, si parla del grave incidente occorso nell’Astigiano, sempre in Piemonte, della venticinquenne ciclista professionista Matilde Vitillo: travolta da un trattore mentre si allenava sulle strade di casa, ha dovuto interrompere prematuramente la sua stagione per un trauma cranico e la frattura della mano sinistra.

Un giro nei quartieri di Torino per richiamare l'attenzione sui pari diritti di chi frequenta le strade cittadine
Un giro nei quartieri di Torino per richiamare l’attenzione sui pari diritti di chi frequenta le strade cittadine
Un giro nei quartieri di Torino per richiamare l'attenzione sui pari diritti di chi frequenta le strade cittadine
Un giro nei quartieri di Torino per richiamare l’attenzione sui pari diritti di chi frequenta le strade cittadine

Il Bike Pride al Parco Dora

Proprio per questo e per tante altre tristi storie che conosciamo troppo bene, la giornata di ritrovo organizzata per domenica vuol far sentire la voce per una maggior tutela sulle nostre strade.

La partecipazione è libera e gratuita e il punto di ritrovo è fissato a Parco Dora, sulle sponde della Dora Riparia e non lontano dal centro cittadino, a partire dalle 11. Numerose le attività di sensibilizzazione dal Cargo Bike Day, al Parkour e alle numerose attività per bambini e bambine. Tantissimi anche gli stand informativi, la ciclofficina, cibo e bevande, con la possibilità di acquistare la maglietta del 2026, previa donazione alla FIAB. 

Alle 14 poi scatterà la parata su due ruote, con un percorso di circa 15 chilometri ad anello attraverso i quartieri a nord di Torino, da Parco Dora fino a San Donato attraversando Lucento, Borgata Vittoria, Barriera di Milano, Aurora e Valdocco su strade libere dal traffico veicolare. Chi vorrà seguire o raggiungere il corteo lungo il percorso potrà farlo usando l’app gratuita Critical Maps, che mostrerà la posizione in tempo reale della parata.

Il Torino Bike Pride di FIAB ha una lunga tradizione: qui il gruppo verso la Gran Madre
Il Torino Bike Pride di FIAB ha una lunga tradizione: qui il gruppo verso la Gran Madre
Il Torino Bike Pride di FIAB ha una lunga tradizione: qui il gruppo verso la Gran Madre
Il Torino Bike Pride di FIAB ha una lunga tradizione: qui il gruppo verso la Gran Madre

La bicicletta unisce

Il tema della quindicesima edizione di quest’anno è “Connessioni. Più diritti e meno confini”, con la bicicletta come mezzo con cui ricucire, creando connessioni e nuove possibilità per la mobilità del futuro. La parata terminerà al Parco Dora, dove la manifestazione continuerà con il DJ set.

 «La libertà di movimento esiste solo se possiamo scegliere come spostarci, invece di doverci adattare all’unica opzione disponibile. E’ l’indipendenza di ragazzi e ragazze che vanno a scuola in autonomia – commenta Ammj Traore, presidente di FIAB Torino Bike Pride – la tranquillità di una persona anziana che può muoversi nel proprio quartiere o la comodità di chi combina bicicletta e treno per andare al lavoro.

«Significa potersi organizzare la giornata senza dover dipendere da un’automobile o da qualcuno che ci accompagni. Oggi questa libertà non è uguale per chiunque. Dove mancano percorsi sicuri e un trasporto pubblico capillare, le opportunità si riducono, penalizzando soprattutto chi non guida o vive lontano dai centri principali».

Sono 5 le azioni richieste dagli organizzatori del Bike Pride a Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte (foto Attardo)
Sono 5 le azioni richieste dagli organizzatori del Bike Pride a Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte (foto Attardo)
Sono 5 le azioni richieste dagli organizzatori del Bike Pride a Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte (foto Attardo)
Sono 5 le azioni richieste dagli organizzatori del Bike Pride a Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte (foto Attardo)

Le 5 azioni richieste

La tragedia del piccolo Nicolò ci ricorda quanto sia importante la sicurezza stradale e proprio questa ragione, oltre all’evento, anche in vista delle elezioni amministrative del 2027, viene richiesto con un documento ufficiale di promuovere un impegno chiaro e verificabile per garantire a tutti il diritto di muoversi in maniera sicura, accessibile e sostenibile.

Cinque le azioni prioritarie per l’agenda 2027-2032 richiesta dagli organizzatori del Bike Pride a Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte, che sempre di più stanno investendo sul cicloturismo e sulla mobilità green in tutto il territorio, che però devono inserirsi in un meccanismo più oliato.

La prima è di definire obiettivi annuali chiari e misurabili per realizzare nuove connessioni ciclabili, con il supporto anche della rete ferroviaria. Poi il superamento delle barriere infrastrutturali, spesso causa di incidenti perché costringono il ciclista a percorsi alternativi più pericolosi o lo mettono in una situazione di pericolo. Garantire parcheggi per le biciclette sicuri e custoditi, con accessi agevolati a treni e mezzi di superficie, per una perfetta integrazione urbanistica.

Torino Bike Pride, FIAB, Critical Mass, sicurezza stradale
«La libertà di movimento esiste solo se possiamo scegliere come spostarci, invece di doverci adattare all’unica opzione disponibile» (foto Attardo)
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«La libertà di movimento esiste solo se possiamo scegliere come spostarci, invece di doverci adattare all’unica opzione disponibile» (foto Attardo)

Inoltre, FIAB chiede di completare e valorizzare i principali poli di interscambio cittadini come Porta Susa, Lingotto e Rebaudengo Fossata e, infine, di valorizzare il ruolo della Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione Ciclistica per confronto costante e costruttivo.

Sono tanti piccoli colpi di pedale, ma insieme possono portare a un cambiamento e a una riduzione, quantomeno, di incidenti di cui proprio non vogliamo più scrivere. 

FIAB Torino

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