PONZA (Latina) – I due articoli post-ferragostani sulle “microisole in bicicletta”, scritti dal nostro Filippo Lorenzon, ci hanno talmente incuriosito che quando si è presentata l’occasione di chiudere l’estate con un press tour organizzato sull’Isola di Ponza, non ci abbiamo pensato un minuto in più.
Pertanto, ci siamo imbarcati dal porto di Formia (l’unico che garantisce collegamenti tutto l’anno con l’isola tramite la compagnia Laziomar) per raggiungere questo lembo di terra emerso dalle acque del Tirreno. La curiosità era dettata dalla domanda se fosse possibile praticare del cicloturismo su un’isola lunga appena 7 chilometri. La risposta, anche in questo caso, è sì, se ovviamente lo intendiamo come possibilità di scoprire in sella alla bicicletta il territorio in ogni suo angolo, mettendo da parte i lunghi chilometraggi tipici dei cicloviaggi.




Ponza in sella
«L’isola conta circa 3.500 residenti – ci spiega il sindaco Francesco Ambrosino durante la cena di benvenuto al ristorante-crostaceria Santa Marì– che d’estate diventano circa 33.000 considerando le presenze turistiche. La bici diventa dunque un mezzo fondamentale per non congestionare il traffico».
In effetti noi abbiamo attraccato sull’Isola di Ponza nel weekend che ha preceduto la riapertura delle scuole e di gente non ce n’era affatto poca. Immaginiamo il periodo di luglio ed agosto… E’ proprio per questo che il sindaco ha seguito l’intuizione di Ferdinando Femiano, equity manager particolarmente attivo nel settore sportivo, di partecipare al bando Bici in Comune con un’iniziativa di cui abbiamo scritto su queste pagine giusto un anno fa.
Approfondiremo il progetto, realizzato in partnership con la Polisportiva Dilettantistica Ponza e con il CUS di Roma Tor Vergata, in un secondo articolo ma, in sostanza, durante il convegno che ha fatto un primo bilancio dell’iniziativa “Ponza in sella” che si concluderà nel 2027 sono stati messi dei punti fermi per il prossimo futuro: l’avvio della realizzazione della segnaletica orizzontale e della cartellonistica. Tali interventi interesseranno due direttrici strategiche, ovvero il percorso dal porto a Piazza Chiaia di Luna (circa 1.500 metri di riqualificazione) e quello dal porto fino a Santa Maria. Tutto ciò al fine di garantire la visibilità dei tracciati, facilitandone l’orientamento e aumentandone la sicurezza.




Verso Forte Papa
Noi iniziamo la nostra pedalata sul primo dei due tratti sopracitati, quello che porta in salita al belvedere di Chiaia di Luna (foto in apertura), proprio accanto all’omonimo hotel che ci è stato assegnato come base per le nostre escursioni. Le bici, invece, sono delle fat e-bike messe a disposizione dal Noleggio Luna, posto di fronte all’ufficio postale nei pressi del porto. La pedalata assistita è un bell’aiuto per un’isola piccola ed il cui punto più alto sono i 283 metri del Monte La Guardia, ma priva di pianura al suo interno. Del resto anche sbarcando avevamo notato una coppia di ciclisti fuoriuscire dal traghetto con e-bike al seguito…
I saliscendi ci portano sulle stradine di Ponza. Fondamentalmente sono due che si uniscono in prossimità del ristorante tipico A casa di Assunta (ottimo se volete assaggiare, tra le altre cose, i ravioli con ripieno di cernia su pesto di pistacchio) e proseguono sulla Panoramica. Per cui non è possibile chiudere un grande anello completo ma, se si raggiunge l’estremità nord-orientale dell’isola, verso Le Forna, bisogna ritornare in parte la stessa strada. Questo però non ci impedisce di fare una divagazione su sterrato per arrivare in prossimità di Forte Papa, una fortificazione quattrocentesca voluta, appunto, da Papa Paolo II.




Il calcio, l’acqua, la vita…
Qui Biagio Rispoli, presidente della locale Polisportiva, ci racconta le potenzialità ciclistiche di Ponza: «Vedo sempre più locali che stanno acquistando bici a pedalata assistita: le strade sono strette, alcune zone sono ZTL e spesso c’è il problema del parcheggio». La sua Polisportiva è un vero presidio di socialità per i giovani che vivono tutto l’anno su questo lembo di terra. Sono riusciti ad iscriversi al campionato di calcio di terza categoria, e pazienza se qualche volta dalla terraferma le squadre avversarie decidono di non imbarcarsi per la trasferta…
D’inverno, infatti, se il mare è particolarmente mosso, i collegamenti con Formia sono sospesi e ciò può creare difficoltà anche con le scorte idriche sull’isola, attualmente garantite da navi cisterna. Paradossalmente, nell’antichità Ponza era ricca di acqua sorgiva, tanto che le navi romane venivano qui a fare rifornimento (i Romani scavarono nel tufo varie cisterne tra cui quella più nota oggi è quella della Dragonara) ora invece occorre portarcela. «Ma confido nel progetto di realizzazione di un dissalatore» dice il sindaco Ambrosino.
Questi spaccati ci fanno ricordare come le dinamiche di chi vive sulle piccole isole ricordino quelle delle aree soggette a spopolamento, ad esempio quelle interne dell’Appennino. Ci sono più difficoltà ma va ribadito che anche queste sono zone della nostra bella Penisola e non vanno lasciate indietro.






Trekking sulle alture
Dopo due brevi soste al Ristorante Da Angelino (con oltre 60 anni di attività) ed al Ristorante Hotel Bellavista (a picco sul mare) Il nostro breve tour sull’Isola di Ponza ci porta a visitare il parco della Villa delle Tortore, riaperta al pubblico giusto un mese fa. Con i suoi viali, slarghi e ballatoi, l’intero complesso è tornato ad essere uno spazio dedicato alla comunità, oltre che un balcone con vista sull’Isola di Palmarola.
Lasciamo per un attimo qui le bici per una breve escursione a piedi sull’altura che sovrasta la villa. Ci fa largo tra la vegetazione Domenico Scotti, albergatore e guida accompagnatrice di Trekking Italia ma soprattutto ponzese doc, molto appassionato della sua piccola terra, tanto da conoscere ogni specie arborea e animale che la popolano e che spesso vengono ignorate da chi si ferma alla Ponza balneare: «Quella che sta volteggiando lassù in alto è una poiana – indica un rapace nel cielo, sopra le punte degli alberi – e in questo momento è alla caccia di piccoli roditori e lucertole. Ora, con l’autunno, stanno tornando per il cosiddetto “passo”» ovvero il transito di uccelli migratori verso sud.




Il vino e il tramonto
Riprese le bici, scendiamo nuovamente verso il centro di Ponza, per fermarci a sorseggiare un vino bianco direttamente dal suo produttore, Enrico Pouchain. Salite delle ripide scalette in pietra bianca ci ritroviamo sotto un patio dove il giovane wine-maker ci racconta di un esperimento nato sul finire del secolo scorso: «Secondo il famoso enologo Cesare Ferrari – spiega -, quantomeno nel nostro vigneto, la biancolella in purezza (vitigno autoctono della Campania, ndr) non rendeva un equilibrio soddisfacente tra zuccheri ed acidità. Per cui mio padre decise di sperimentare per cinque anni l’innesto con una ventina di piante mediterranee. Da qui nasce il Vino di Bianca, questo blend che avete appena assaggiato».
La giornata ponzese volge al termine. E’ tempo di riconsegnare le e-bike e, per chi vuole, concedersi un rigenerante trattamento termale presso il centro benessere all’interno del Grand Hotel Santa Domitilla. Per tutti, però, l’appuntamento è al tramonto a Chiaia di Luna. La parete di tufo che si staglia maestosa per oltre cento metri si tinge di toni rossastri. Sembra un grande schermo cinematografico. La gente consuma un aperitivo e si scatta i selfie finché il sole non decide di sparire in un men che non si dica dietro l’orizzonte. L’indomani i ragazzi torneranno a scuola ed un’altra estate se ne va. Se però avete in mente la possibilità di una fuga sull’isola nelle prossime settimane, magari con la vostra bici al seguito, sappiate che Ponza è qui ad aspettarvi…
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