«Il Veneto per chi va in bici è veramente la terra più bella del mondo, perché andiamo dalla pianura alle montagne e alle colline, abbiamo un po’ di tutto a livello paesaggistico, dalle Dolomiti al mare, il Delta del Po, il lago: c’è tutto. Bisogna riuscire però a valorizzarla…».
Filippo Pozzato parla con l’entusiasmo di quando illustra un progetto in cui crede. La foto su Instagram lo illustra insieme a Vincenzo Nibali, Lorenzo Milani e Fabrizio D’Amico con la foto di un grosso stabile e la scritta Venturo Property. Venturo Cycling Club è il nome di una sorta di club cicloturistico creato dal campione vicentino, sintetizzando le lettere di Veneto e Futuro. Prevede un tesseramento e una serie di social ride ed eventi vissuti con stile, la giusta fatica e tanto gusto.
«Purtroppo noi veneti siamo bravi a lavorare – prosegue Pozzato – ma non siamo bravi a vendere. Dobbiamo sforzarci di vendere quello che grazie a Dio abbiamo sul nostro territorio. Ce lo siamo ritrovati gratuitamente, ora bisogna saperlo vendere nel miglior modo possibile».


Benvenuti a Venturo Property
C’è questo grosso stabile a Marostica, individuato da un suo amico, in un punto di passaggio sotto la Rosina e vicino al bivio per Asiago dove in estate passano 600-700 biciclette al giorno. Alla fine Pozzato è andato a vederlo con i suoi collaboratori e quando si è accorto che tutti se ne sono innamorati, ha fatto la follia e l’ha comprato.
«Il progetto è molto più che interessante – dice – è un’idea che avevo avuto ancora 15 anni fa, quando ancora correvo, ma non sono mai riuscito a metterla in piedi perché volevo seguirla di persona, dato che si parla dei miei soldi. Perciò sono stato fermo a lungo. Poi ho iniziato a organizzare le gare dei professionisti (Pozzato organizza il Giro del Veneto e la Veneto Classic, che si svolgono a ottobre, ndr) e l’idea continuava a frullarmi per la testa, perché il nostro obiettivo era fare anche degli altri eventi, per privati, aziende, gente che vuole fare cose su misura.
«Invece questa volta mi sono detto: se riusciamo a creare una struttura in cui mettiamo i nostri uffici, in modo da mostrare quello che facciamo, e accanto ci mettiamo un locale che diventi un punto di incontro per tutti gli amanti della bicicletta, il fulcro per stabilire relazioni, fare eventi e quant’altro, secondo me si riesce a fare un bel lavoro. E abbiamo cominciato».




Un punto di incontro
Vincenzo Nibali, il campione che ha vinto il Tour de France e il Giro d’Italia e alcune fra le corse più belle del calendario professionistico, non si è fatto pregare ed ha accettato di entrare in società. L’idea di coinvolgere i tre amici è venuta a Pozzato, ma loro si sono mostrati subito interessati, rilevando quote del 2,5 per cento a testa. Fatta la società, ora si tratta di partire.
«L’idea – prosegue Pozzato – è quella di essere pronto per l’anno prossimo. Per giugno o luglio vorrei essere dentro e operativo al 100 per cento. Sopra avremo anche 12 camere e non mi dispiacerebbe in futuro disporre di una struttura di appartamenti per gli americani che stanno anche una settimana. Sarà una cosa tutta improntata sulle biciclette. Avremo dentro anche un service con due meccanici. Ci sarà uno showroom per tutti i partner che vorranno salire a bordo di questo hub del ciclismo.
«Mi piace definirlo un punto di incontro per tutti gli appassionati di ciclismo, dove si può venire a vedere le gare dopo aver pedalato al mattino. Si viene a far sistemare la bici e intanto si mangia qualcosa. L’idea è di portare nella nostra zona gente da tutto il mondo. E poi potrebbe esserci la prospettiva di aprirne altri in varie parti del mondo, magari in collaborazione con altri corridori, ma quello sarà semmai un progetto di qui a dieci anni».


Ride the Dreamland
Un punto di incontro per raccontare il Veneto e offrire spazi alle aziende e gli sponsor che attraverso il territorio e il ciclismo vogliano valorizzare il loro prodotto.
«L’idea iniziale con la Regione Vento era proprio questa – spiega – quella di valorizzare il territorio attraverso le corse e i nostri progetti. Il nome Ride the Dreamland non è stato dato a caso. Lo aveva pensato Johnny Mole e sottolineava l’idea di pedalare nella terra dei sogni. E questo resta il nostro scopo, oltre alla possibilità per alcune aziende di usare il nostro spazio per mostrarsi e richiamare gente.
«Non un negozio, ma un posto in cui la gente venga a provare il prodotto. Sono contrario a metterci un negozio, vedo un modello di business diverso. La nostra idea è quella di vendere dei servizi e insieme pensare anche al futuro del ciclismo, realizzando una pump track dove far girare i bambini. Perché c’è da raccontare il Veneto, ma anche lavorare per il ciclismo. Sono questi i motori che animano il nostro lavoro».







