Pescara e il calo nell’uso della bici. Servono soluzioni radicaliPescara e il calo nell’uso della bici. Servono soluzioni radicali

| 30 Settembre 2026

Pescara e il calo nell’uso della bici. Servono soluzioni radicali

E’ ormai tradizione, per la FIAB Pescarainbici far coincidere la Settimana Europea della Mobilità con una particolare opera di rivelazione dei passaggi in bici nella città. E i dati rilevati danno uno specchio della situazione che merita qualche riflessione, ma per esaminare i risultati bisogna prima comprendere le modalità di rilevazione, come in ogni operazione statistica.

La rilevazione ha riguardato 12 postazioni in varie zone di Pescara, fra le 7,30 e le 9,30
La rilevazione ha riguardato 12 postazioni in varie zone di Pescara, fra le 7,30 e le 9,30
La rilevazione ha riguardato 12 postazioni in varie zone di Pescara, fra le 7,30 e le 9,30
La rilevazione ha riguardato 12 postazioni in varie zone di Pescara, fra le 7,30 e le 9,30

Aumentate le postazioni di rilevamento

I responsabili dell’associazione hanno posizionato 12 postazioni in diverse strade della città, misurando i passaggi di bici tra le 7,30 e le 9,30, considerando la fascia oraria che vede molte persone andare al lavoro su due ruote come anche ragazzi verso la scuola. Un impegno organizzativo non di poco conto, realizzato attraverso l’opera di volontari. Se da una parte il totale rilevato non si discosta dai 3.149 passaggi dello scorso anno, bisogna tener presente che nel 2025 le postazioni erano 10.

Un dato di riferimento certo riguarda quindi le 9 postazioni rimaste identiche rispetto allo scorso anno e qui di registra un calo dell’11 per cento. Il punto più frequentato è Piazza della Repubblica con 470 passaggi, che resta stabile, cresce del 5,5 per cento Piazza Italia mentre il calo maggiore è a Madonnina, da 421 a 249.

Pescara ha una grande potenzialità cicloturistica. Qui la Fontana della Naiade Dormiente
Pescara ha una grande potenzialità cicloturistica. Qui la Fontana della Naiade Dormiente
Pescara ha una grande potenzialità cicloturistica. Qui la Fontana della Naiade Dormiente
Pescara ha una grande potenzialità cicloturistica. Qui la Fontana della Naiade Dormiente

Una città invasa dai cantieri

Un calo generale che non può passare inosservato e il presidente di FIAB Pescarainbici Francesco Mancini ne trae riferimenti importanti: «In parte vogliamo credere che sia fisiologico, da imputare alla situazione particolare di Pescara in questo momento, con molti cantieri e conseguenti modifiche alla circolazione. C’è però un altro elemento da considerare: la qualità delle infrastrutture, soprattutto ciclabili, che resta sempre la stessa e quindi in via di peggioramento».

Che cosa significa?

Questo conteggio l’abbiamo fatto la mattina presto  per monitorare chi usa la bici per andare al lavoro o a scuola e sappiamo che la continuerà ad usare a prescindere da queste difficoltà lungo l’itinerario. Chi invece si vuole approcciare ad usare la bici alternativamente all’auto, purtroppo si vede un po’ limitato nelle sue aspirazioni che vanno a inficiare la sua sicurezza. Il problema è sempre quello: la sicurezza stradale. Quindi, sentendosi meno sicuri, continuano a girare tranquillamente in auto.

A destra Francesco Mancini, presidente di Fiab Pescarainbici
A destra Francesco Mancini, presidente di Fiab Pescarabici
A destra Francesco Mancini, presidente di Fiab Pescarainbici
A destra Francesco Mancini, presidente di Fiab Pescarainbici
Quale risposta dare, anche sulla base delle risultanze?

Noi ci stiamo battendo – e lo faremo sempre di più forti di questi risultati – affinché vengano aumentate le strade con limite 30, ma c’è un problema: chi lo rispetta questo limite? Se non ci sono sistemi di rilevamento della velocità, è inutile starne a parlare. Purtroppo l’applicazione degli autovelox è stata resa sempre più complicata da parte dei comuni. Inoltre ha inciso anche la riduzione del 50 per cento dei monopattini, dopo che il legislatore ha voluto colpire quella parte di mobilità più debole con immatricolazione e assicurazione, spingendo tanti ad abbandonarli.

Sottolineavi però che è anche un problema legato ai controlli…

Esatto. Ci sono controlli, giustamente, sulle bici cosiddette fuorilegge, le e-bike che spesso risultano irregolari perché superano tranquillamente il limite di 25 chilometri orari. Ma perché altrettanti controlli non ci sono sulle auto, su chi continua a distrarsi durante la guida? Ormai su 10 automobilisti un terzo continua a usare il cellulare. E sappiamo purtroppo che le distrazioni possono essere fatali in questo senso.

Il sistema della ciclopolitana a Pescara funziona, ma cantieri e comportamento degli automobilisti inficiano la sicurezza ciclistica
Il sistema della ciclopolitana a Pescara funziona, ma cantieri e comportamento degli automobilisti inficiano la sicurezza ciclistica
Il sistema della ciclopolitana a Pescara funziona, ma cantieri e comportamento degli automobilisti inficiano la sicurezza ciclistica
Il sistema della ciclopolitana a Pescara funziona, ma cantieri e comportamento degli automobilisti inficiano la sicurezza ciclistica
Qual è a Pescara la realtà degli incidenti che capitano a chi va in bici? Avete registrato un aumento nel corso dell’ultimo anno?

Non c’è un’inversione di tendenza e la causa principale è sempre la velocità. Chiaramente un limite di velocità rispettato a 30 chilometri orari genererebbe molti meno problemi. Io raccomando sempre l’uso delle luci, soprattutto posteriori, perché aiutano il ciclista ad essere visibile anche di giorno. Il problema è che l’automobilista è preso da tutto, meno che dal guardare in strada… Noi ciclisti siamo quasi degli ostacoli, degli intralci, ci sfiorano in barba al metro e mezzo e a tutte le regole vecchie e nuove. Creiamo problemi, creiamo difficoltà, rallentiamo il loro passo. Per questo siamo dell’opinione che solo una soluzione “città 30”, ma sotto un vero controllo possa essere una risposta.

Anche per dare una nuova cultura alla città?

Rispondo con un esempio: noi abbiamo una strada ciclabile con priorità di circolazione ciclistica, dove se c’è un ciclista che sta un po’ meno ai margini della carreggiata, l’automobilista suona perché vuole passare e quella è una strada con limite 30 all’ora, segnaletica verticale e orizzontale. Perché dico questo? Perché il legislatore non si deve limitare a mettere quattro segnali, ma deve creare le condizioni per rallentare il traffico affinché l’automobilista sia costretto a farlo. Se una strada la stringi, ci metti una curva, ci metti dei dossi, ci metti tutta una serie di soluzioni e ce ne sono tante per limitare la velocità, allora avremo una soluzione.

L'amore di Pescara per la bici è intatto e si vede in occasione degli eventi allestiti in città per i ciclisti
L’amore di Pescara per la bici è intatto e si vede in occasione degli eventi allestiti in città per i ciclisti
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L’amore di Pescara per la bici è intatto e si vede in occasione degli eventi allestiti in città per i ciclisti
Il calo ha una spiegazione solo legata alle maggiori difficoltà da parte di chi utilizza la bici o si deve anche alla cultura della cittadinanza legata alla mobilità ecosostenibile più affievolita?

Io penso che sia soltanto una questione di sicurezza, perché quando organizziamo eventi dove abbiamo le strade a disposizione, dove i bambini possono circolare in completa e totale sicurezza, le persone partecipano. In tanti mi dicono che vorrebbero usare di più la bici, ma hanno paura. Questo è il problema. Io che faccio 20.000 chilometri l’anno in bicicletta, sfido un po’ questa paura, ma fondamentalmente esiste.

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