Abbiamo imparato a conoscere THOK come marchio specializzato in e-MTB di alta gamma. Ora il brand piemontese ha deciso di aprire un capitolo completamente nuovo della propria storia, presentando Grow, la sua prima bicicletta tradizionale (o muscolare, che dir si voglia).
Si tratta di una gravel in carbonio sviluppata da zero, non una versione adattata di un modello esistente, ma un progetto specifico che trasferisce nel gravel parte dell’esperienza maturata da THOK nell’off-road.


Carbonio UD e geometria sportiva
Partiamo dal telaio, che è stato realizzato in carbonio UD. La prima cosa che si nota è il passaggio dei cavi completamente integrato, cosa che dà alla Grow un aspetto pulito, moderno e veloce. Per quanto riguarda la geometria invece, THOK riferisce che ha puntato su un’impostazione race, questo nonostante il tubo orizzontale sia leggermente sloping. Dunque Grow nasce come una gravel sportiva e reattiva, sia per il materiale di alta gamma che per l’assetto del telaio.
I numeri, per gli amanti del genere, confermano questa filosofia. Il carro misura 425 millimetri in tutte le taglie, mentre il reach passa da 389 millimetri sulla M a 395 sulla L e 402 sulla XL. Lo stack è rispettivamente di 578, 601 e 624 millimetri. L’angolo di sterzo è di 71° sulle taglie M e L e di 71,5° sulla XL. Una configurazione pensata per mantenere una risposta pronta nella guida, senza rinunciare alla stabilità necessaria quando l’asfalto lascia spazio allo sterrato.
Da sottolineare poi il passaggio ruote, che arriva fino ad un massimo di 50 millimetri di sezione, ormai praticamente lo standard per questo genere di bici. Questo rende la Grow molto versatile da questo punto di vista, dal momento che può passare comodamente da pneumatici più ampi per i terreni più difficili a quelli più veloci per i fondi compatti e scorrevoli.


Tre allestimenti, tre interpretazioni
La Grow viene proposta da THOK come una vera e propria piattaforma, proposta in tre diversi livelli di allestimento. Al vertice troviamo la PRO, con gruppo Sram Force AXS, cambio posteriore Sram GX T-Type. Il pacco pignoni è 10-52 mentre la guarnitura è da 44 denti, con misuratore di potenza Quarq. Anche il resto del montaggio è di alta gamma, con le ruote Zipp XPLR S Carbon Tubeless Ready da 54 mm e il cockpit integrato THOK in carbonio.
A seguire c’è poi la COMP, che si avvale invece del gruppo SRAM Rival AXS, abbinato al deragliatore posteriore S1000 T-Type e alla cassetta 10-52. La guarnitura è da 42 denti senza misuratore di potenza, mentre le ruote sono Miche Sterrato 45 Tubeless Ready in carbonio. Anche in questo caso il manubrio è integrato in carbonio.
Alla base della gamma c’è infine la FR, First Ride. Il gruppo in questo caso è meccanico, lo SRAM Apex XPLR a 12 velocità. La cassetta è 11-50, con guarnitura Apex XPLR da 40 denti, mentre le ruote sono DT Swiss G1800 in alluminio. Cambia anche il manubrio, che in questo caso è un FSA tradizionale, con attacco e manubrio (ma comunque con cavi molto ben nascosti). Tutti e tre gli allestimenti condividono gli pneumatici Schwalbe G-One R da 45-622 e la sella Prologo Nago R4 AGX e, come abbiamo accennato, la configurazione monocorona.


Colori, prezzi e disponibilità
Per quanto riguarda i colori, la nuova Grow viene proposta in quattro grafiche. Circus e Darkstar per la PRO, Cactus e Pixels per COMP e FR.
Infine i prezzi, che sono molto interessanti per una gravel in carbonio. Il listino di THOK indica 4990 euro per la PRO, 3990 euro per la COMP e 2.990 euro per la FR. Tutta la gamma sarà disponibile presso i punti vendita e online sul sito THOK a partire da febbraio 2027.







