| 15 Marzo 2024

In bici sulle strade di Taiwan, nel cuore della cultura orientale

TAICHUNG (Taiwan) – Qui la bicicletta non è solo uno strumento per l’industria, perché nell’epoca moderna è anche divertimento, salute e ambizione personale. Cos’è dunque la bicicletta per il popolo orientale? In Taiwan si va in bicicletta?

Il nostro viaggio in terra taiwanese (il motivo principale è stata la presentazione mondiale della nuova Giant TCR di decima generazione) si conclude con tante riflessioni e una grande certezza. La bicicletta è un grande mezzo di comunicazione ed è in grado di radicarsi nella cultura di un popolo.

La definizione di Taiwan? Il regno della bicicletta
La definizione di Taiwan? Il regno della bicicletta

Il carbonio 40 anni fa

Se vuoi la pasta e la pizza, vai o rimani in Italia. Vuoi lo champagne? Vai in Francia. La birra belga è considerata la migliore al mondo e gli USA sono la madrepatria dei fast food. Ma la bicicletta in carbonio?

Non vogliamo scrivere a tutti i costi che Taiwan è la patria delle bici in carbonio, ma è pur vero che la lavorazione delle materie composite qui ha origine negli anni 70. Beh, la storia della bicicletta moderna passa anche da qui e non si può affermare il contrario.

Giant è il più grande produttore al mondo di biciclette ed il suo quartier generale ha sede proprio a Taichung, nella zona centro-settentrionale dell’isola di Taiwan. Qui conta oltre 2.200 impiegati, in un sito produttivo di circa 67.000 metri quadrati, l’equivalente di 9 stadi da football americano, giusto per dare un’idea. La prima fabbrica nasce nel 1972 e ad oggi se ne contano 9 intorno al globo. Se restiamo nell’ambito delle biciclette (complete) prodotte, il numero va ben oltre il milione di unità, cifra che aumenta in modo esponenziale se consideriamo una produzione/progettazione di componenti e frame-kit.

Fino ad un decennio fa la bicicletta era vista quasi esclusivamente come uno dei business principali con capitali importanti che arrivavano, e arrivano tutt’ora, dall’estero, di certo un’attività lavorativa proficua e poco vissuta come passione. Da allora molto è cambiato, anche se i livelli di utilizzo e l’approccio sono molto differenti da quello occidentale.

Taiwan, in bici ai tropici

Andare in bicicletta a Taiwan non è cosa facile, se consideriamo il profilo altimetrico. La parte interna è frastagliata e montagnosa, ricca di una fitta vegetazione che a tratti ripara da un sole forte, ma è anche umida. E’ sempre bene ricordare che siamo al pari di un Paese tropicale.

Le prossimità della costa sono più dolci, ma la pianura vera e propria è poca, perché le strade hanno sempre delle pendenze da affrontare, se pur leggere, ma è un mangia e bevi continuo. Il vento la fa da padrone, talvolta a regime di brezza, in altre occasioni è una salita in aggiunta.

Il traffico è molto rispettoso dei ciclisti anche in prossimità dei contesti urbani, considerando che Taichung e zone limitrofe sono operose e parecchio industrializzate. Si passa dalle vie principali, più ampie e con tre/quattro corsie, alle stradine laterali dove un’automobile con dimensioni europee fa fatica a passare.

Nonostante tutto non si percepisce quello stress, quella frenesia e quella mancanza di rispetto nei confronti dei mezzi più lenti che ormai fanno parte della diseducazione occidentale. Non possiamo affermare che in questo luogo l’ordine e la disciplina sono al pari della sorpresa Abu Dhabi, ma di sicuro il traffico motorizzato ha un potere invadente minore, se paragonato a quello europeo. Ma la bicicletta è prima di tutto un mezzo utilizzato per dirigersi verso il luogo di lavoro.

La bici è anche sport?

Lo è nei tempi recenti. La bici da strada è più ambita, con un’interpretazione che verte alla scoperta, all’avventura e alla conoscenza dei propri limiti e della fatica legata allo sport. C’è un turismo straniero che sbarca sull’isola con l’intento di esplorare. Ci sono dei taiwanesi (un numero che è in aumento) che si spostano verso l’estero per pedalare.

Le discipline principali restano il baseball ed il calcio. Milioni di bici prodotte e si pratica poco il ciclismo? Perché la storia è una sorta di tatuaggio e, per molti anni i taiwanesi hanno visto la bicicletta come un lavoro e un’industria, meno come una valvola di sfogo.

Per il popolo di Taiwan è una cosa nuova
Per il popolo di Taiwan è una cosa nuova

Cycling Culture Museum

Il cambio di rotta inizia da qui: dal Cycling Culture Museum. E’ stato inaugurato nell’epoca post Covid e sotto il profilo della struttura è adiacente al grattacielo quartier generale del gruppo Giant. Il museo è un’opera ricca e sobria al tempo stesso (sempre in Taichung), con l’obiettivo di far capire al popolo di Taiwan cosa c’è oltre la produzione della bicicletta.

Il museo è una sorta di libro aperto e si sviluppa grazie ad un percorso conoscitivo ed interattivo. Racconta la storia delle due ruote a pedali da 200 anni a questa parte e nella sua attualità vede anche la linea più moderna delle biciclette, ovvero le e-bike. Un approccio corretto a nostro parere, perché si rivolge anche e soprattutto alle generazioni future.

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