All’ultima edizione della Fiera del Cicloturismo, una delle presentazioni che ha riscosso maggiore successo è stata quella del cicloviaggiatore di lungo corso Sergio Borroni, chiamato a inanellare i 10 imprevisti più rilevanti per un cicloturista quando si mette in viaggio. Un tema interessante, che fa da spunto per una chiacchierata dove l’imprevisto diventa quasi un semplice spunto per parlare di aneddoti, ricordi e anche consigli da tenere a mente.
Milanese di nascita, Sergio Borroni ha una doppia anima, ma non si tratta di due cose distinte, perché la sua vocazione di medico e la sua passione per i viaggi in bici spesso si sono intersecati nella sua vita.
«Se parliamo di imprevisti, bisogna fare una distinzione perché ci sono quelli legati a problemi meccanici, a problemi logistici e legati alle persone. Faccio un esempio molto banale: in Thailandia, in discesa, mi è spuntato fuori un cobra dalla foresta e io ci sono passato sopra. Diciamo che gli imprevisti classici che possono capitare quando sei in bicicletta, legati al mezzo meccanico, forse sono i più facili da risolvere…».


E’ importante quindi, quando ci si mette in viaggio in bici, avere la capacità di essere un po’ pronti a tutto…
Sì, con qualche leggero distinguo, nel senso che i guai ti arrivano sempre addosso quando meno te li aspetti. Quindi bisogna cercare di andare incontro a meno guai possibili, un po’ il discorso che faccio da medico: prevenire è sempre meglio che curare, con un po’ di attenzione si possono evitare un sacco di pasticci. Per questo dico che la fase forse più importante di un viaggio è nella programmazione.
Ti chiedono spesso consigli?
Sì e io dico sempre come prima cosa: prima di andare in un posto controllate se c’è andato qualcun altro, perché se nessuno ha mai fatto quel viaggio, forse sarebbe il caso di ripensarci… Soprattutto al giorno d’oggi, con la situazione geopolitica del mondo in continua evoluzione e certamente non molto positiva.


Per quanto concerne la parte meccanica?
Partire con una bicicletta che sia ben preparata, in ordine, dove si è prestata attenzione a tutti gli eventuali problemi meccanici ai quali si può incorrere. Qualche volta si fa con superficialità e capitano delle brutte sorprese. Poi i problemi insorgono sempre, ma si può cercare di essere preparati e non avere rimpianti. Parlando con altre persone che hanno fatto viaggi lunghi, tutti mi dicono che l’inconveniente meccanico capita sempre, ma non è sempre detto che dove vai tu trovi il posto dove poter risolvere il problema, anche dove poter trovare la semplicissima camera d’aria.
Ne abbiamo avuto testimonianza… A te è successo?
Sì, eravamo in Vietnam, mi ricordo che abbiamo fatto una strage di forature e non riuscivamo a trovare delle camere d’aria. Ma ci si adatta un po’: la camera d’aria è uno strumento elastico, chi ha detto che una camera d’aria da 26 non la puoi montare su una bici da 29? La tiri, non sarà il massimo, ma io l’ho fatto. Ci sono tanti trucchi che si possono utilizzare nelle situazioni più disparate.


Un altro di questi trucchi?
Io ne ho imparato uno buffissimo in Namibia: c’erano dei ragazzi a bordo strada, disperati perché il furgoncino col quale loro stavano trascinando un po’ di masserizie era bucato e mi hanno fatto vedere la camera d’aria. Era piena di buchi che avevano ricoperto di fascette, almeno una decina e continuavano a utilizzare sempre la stessa. Ma non ne avevano più e io non avevo da dargliene. Se hai finito i tip top, le camere d’aria, le pezze autoadesive, quello è un altro sistema. Non sarà più così scorrevole, la bici, ma intanto vai…
Serve quindi un po’ di mentalità alla McGyver…
Certamente. E’ impossibile che tu non buchi, e quello sarebbe ancora il minimo. Oppure fai come un mio amico che non sapeva fare niente, però diceva: io viaggio sempre con te, fai tutto tu… Non elegantissimo, ma funzionava, almeno per lui!


Nel corso dei tuoi viaggi è mai capitato che avessi paura?
Sì, hanno cercato di accoltellarci. E per me è stato uno shock perché io di mestiere faccio proprio l’opposto. Quindi mi sono trovato in una situazione di enorme difficoltà. Tra l’altro una situazione non prevedibile, la Giordania è una rotta turistica privilegiata. Ad esempio nei Paesi ex sovietici in Asia avevamo molti timori, invece abbiamo trovato persone squisite, ci hanno ospitato in una moschea a dormire all’interno di una specie di guest house, su dei pagliericci. Volevamo lasciargli un’offerta e quasi si offendevano, anche se era gente molto povera, ma per loro l’ospitalità è sacra. Poi, due anni dopo abbiamo saputo che nella stessa zona hanno falciato 5 ciclisti intenzionalmente.
A voi cosa è successo nello specifico?
In Giordania è capitato che due ragazzini han tirato fuori dei coltelli, che erano quasi delle alabarde per quanto erano lunghi. Ma poteva capitare dappertutto, anche in Italia Non ci sono situazioni che sono solo appannaggio di certi posti o di certi luoghi.


C’è stato mai un posto dove ti sei pentito di essere andato?
Ci sono viaggi che non rifarei in quanto trovo che ci siano sicuramente posti più interessanti da andare a vedere. Il mondo è grande e vario, se non sono le bellezze naturali sono quelle artistiche. Non posso dire di essermi mai pentito, magari alcuni luoghi non mi hanno trasmesso grandi emozioni. Ricordo il viaggio che abbiamo fatto da Atene a Istanbul, la parte greca era carina, la parte turca francamente no.







