Il viaggio (pedalato) in Vietnam è finito. Ora è tempo di relax e di una gita in barca sul lagoIl viaggio (pedalato) in Vietnam è finito. Ora è tempo di relax e di una gita in barca sul lago

| 25 Gennaio 2026

Dai monti di Ta Xua al lago Thac Ba e poi (finalmente) l’arrivo

Dal lago Hoa Binh è iniziata la nostra scalata in direzione Ta Xua. La cima del monte Ta Xua si trova a un’altitudine di oltre 2.800 metri ed è una delle cime più alte del Vietnam. In bici e macchina, è possibile raggiungere il paesino di Ta Xua, all’interno della riserva naturale a quota 1.600.

La distanza tra noi e la vetta era di “soli” 180 km, ma con più di 3.600 metri di dislivello. Così, vista anche la maggiore difficoltà di dover trasportare le borse sulle bici, abbiamo deciso di suddividere il tragitto in tre tappe da circa 1.200 metri di dislivello ciascuna

La strada verso Hua Tat è chiusa: il percorso alternativo è quasi più bello dell'originale. Si prosegue verso Ta Xua
La strada verso Hua Tat è chiusa: il percorso alternativo è quasi più bello dell’originale
La strada verso Hua Tat è chiusa: il percorso alternativo è quasi più bello dell'originale. Si prosegue verso Ta Xua
La strada verso Hua Tat è chiusa: il percorso alternativo è quasi più bello dell’originale

L’inverno all’improvviso

Dal lago Hoa Binh abbiamo percorso 60 km verso il paese di Hua Tat, situato nelle montagne di Mộc Châu a 1.100 metri di altitudine. La strada in salita che avremmo dovuto percorrere, tuttavia, era chiusa per lavori in corso. Affidandoci a Google Maps (per forza), ci siamo dovuti avventurare lungo un’altra strada alternativa che si ricongiungeva più avanti. Dal satellite sembrava una strada completamente sterrata e dissestata, invece abbiamo trovato un asfalto pressoché perfetto e una vista panoramica spettacolare sui campi di pannocchie.

Arrivati a Hua Tat, ci siamo stupiti di come il paesaggio fosse cambiato nuovamente nel giro di così pochi chilometri. Infatti, dalle risaie e dalle canne di bambù sul lago, siamo passati ai terrazzamenti di pannocchie e alle foreste di pini. Le temperature a Hua Tat, visto anche il periodo, erano leggermente più basse: la sera si aggiravano sui 9 gradi. Tuttavia, eravamo ben equipaggiati e siamo riusciti anche a goderci un breve trekking al tramonto sui campi di tè verde nei pressi dell’albergo dove pernottavamo.

Marco è un enologo, ma in questo angolo di Vietnam non ci sono vigneti, bensì piantagioni di tè verde
Marco è un enologo, ma in questo angolo di Vietnam non ci sono vigneti, bensì piantagioni di tè verde
Marco è un enologo, ma in questo angolo di Vietnam non ci sono vigneti, bensì piantagioni di tè verde
Marco è un enologo, ma in questo angolo di Vietnam non ci sono vigneti, bensì piantagioni di tè verde

Il taxi della paura

A Hua Tat la sera non c’era nessun ristorante aperto, così abbiamo deciso di imbarcarci in un’altra avventura chiamando un taxi per portarci in qualche posto dove fosse possibile cenare. Dopo avergli spiegato che desideravamo mangiare della carne, è partito con una guida spericolata attraversando strade ricche di ristoranti per più di 30 minuti. Abbiamo seriamente pensato che ci stesse rapendo. Continuavamo a guardare disperati Google Maps, cercando di capire dove ci stesse portando.

La nostra preoccupazione è cresciuta ulteriormente quando si è fermato vicino a una stradina non illuminata dicendoci che eravamo arrivati. Lì per lì, un po’ spiazzati, siamo scesi dalla macchina e, per fortuna, a sorpresa abbiamo scoperto che ci aveva condotti in un ristorante per gente del posto specializzato nel BBQ tipico vietnamita. Superata la curiosità dei camerieri e della gente del posto, non abituati a vedere occidentali, abbiamo assaggiato carne di maiale e vitello speziata, cotta al centro di una griglia posta sul nostro tavolo. Forse è stato uno dei migliori pasti fatti durante tutta la vacanza. Ci ha fatto particolarmente sorridere che la cameriera ci abbia chiesto di fotografarci.

Il Carpegna del Vietnam

Da Hua Tat siamo poi ripartiti con destinazione Ta Xua. I due restanti giorni di viaggio, tuttavia, non sono stati particolarmente fortunati dal punto di vista del meteo.

La prima giornata, iniziata con una nebbia fitta, complice la lunghezza del tragitto (circa 100 km) che prevedeva di scendere a valle per attraversare il Fiume Nero e poi risalire, si è raddrizzata con qualche raggio di sole negli ultimi 40 km. E’ stato particolarmente divertente salire su una piccola chiatta con le bici per il breve attraversamento del fiume.

Il divertimento ha poi lasciato spazio alla fatica e alla sofferenza della salita: infatti, negli ultimi 6 km di fine tappa abbiamo guadagnato 550 metri di dislivello! Da romagnoli D.O.C., l’abbiamo paragonata al passo Pantani, sul Cippo di Carpegna. Viste però le bici in alluminio e il carico di circa 10 kg di borse, abbiamo sofferto molto di più che nel fare il Cippo.

Nel primo dei tre giorni sulle montagne c'è stato da attraversare in barca il Fiume Nero e poi risalire
Nel primo dei tre giorni sulle montagne verso Ta Xua c’è stato da attraversare in barca il Fiume Nero e poi risalire
Nel primo dei tre giorni sulle montagne c'è stato da attraversare in barca il Fiume Nero e poi risalire
Nel primo dei tre giorni sulle montagne verso Ta Xua c’è stato da attraversare in barca il Fiume Nero e poi risalire

Ta Xua, paradiso di Instagram

L’ultimo giorno, che prevedeva la “tappa regina” di 25 km e 1.400 metri di dislivello per raggiungere Ta Xua, la nebbia non ha mai dato tregua, rendendo l’ascesa verso la meta particolarmente impegnativa dal punto di vista mentale.

Fortunatamente, i nostri programmi prevedevano un giorno di riposo a Ta Xua. Così l’indomani, ci siamo svegliati con il sole e il suggestivo paesaggio delle nuvole sotto di noi. Sono persino riuscita a scottarmi il viso! Ci siamo rilassati sorseggiando tè e ammirando il paesaggio montano. Abbiamo scoperto, visto il traffico e l’affollamento, di trovarci in una meta molto popolare tra le giovani vietnamite, che si recano a Ta Xua tutte patinate e truccate per rubare qualche scatto del panorama da postare sui loro profili Instagram. 

Dopo un giorno di riposo, a malincuore, siamo dovuti scendere da Ta Xua, lasciando la “nostra montagna felice”, per proseguire il nostro viaggio.

Ultima tappa: 90 km di gravel sotto la pioggia: il risultato è una maschera di fango
Ultima tappa, Ta Xua è ormai alle spalle: 90 km di gravel sotto la pioggia: il risultato è una maschera di fango
Ultima tappa: 90 km di gravel sotto la pioggia: il risultato è una maschera di fango
Ultima tappa, Ta Xua è ormai alle spalle: 90 km di gravel sotto la pioggia: il risultato è una maschera di fango

Nel fango fino al collo

A sorpresa lungo la nostra discesa da Ta Xua, direzione Ben Xe, ci siamo ritrovati davanti a delle bellissime cascate di cui non siamo riusciti a scoprire il nome, e ci siamo goduti la nostra penultima pedalata vietnamita con temperature tornate sui 16 gradi nelle verdi vallate terrazzate del nord del Vietnam. 

Di tutt’altra storia è stata la nostra ultima tappa in bike packing. Lungo i 90 km che ci separavano dalla nostra meta sul lago Thac Ba non ha mai smesso di piovere. Inutile dire che, visto le strade già di per sé molto infangate e polverose, ci siamo sporcati completamente.

Tuttavia il divertimento non è mai mancato e negli ultimi due giorni di vacanza abbiamo appeso le bici al chiodo, rilassandoci tra trekking ed esplorazioni in barca sul lago Thac Ba, nella provincia di Yen Bai.

Non esistono problemi, solo soluzioni

In coppia abbiamo vissuto il viaggio come un’esperienza particolarmente difficile ma molto formativa. Il motto di fine vacanza è stato: “Non esistono problemi, solo soluzioni”.

Sicuramente abbiamo imparato tanto dei tratti caratteriali l’uno dell’altra. Oltretutto, era per entrambi la prima esperienza in Asia. Averla vissuta in maniera così avventurosa ed estrema ci ha riportato in Europa con un bagaglio di esperienze che ci servirà sicuramente utile per le nostre prossime esperienze lavorative. 

Per quanto riguarda il Vietnam, un pezzo del nostro cuore è sicuramente rimasto là, tra le risaie e le sue montagne. La gentilezza ed il modo semplice e sereno di vivere della gente del posto ci ha conquistato. Dovessimo tornare in bici, forse opteremmo per un furgone di supporto al seguito. Tornando indietro non cambieremmo però nulla. Siamo felici ed entusiasti dell’esperienza fatta. 

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Distanza totale di 507,8 chilometri per un dislivello positivo di 9.245 metri.

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