Nata nel 2010, la Rapha Festive 500 è diventata una delle sfide ciclistiche più iconiche al mondo: 500 chilometri da percorrere in bicicletta tra il 24 e il 31 dicembre su un percorso a propria scelta. Un’idea semplice e geniale che trasforma la settimana più “ostica” dell’anno in un’avventura collettiva globale.
All’edizione 2025 hanno partecipato 265.155 ciclisti in tutto il mondo, stando a ciò che riporta Strava, la piattaforma scelta dal brand di abbigliamento tecnico britannico (Rapha fu fondato a Londra nel 2004).
Si poteva scegliere se coprire questa distanza sia outdoor che indoor, sui rulli. Tra loro c’è stato anche Fabio Carlini, ferrarese di 53 anni, che ha completato l’intera distanza pedalando sempre all’aperto, spesso in compagnia del suo gruppo di amici, gli Arieti di Ferrara.




Quando hai scoperto la Rapha Festive 500 e perché ti ha colpito?
Ho partecipato per la prima volta nel 2014. Mi ha subito conquistato perché è una sfida con se stessi, senza classifiche né competizione vera. E’ la settimana più complicata dell’anno, tra feste e famiglia, e proprio per questo ha un fascino speciale.
Hai qualche aneddoto delle edizioni passate?
Nel 2015 siamo andati in gravel da Ferrara a Roma in due giorni per completare i 500 chilometri, portando con noi un panpepato ferrarese da spedire simbolicamente a Papa Francesco, tramite l’apposito ufficio postale. Nel 2016 abbiamo fatto il percorso dalla foce del Po fino quasi alla sorgente, risalendo il fiume con delle borracce d’acqua da riportare “a casa”. Ogni anno cercavamo un’idea che rendesse il tutto un po’ più avventuroso.
Veniamo al 2025: come sei riuscito a incastrare bici, lavoro e famiglia?
Lavoro come magazziniere con orario 9-18 e durante l’anno faccio circa 15.000 chilometri. La soluzione è uscire molto presto: spesso alle 5,30 del mattino. E’ un’abitudine che ho tutto l’anno, tre volte a settimana, e che mi permette di pedalare prima di andare al lavoro. Il giorno di Natale sono uscito all’alba e poi sono rientrato in tempo per mettere i regali sotto l’albero per mia figlia, prima che si svegliasse. Ma siccome ha 9 anni, forse questo è stato l’ultimo Natale in cui ho dovuto fare la levataccia…




Hai scelto di pedalare sempre all’aperto, nonostante il freddo. Perché?
Perché non amo i rulli, li ho usati solo durante la pandemia. Preferisco uscire con qualsiasi clima, anche con cinque gradi sotto zero. Mi piace stare fuori, osservare i paesaggi, scoprire i particolari dell’inverno. E’ faticoso, ma dà un senso diverso all’impresa.
Dove hai pedalato quest’anno?
Soprattutto attorno a Ferrara, con un giro lungo fino alle Valli di Comacchio e ai Lidi, passando per l’argine degli Angeli (foto in apertura, ndr), un tratto spettacolare in mezzo all’acqua. Poi i classici giri sul Po tra Ferrara, Polesella e Santa Maria Maddalena.
Che bici hai usato per la challenge?
Una gravel in acciaio su misura. Me la sono fatta fare tre anni fa da un mio amico, un giovanissimo artigiano di Ferrara che ha iniziato a saldare telai. Ha 30 anni e si chiama Frasca Frames, perché lui appunto di nome fa Francesco Scanelli. E’ una bici endurance, versatile, con cui faccio un po’ di tutto: uscite quotidiane e viaggi.




Hai (avete, considerando sia i tuoi amici che la community di Strava) pedalato nel bel mezzo delle Feste. Ti sei limitato a tavola?
No, anzi. Pedalo tutto l’anno per stare bene, non per privarmi. Durante la Rapha Festive sono più rilassato: mangio senza sensi di colpa, sapendo che quei chilometri aiutano a mantenere l’equilibrio.
Cosa rappresenta per te la Rapha Festive 500 dopo tanti anni?
E’ diventata una tradizione. Non è solo una sfida sportiva, ma un modo diverso di vivere le feste, trasformando un periodo frenetico in un’avventura personale, da condividere con gli amici e con una comunità mondiale di ciclisti.







