Carpegna, la salita del Pirata con due animeCarpegna, la salita del Pirata con due anime

| 9 Gennaio 2026

Carpegna, la salita del Pirata con due anime

Una montagna che nel corso degli anni è diventata un tributo a un campione del nostro ciclismo forse troppo presto dimenticato, troppo presto diventato sconosciuto (o anche “mal conosciuto”) dalle giovani generazioni. Il Monte Carpegna è stato il primo percorso in salita dedicato a Marco Pantani e nel corso degli anni, oltre a ospitare una marea di eventi, ha saputo anche cambiare “abito”, diventando oltre che un percorso irrinunciabile per chi ama la bici da strada anche teatro di un grande evento di mtb, “Il Carpegna mi Basta” riprendendo una frase del Pirata che usava la salita marchigiana per testare la sua forma.

Lungo la salita, sin dall'inizio, ci sono molti riferimenti alla figura del Pirata
Lungo la salita, sin dall’inizio, ci sono molti riferimenti alla figura del Pirata
Lungo la salita, sin dall'inizio, ci sono molti riferimenti alla figura del Pirata
Lungo la salita, sin dall’inizio, ci sono molti riferimenti alla figura del Pirata

Un territorio con mille facce

E’ proprio l’organizzatore di quest’ultima, il presidente di Carpegna Experience Luca Salucci a mettere a confronto le sue due anime: «L’idea di fare questa gara è nata proprio per sfruttare questo territorio del Montefeltro, ormai quasi vent’anni fa, anche con il fuoristrada, utilizzando i bellissimi sentieri del Montefeltro e da lì si è sviluppato un grande afflusso anche per l’offroad.

«Tutto il comprensorio del mondo Carpegna permette tanti livelli di difficoltà e questo vale anche per la strada che chiaramente ha quel richiamo emozionale della sua salita perché è legata comunque alla storia del ciclismo, soprattutto a Marco Pantani. Quei passaggi, anche se si fanno con le ruote grasse, suscitano comunque tanta emozione. Il passaggio al passo Pantani, il passaggio davanti al monumento, al cippo di Carpegna, è per tutti un momento unico».

Siamo nel nel cuore del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, al confine tra Marche, Romagna e Toscana e questo rilievo di 1.415 metri è diventato leggenda grazie proprio a Marco Pantani. La salita classica al Monte Carpegna inizia dal centro dell’omonimo paese, in provincia di Pesaro e Urbino. Sebbene esistano diversi versanti, quello che porta al “Cippo” è il più iconico e impegnativo: 6,5 chilometri per un dislivello di 630 metri con pendenza media del 10,5 per cento.

«Dal centro di Carpegna fino alla vetta del Monte sono 22 tornanti con altimetrie e pendenze diverse – riprende Salucci – quindi diciamo che ci sono alcuni strappi che arrivano anche al 20 per cento e serve una buona gamba, ma non è una salita lunga.

Il tracciato su strada è impegnativo, ma ha anche tratti molto panoramici, fino in cima dove l'orizzonte arriva fino alla costa romagnola
Ideali rapporti come 34×30 o 34×32. La costanza della pendenza sopra il 12% può saturare i muscoli rapidamente (foto Deporvillage)
Il tracciato su strada è impegnativo, ma ha anche tratti molto panoramici, fino in cima dove l'orizzonte arriva fino alla costa romagnola
Ideali rapporti come 34×30 o 34×32. La costanza della pendenza sopra il 12% può saturare i muscoli rapidamente (foto Deporvillage)

Un test per agonisti, uno spasso per cicloturisti

«E’ corta ma è bella tosta, a questo si deve aggiungere tutta la parte emozionale, perché c’è chi la affronta come faceva il Pirata, per testare la sua forma e chi vuole vedere il contorno. Ci sono un paio di passaggi anche panoramici che hanno una veduta su tutto il Montefeltro che è del tutto invidiabile. Non dimentichiamo poi che a parte la salita bisogna arrivare anche a Carpegna, a 750 metri, è già una bella pedalata raggiungere l’abitato, la salita è la ciliegina sulla torta».

La scalata può essere divisa in due segmenti distinti. La prima parte, che conduce dal paese fino al camping “Il Cippo” (dedicato a Sandro Italico Mussolini), è caratterizzata da pendenze costanti ma gestibili, immerse in un fitto bosco di faggi. E’ qui che si respira l’aria della sfida: l’asfalto è segnato da scritte che inneggiano ai campioni del passato, trasformando la strada in un libro aperto di storia del pedale.

Il profilo della salita, che ha nel finale la parte più difficile e che la rende una vera conquista
Il profilo della salita, che ha nel finale la parte più difficile e che la rende una vera conquista
Il profilo della salita, che ha nel finale la parte più difficile e che la rende una vera conquista
Il profilo della salita, che ha nel finale la parte più difficile e che la rende una vera conquista

La “Tagliata”, il vero scoglio da superare

Superato il Cippo, la strada si restringe e la pendenza s’impenna. E’ l’inizio della “Tagliata”, il tratto finale di circa 1,5 km che porta verso la sommità. Qui la carreggiata è chiusa al traffico veicolare, creando un’oasi di silenzio interrotta solo dal respiro affannoso dei ciclisti e dal rumore delle catene.

Le pendenze non scendono quasi mai sotto il 12%. E’ in questi tornanti stretti, numerati e battezzati con i nomi dei grandi scalatori, che Pantani costruiva i suoi successi al Giro d’Italia e al Tour de France. Nonostante la brevità complessiva rispetto ai passi dolomitici, la severità del Carpegna risiede nella sua continuità: non concede tregua, non offre tratti in cui “fare girare la gamba”.

“Il Carpegna mi basta” non era solo una dichiarazione di umiltà, ma un’attestazione tecnica: se Pantani riusciva a scalare il Cippo con certi rapporti e certi tempi, sapeva di poter distruggere la concorrenza sul Galibier o sul Mortirolo. Oggi, un monumento e numerose installazioni lungo il percorso ricordano il legame indissolubile tra il campione e questa montagna. Arrivare in cima e toccare il monumento a lui dedicato è un rito di passaggio per chiunque pratichi il ciclismo su strada.

Il Carpegna ha visto imprese di molti campioni, Pantani a parte, ultimo Tadej Pogacar alla Tirreno-Adriatico
Il Carpegna ha visto imprese di molti campioni, Pantani a parte, ultimo Tadej Pogacar alla Tirreno-Adriatico
Il Carpegna ha visto imprese di molti campioni, Pantani a parte, ultimo Tadej Pogacar alla Tirreno-Adriatico
Il Carpegna ha visto imprese di molti campioni, Pantani a parte, ultimo Tadej Pogacar alla Tirreno-Adriatico

Un panorama che spazia per ogni dove

Una volta usciti dal bosco della Tagliata, lo scenario cambia radicalmente. La vegetazione si dirada lasciando spazio a praterie d’alta quota e rocce calcaree. Dalla sommità, lo sguardo spazia a 360 gradi: nelle giornate terse si può vedere chiaramente la costa romagnola, la Repubblica di San Marino, il Monte Catria e le vette dell’Appennino Tosco-Emiliano. Per la discesa, si consiglia di proseguire verso il versante di Villagrande. Questa strada offre ampi panorami e una carreggiata più larga rispetto alla via della salita, permettendo di godersi la velocità in sicurezza dopo la fatica estrema della scalata.

Ma non c’è solo la strada: «E’ un territorio che con i suoi sentieri è adatto a tutti, per chi vuole fare la pedalata panoramica nei sentieri principali, molto dolci e per chi vuole invece mettersi alla prova, esattamente come avviene su strada. Ci sono single track in discesa per divertirsi ma anche per mettere un po’ la prova le proprie capacità.

«Tra l’altro è in fase di completamento tutto un bellissimo progetto di Bike Park Montefeltro realizzato dalla Regione Marche che prevede quattro trail, con diversi colori a seconda delle caratteristiche, partendo da quattro punti diversi vicino alla vetta per raggiungere il centro di Carpegna. L’apertura è prevista in primavera. Non ultimo, i percorsi su strade bianche sono percorribili anche in gravel e quindi aprono la possibilità anche a questo settore in forte espansione».

Il Carpegna mi Basta è una Granfondo di Mtb che il 14 giugno vivrà la sua edizione numero 17
Il Carpegna mi Basta è una Granfondo di Mtb che il 14 giugno vivrà la sua edizione numero 17
Il Carpegna mi Basta è una Granfondo di Mtb che il 14 giugno vivrà la sua edizione numero 17
Il Carpegna mi Basta è una Granfondo di Mtb che il 14 giugno vivrà la sua edizione numero 17

L’agonismo, un biglietto da visita

Agonismo a parte, il Carpegna è ormai meta di appassionati delle due ruote quasi in tutte le stagioni: «L’agonismo è promozione, un biglietto da visita per promuovere il territorio. Molti tornano durante l’anno con calma, con la famiglia, con gli amici, per poter gustarsi veramente tutto il Montefeltro anche a tavola, perché abbiamo un’ottima tradizione gastronomica, quindi permette di avere di abbinare un bel giro in bici a un bel pranzo o cena con prodotti tipici. Noi come Carpegna Experience, organizzazione con ragazzi del posto, allestiamo anche tante altre escursioni, a piedi o in bici, proprio per promuovere il turismo sportivo».

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