Circuito Terre d'Etruria, cicloturismo, partenzaCircuito Terre d'Etruria, cicloturismo, partenza

| 7 Febbraio 2026

Cicloturismo Terre d’Etruria, 6 capitoli della stessa storia

Sei prove, dal 3 maggio al 30 settembre. Un territorio disegnato per andare in bicicletta, fra le province di Arezzo, Siena e Perugia, dove il traffico in certi giorni scompare e si può pedalare in gruppo senza diventare bersaglio di odio e causa di fastidio. E’ il calendario del circuito Cicloturismo Terre d’Etruria, che in questa parte di Centro Italia sta diventando un riferimento per la tipologia di eventi che propone.

Il territorio si presta, ve lo abbiamo raccontato più volte negli ultimi giorni. Piccoli borghi che per tutto l’anno restano avvolti dal silenzio, per un giorno si animano di colori e voci. Arrivano i ciclisti, invadono le trattorie e gli albergi e i B&B che da queste parti sono numerosi.

C’è l’anima cicloturistica dell’andare al proprio passo e quando si arriva, si arriva. C’è l’anima di chi ha più fretta e la vive come una corsa, sia pure lontano dagli assilli delle gran fondo. E poi, quasi in controtendenza rispetto agli ultimi anni, si va su strada con la bici da corsa e non in gravel, senza che di questo ci si debba vergognare. La storia ciclistica d’Italia passa dalle strade: dimenticarlo sarebbe ingiusto e sbagliato.

Paolo Norcini è il coordinatore del Circuito Terre d'Etruria
Paolo Norcini è il coordinatore del Circuito Terre d’Etruria
Paolo Norcini è il coordinatore del Circuito Terre d'Etruria
Paolo Norcini è il coordinatore del Circuito Terre d’Etruria

Sei prove, tre province, due regioni

Sei prove nel 2026 per il Cicloturismo Terre d’Etruria: leggermente meno che in passato e il perché e la loro storia li spiega con allegria e chiarezza Paolo Norcini: coordinatore del circuito, aretino e organizzatore a sua volta della Natural Bike Casentino, seconda prova in calendario il 10 maggio.

3 maggioCicloturistica Val di LoretoCortona (Arezzo)
10 maggioNaturalbike CasentinoBibbiena (Arezzo)
7 giugnoGranfondo del Gigante BiancoBettolle (Siena)
12 luglioLa Mezzo 300 GF della ValnerinaCascia (Perugia)
13 settembreCicloturistica Città di MontevarchiMontevarchi (Arezzo)
20 settembreCicloturistica I Borghi più Belli d’ItaliaCastiglione del Lago (Perugia)

«Abbiamo iniziato mettendo insieme due prove – racconta – e dandogli subito il nome del circuito: Cicloturismo Terre d’Etruria. Poi sono diventate cinque e quasi per scherzo si è messo tutto in moto. Lo scherzo però è durato poco, perché si stanno facendo dei numeri importanti. Quest’anno invece siamo scesi a sei prove. Dopo sette, otto anni di organizzazione, abbiamo scelto di calare un po’ il ritmo, perché fare 8-10 prove ogni anno stava diventando impegnativo. Per noi e anche per la gente. Però è bellissimo. Chi organizza è contento e chi partecipa non vede l’ora che si cominci».

La Mezza 300 GF della Valnerina nel Pian Grande di Castelluccio, 4ª prova
La Mezza 300 GF della Valnerina (qui nel Pian Grande di Castelluccio) è la 4ª prova del Cicloturismo Terre d’Etruria
La Mezza 300 GF della Valnerina nel Pian Grande di Castelluccio, 4ª prova
La Mezza 300 GF della Valnerina (qui nel Pian Grande di Castelluccio) è la 4ª prova del Cicloturismo Terre d’Etruria
Qual è lo spirito di queste sei prove?

Dico la verità, è nato nel segno del cicloturismo, quindi partenza dalla francese in un’ora di tempo, ristori, percorsi facili. Ora però, anche a causa della scomparsa di tante gran fondo, mi rendo conto parecchi si stanno riversando su queste manifestazioni. Abbiamo creato due clientele, diciamo così. Quelli che pedalano più lentamente, si gustano il ristoro e il panorama. E poi quelli che vanno più veloci, che si fermano ugualmente al ristoro per bere e a mangiare, ma più velocemente.

Come organizzazione vi creano problemi le doppie velocità?

Assolutamente no. Si cercano sempre dei percorsi con poco traffico, strade piccole e panoramiche in cui non diamo fastidio a nessuno. Per cui, dato per scontato che tutti devono rispettare il codice della strada, le due anime non creano problemi.

Volendo quantificare la percentuale, sono più i turisti o i corridori?

Prevalgono i cicloturisti, ma i corridori stanno aumentando di anno in anno. Due anni fa erano un centinaio, l’ultima volta sono arrivati a 250. Fanno la loro gara. Arrivano in griglia alle 8,30, così quando scatta l’orario, partono e se ne vanno. Gli altri che invece partono alla francese, si prendono il loro tempo e di fatto non si incontrano mai.

Si pedala in posti bellissimi, le cicloturistiche permettono di parlarne e stimolare un certo tipo di turismo?

Faccio il nostro esempio con il Naturalbike Casentino, che siamo in una zona di quasi montagna. In questi anni abbiamo avvicinato tutti i comuni che attraversiamo e tutti ci danno una mano, soprattutto le Pro Loco. Noi ad esempio per i ristori non muoviamo un dito, perché hanno visto che la gente viene il giorno prima a dormire. Si riempiono il ristorante e l’albergo e la gente dei paesi ha molto piacere di accoglierci. Così per un fine settimana dei paesi che magari per tutto l’anno sono silenziosi, si riempiono di colori e di sapori.

Ci fai un esempio di quello che fa per voi la Pro Loco in tema di ristori?

Noi abbiamo due Pro Loco importanti che ci danno una mano. Quella di Bibbiena pensa al pasta party finale e a sistemare il paese per la manifestazione. Poi abbiamo la Pro Loco di Borgo alla Collina, che organizza un ristoro che veramente sembra un matrimonio. Arrivi in questo paesino, chiudono il traffico e trovi una piccola piazza con i gazebo, i tavoli apparecchiati e davvero c’è di tutto. Dal cuocere la carne, ai primi, i dolci, il pane e il vino. Se uno non vede, non riesce a rendersi conto.

A che punto del percorso si trova questo ristoro?

A metà e infatti il problema, diciamo per ridere (ma lui ride davvero, ndr), è che poi si fa fatica a ripartire e andare all’arrivo…

La Cicloturistica I Borghi più Belli d'Italia chiude il calendario il 30 settembre
La Cicloturistica I Borghi più Belli d’Italia chiude il calendario del Cicloturismo Terre d’Etruria: il 30 settembre
La Cicloturistica I Borghi più Belli d'Italia chiude il calendario il 30 settembre
La Cicloturistica I Borghi più Belli d’Italia chiude il calendario del Cicloturismo Terre d’Etruria: il 30 settembre
Quindi è un circuito del Centro Italia, ma arriva gente anche da lontano?

Vengono anche da fuori, certo. Vengono dalle Marche, dalla Romagna e anche dal Trentino. E mi dicono: «Sai, ci invidiate per le Dolomiti, ma le Dolomiti sono invivibili se non chiudono le strade o se non fanno manifestazioni. Invece qui da voi si pedala sempre e di traffico ce n’è poco». A volte noi del Centro Italia non apprezziamo abbastanza quello che abbiamo.

Per le iscrizioni, esiste anche un abbonamento?

Sì, c’è un abbonamento e ci si può iscrivere su ICRON. Facciamo un cicloturismo un po’ moderno, in cui alla fine compiliamo una classifica a chilometri. Quindi ci sono i chip, la gente passa sui tappeti, i passaggi vengono registrati e alla fine dell’anno sapiamo esattamente quanto ha pedalato ciascuno. E così si premiano i singoli, le squadre e tutto quello che può diventare motivo di interesse.

Per cui a fine anno il Circuito Terre d’Etruria organizza una premiazione?

Sì, l’anno scorso è stata particolarmente importante. Avevamo Giada Borgato come presentatrice. Di solito si riempiva una stanza di 100 persone, questa volta mi sono reso conto che la gente era anche in piedi fuori dall’albergo, saranno stati in 200.

Fino al 28 febbraio, l’abbonamento per le sei prove costa 120 euro, fino al 26 aprile salirà a 140 euro. Per iscriversi basta cliccare sul sito del circuito.

Cicloturismo Terre d’Etruria

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