La conquista del titolo di Borgo dei Borghi 2026 da parte di Cingoli (Mc) non rappresenta soltanto un prestigioso riconoscimento per uno dei centri storici più affascinanti delle Marche. E’ diventata anche l’occasione per presentare ufficialmente un progetto che punta a valorizzare il territorio attraverso il turismo lento: la nuova Ciclovia dei Borghi più Belli d’Italia nelle Marche, una rete di itinerari che attraversa i 32 comuni dell’omonima associazione regionale sviluppandosi per circa 1.100 chilometri.
L’iniziativa è stata illustrata durante la festa organizzata proprio a Cingoli (in apertura, il ponte sull’omonimo lago) e segna anche l’inizio del mandato della nuova presidente dell’associazione, Lorena Varani, eletta a fine marzo.
«Abbiamo voluto presentare la ciclovia proprio all’interno della festa del Borgo dei Borghi – dice Varani – perché è un progetto sul quale l’associazione regionale lavora da diversi anni e che oggi vede finalmente la luce grazie al sostegno della Regione Marche».


Cinque anelli finanziati dalla Regione
L’assessorato regionale alle Infrastrutture, guidato da Francesco Baldelli, ha infatti finanziato l’intervento con 350 mila euro, destinati non tanto alla realizzazione di nuove piste ciclabili quanto a un sistema capace di mettere in rete i borghi e renderli più facilmente fruibili dai cicloturisti.
Il progetto è stato concepito come un insieme di cinque grandi anelli, uno per ciascuna provincia marchigiana, che collegano i borghi seguendo prevalentemente strade secondarie già esistenti, caratterizzate da un traffico limitato e adatte a essere percorse in bicicletta.
«Sono cinque anelli che idealmente richiamano anche i cerchi olimpici – spiega Varani – e rappresentano le cinque province delle Marche. Il percorso non prevede nuove infrastrutture stradali: passa su strade già realizzate, selezionate perché facilmente percorribili e con un basso indice veicolare. E’ soprattutto un progetto di cicloturismo culturale».


Totem e punti di ricarica
Le lunghezze variano da provincia a provincia. L’anello del Pesarese è il più esteso, mentre quello del Fermano è più contenuto sia per dimensioni territoriali sia per il numero dei borghi coinvolti. I tracciati, elaborati dalla società AG Eventi di Urbino, sono stati successivamente verificati dai singoli Comuni, che hanno apportato alcuni aggiornamenti dopo gli eventi sismici e le alluvioni degli ultimi anni. Attualmente sono inoltre al vaglio della Federazione Ciclistica Italiana, chiamata a certificarne le caratteristiche (insieme ad un ulteriore anello, quello della Sinclinale Camerte).
La Ciclovia dei Borghi, però, non si limita all’aspetto strettamente ciclistico. Una parte importante dell’investimento è stata dedicata alla componente digitale, pensata per offrire al viaggiatore uno strumento capace di accompagnarlo durante tutto il viaggio.
«L’intervento si articola su due livelli – racconta la presidente –. Da una parte ci sono i totem, le rastrelliere e le stazioni di ricarica per le biciclette elettriche; dall’altra una web app con funzioni basate anche sull’intelligenza artificiale».


La web app in tasca
L’applicazione, sviluppata da Nexma, è stata concepita per essere usata da smartphone o tablet e permette di scaricare le tracce GPS attraverso QR Code o tecnologia NFC. Ma soprattutto consente di costruire itinerari personalizzati in base ai propri interessi, integrando anche gli altri percorsi cicloturistici presenti nelle Marche.
«Non volevamo collegare soltanto i nostri 32 borghi – prosegue Varani – l’idea è quella di mettere in rete tutti i progetti esistenti, così il cicloturista può essere indirizzato anche verso altri itinerari, scegliendo se privilegiare gli aspetti culturali, naturalistici oppure quelli enogastronomici».
Ad accompagnare il visitatore c’è Sibilla, l’assistente virtuale sviluppata per guidare gli utenti nella scoperta del territorio, suggerendo tappe, punti di interesse e servizi disponibili lungo il percorso. Oltre alle tracce GPS, la piattaforma raccoglie infatti informazioni su musei, orari di apertura, parchi, giardini, strutture ricettive e altri servizi turistici, con contenuti destinati ad arricchirsi progressivamente grazie al contributo dei singoli Comuni.


Investire sulla comunicazione
Sul territorio, come accennato, la ciclovia è riconoscibile grazie ai nuovi totem installati nei 32 borghi, caratterizzati dalla grafica dell’associazione e da una forma che richiama i merli delle antiche mura castellane. In molti centri sono state collocate anche rastrelliere e colonnine di ricarica per e-bike, tutte realizzate grazie al finanziamento regionale.
«Per quanto riguarda le infrastrutture possiamo dire che il progetto è completo – conclude Varani –. Adesso la sfida sarà far conoscere questa ciclovia, investendo sulla comunicazione e continuando a sviluppare la web app».
Più che una semplice successione di percorsi, la Ciclovia dei Borghi nasce quindi come una rete in continua evoluzione, capace di mettere in relazione i centri storici marchigiani con gli altri itinerari regionali e offrire ai cicloturisti uno strumento flessibile per costruire il proprio viaggio, pedalando tra alcuni dei paesaggi più autentici delle Marche.







