Se le Dolomiti dominano la classifica di Wikiloc per il ciclismo su strada, nel mondo della MTB è l’Anello di Ridracoli il territorio che ottiene la maggior parte dei riscontri. Siamo in Romagna, ma alle porte della Toscana e l’anello è una sorta di trait d’union fra le due realtà, quasi congiungendole mettendo da parte ogni forma di campanilismo.
E’ sinceramente difficile individuare un unico percorso perché ci sono infinite variazioni sul tema che si distinguono non solo per lunghezza e dislivello, ma anche per le difficoltà che propongono. Ma questo è il bello dell’Anello di Ridracoli, essere davvero accessibile a qualsiasi tipo di biker in base alle sue capacità, al suo grado di allenamento, anche ai suoi gusti estetici.


Una paternità condivisa con il Casentino
Di questo parere è anche Maurizio Cipriani, presidente dell’MTB Casentino, società che spesso porta i suoi tesserati presso il territorio limitrofo: «Ci sono più varianti da poter affrontare. Dipende sempre da dove si parte, se si parte da Santa Sofia o dal Corniolo, ad esempio. La bellezza del percorso è data anche dalla possibilità di poterlo cambiare a proprio piacimento. Ognuno fa la sua traccia, c’è un’infinità di combinazioni, anche in base alla bici scelta: si può optare per la MTB ma anche per la gravel, ci sono bellissime carrarecce».
Ma che cos’è che rende l’Anello di Ridracoli così accattivante, al punto da essere scaricato più di ogni altro sulla piattaforma ed essere quindi molto popolare anche all’estero? Prova a dare una risposta Emiliano Ceredi, addetto alla comunicazione DMC I Percorsi del Savio: «L’Anello di Ridracoli è all’interno del magnifico Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Il percorso coniuga aspetti naturali potenti, trovandosi per buona parte in foresta e offre il transito attraverso località suggestive come Casanova dell’Alpe e la bellissima foresta della Lama, uno dei punti più rinomati del Parco.
«Lambisce anche Sasso Fratino, la prima riserva integrale italiana istituita nel 1959 e transita per la magnifica San Paolo in Alpe, località posta in un altopiano a 1.030 metri…. Insomma, i motivi per definirlo un percorso meraviglioso sono tanti!».


Dalla Toscana crescita di arrivi di cicloturisti
Il fattore panorama non è di poco conto. Essendo il percorso parzialmente inserito nel Parco delle Foreste Casentinesi, dai punti più alti del Casentino è ben visibile e sono sempre tanti coloro che dal territorio toscano si avventurano verso Ridracoli e il suo percorso.
«E’ un’opportunità cicloturistica che si sta sviluppando sempre di più – afferma Cipriani – d’altronde fino a poco tempo fa erano soprattutto i camminatori che caratterizzavano il territorio, ora alla domenica nelle nostre foreste trovi persone bici e stanno sviluppandosi anche molti eventi cicloturistici.
«Cerchiamo di far conoscere il territorio, sfruttando anche il richiamo dell’Anello che, anche grazie ai riconoscimenti è diventato un’attrazione di per sé. Poi c’è il traino della Casentino Bike, una delle classiche più antiche della MTB: tanti vengono per correre, ma poi tornano e ci chiedono di poter visitare altri luoghi, anche l’Anello è richiestissimo».


Tre giorni per scoprire i suoi tesori
A tal proposito le iniziative sono in continuo aumento. A luglio, ad esempio, viene organizzata da I Percorsi del Savio un’experience di tre giorni, rivolta principalmente alle e-bike (ma chi usa una bici muscolare è sicuramente ben accetto…) per pedalare sull’Anello affrontando anche i suggestivi sentieri di Monte della Fratta e Corniolo.
Tre giorni di vacanza su due ruote affrontando prima il percorso dal borgo di Ridracoli alla Foresta della Lama e ritorno, il giorno dopo il tracciato verso Santa Sofia e Monte Merli, per biker più esperti. Tra l’altro si pernotta e si cena in una struttura proprio nei pressi della Diga.


Tante presenze anche dall’estero
La Diga è in territorio romagnolo, ma come detto le inerenze con la Toscana non sono poche, tanto che il percorso può essere considerato quasi a metà: «Il territorio è quello tipico della Romagna toscana – specifica Ceredi – arricchito com’è dalle contaminazioni di queste due bellissime regioni e delle usanze legate alle genti che lo popolano, non ultima un’enogastronomia di prim’ordine».
La pubblicità che Wikiloc ha favorito, ma anche l’impegno di associazioni come quella casentinese hanno consentito di allargare a dismisura il “pubblico” che si è avvicinato all’Anello di Ridracoli, anche dall’estero: «Per quanto riguarda gli stranieri – spiega Ceredi – le presenze ancora non sono per il momento altissime, ma registriamo un aumento costante per quel che riguarda i gruppi che si rivolgono alle strutture nostrane. Poi ci sono coloro che viaggiano in autonomia, servendosi proprio di strumenti come la piattaforma digitale. In particolare, come provenienza, si tratta di famiglie e gruppi da Francia, Olanda, Belgio, Germania e Romania».


Un’idea per dimenticare il grande freddo…
Non va trascurato il fatto che viaggiare “da soli” garantisce un grande senso di libertà che sui sentieri dell’Anello raggiunge il suo acme.
«C’è da considerare, come sottolineato, che molti utenti lo percorrono in autonomia – prosegue Ceredi – quindi non è facile avere dei dati precisi in merito. Possiamo dire che rileviamo la presenza di numerosi gruppi da tutta Italia lungo tutto l’anno, soprattutto nei weekend. Va detto anche che con l’avvento della bici a pedalata assistita, abbiamo registrato un aumento generale notevole di cicloturisti. D’altro canto si tratta di un percorso “non complesso ma non banale”, nel senso che non è proprio per principianti assoluti della MTB, ma richiede un minimo di esperienza, di allenamento e di prudenza».
Considerando il suo charme, è facile presumere che anche nel 2026 l’Anello di Ridracoli si posizionerà nei quartieri alti della classifica dei percorsi più gettonati, in tanti stanno già facendo i propri programmi, ponendosi una vacanza breve ma intensa come obiettivo per “scollinare” i mesi freddi…







