Cammino Francescano della Marca, da Assisi ad Ascoli Piceno, (depositphotos.com)Cammino Francescano della Marca, da Assisi ad Ascoli Piceno, (depositphotos.com)

| 1 Marzo 2026

Le proposte cicloturistiche dell’Umbria nell’anno di San Francesco

Alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, andata in scena dal 9 all’11 febbraio negli spazi di Rho Fiera, l’Umbria ha scelto di presentarsi con una strategia turistica coerente e fortemente identitaria, fondata su benessere, spiritualità, movimento e sostenibilità. Un racconto che intreccia cammini, esperienze outdoor e innovazione digitale, con un’attenzione particolare al cicloturismo come leva di sviluppo territoriale. 

Un approccio che guarda al 2026, anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, declinandosi in progetti concreti e prodotti turistici strutturati. In questo scenario, il cicloturismo assume un ruolo sempre più centrale, affiancando i cammini spirituali e naturalistici (in apertura, la Basilica di Assisi, foto depositphotos.com)

Umbria, Bit, Presidente Stefania Proietti
La Presidentessa della Regione, Stefania Proietti, alla BIT. Accanto a lei, l’assessora Simona Meloni (foto Provincia di Terni)
Umbria, Bit, Presidente Stefania Proietti
La Presidentessa della Regione, Stefania Proietti, alla BIT. Accanto a lei, l’assessora Simona Meloni (foto Provincia di Terni)

Focus sulla Ciclovia Francescana

«L’Umbria è una palestra naturale a cielo aperto – ha dichiarato l’assessora al Turismo e allo Sport, Simona Meloni – una regione che invita al movimento, alla scoperta e a una connessione autentica con i luoghi e con sé stessi. I cammini e il crescente movimento legato al cicloturismo rappresentano una sintesi perfetta di questa visione: infrastrutture culturali e turistiche che generano benessere, inclusione e sviluppo sostenibile, e che oggi più che mai, dialogano con una domanda turistica attenta alla qualità dell’esperienza e ai valori».

In questo quadro si inserisce la Ciclovia Francescana, itinerario di circa 180 chilometri che attraversa dodici Comuni umbri lungo i luoghi simbolo della vita del Santo. Un progetto che unisce spiritualità e mobilità dolce e che si affianca alla Via di Francesco e agli altri cammini regionali, configurando una rete integrata di percorsi lenti fruibili a piedi e in bicicletta. 

La Francescana: come una ciclostorica diventa percorso permanente
La Ciclovia Francescana nasce come percorso permanente lungo il solco tracciato dall’omonima ciclostorica di settembre
La Francescana: come una ciclostorica diventa percorso permanente
La Ciclovia Francescana nasce come percorso permanente lungo il solco tracciato dall’omonima ciclostorica di settembre

Tre progetti da “Bici in Comune”

Accanto agli itinerari storici e spirituali, l’Umbria ha presentato a BIT anche nuovi prodotti cicloturistici territoriali, sviluppati grazie al bando nazionale “Bici in Comune”. Tra questi figurano l’Umbria Nord-Est Trail Land con capofila Gubbio, il quale si tratta non di una semplice somma di percorsi, ma di un vero e proprio sistema territoriale che connette Comuni, servizi, operatori, eventi e infrastrutture leggere. C’è poi l’Umbria Green Route che prevede la realizzazione di una ciclabile di circa 80 chilometri che unisce i Comuni di Orvieto, Baschi e Montecchio, collegata alle grandi vie cicloturistiche che attraversano il territorio come la Ciclovia del Sole (Euro Velo 7 – Sun Route) e l’Italia Coast to Coast. 

Infine c’è Bevagna in Bici per una Comunità Attiva e Sostenibile, che punta a promuovere la cultura della mobilità sostenibile, la riqualificazione dei percorsi ciclabili e la promozione del cicloturismo. Include interventi sulle tratte Bevagna–Montefalco e Bevagna–Gualdo Cattaneo che puntano a costruire destinazioni bike organizzate e riconoscibili, con servizi dedicati, tracciati strutturati e una rete di operatori locali. 

Orvieto, Umbria, Ciclostile
Orvieto è capofila dell’Umbria Green Route, una ciclovia di 80 chilometri finanziata dal bando “Bici in Comune”
Orvieto, Umbria, Ciclostile
Orvieto è capofila dell’Umbria Green Route, una ciclovia di 80 chilometri finanziata dal bando “Bici in Comune”

Nuovo portale Bike in Umbria

Un tassello fondamentale di questa strategia è il nuovo portale Bike in Umbria, presentato proprio a Milano. La piattaforma rappresenta l’evoluzione della sezione bike del sito turistico regionale e nasce come hub digitale autonomo, con mappe interattive, tracce GPX scaricabili, geolocalizzazione dei servizi e calendario eventi. L’obiettivo è offrire al cicloturista uno strumento unico di pianificazione e fruizione, rendendo l’offerta più accessibile e organizzata.

La presenza umbra alla BIT si è inserita inoltre in un contesto più ampio di valorizzazione delle aree naturali e dei siti Natura 2000, con itinerari legati alla biodiversità e al forest bathing, come quelli di Civita di Cascia e dei Monti Martani, e progetti di rigenerazione turistica in aree come le Gole del Nera o il Cammino di San Valentino. Un mosaico di proposte che evidenzia la volontà di posizionare l’Umbria come destinazione outdoor completa, capace di integrare cammini, ciclovie e natura.

Umbria, Castelluccio di Norcia Bikeinumbria.it
C’è da scommettere che la Piana di Castelluccio sarà tra i luoghi più cliccati del nuovo sito www.bikeinumbria.it
Umbria, Castelluccio di Norcia Bikeinumbria.it
C’è da scommettere che la Piana di Castelluccio sarà tra i luoghi più cliccati del nuovo sito www.bikeinumbria.it

Una visione sistemica

Non è un caso che la Regione abbia collegato la propria presenza alla BIT anche alla candidatura di Perugia a Capitale Europea dello Sport 2028 e alla pubblicazione della guida “Umbria, destinazione sport”. Il messaggio è chiaro: sport e turismo attivo sono considerati driver strategici per l’attrattività territoriale.

La partecipazione alla fiera milanese ha quindi mostrato un’Umbria che non si limita a promuovere singoli percorsi, ma costruisce una visione sistemica del turismo lento. Cammini, ciclovie e itinerari naturalistici diventano infrastrutture diffuse di benessere e sviluppo locale, in grado di generare economia sostenibile e nuove opportunità per i territori. Una direzione che, in questo 2026 francescano, appare sempre più definita: fare dell’Umbria una delle principali destinazioni italiane del cicloturismo e del turismo lento europeo.

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