Alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, andata in scena dal 9 all’11 febbraio negli spazi di Rho Fiera, l’Umbria ha scelto di presentarsi con una strategia turistica coerente e fortemente identitaria, fondata su benessere, spiritualità, movimento e sostenibilità. Un racconto che intreccia cammini, esperienze outdoor e innovazione digitale, con un’attenzione particolare al cicloturismo come leva di sviluppo territoriale.
Un approccio che guarda al 2026, anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, declinandosi in progetti concreti e prodotti turistici strutturati. In questo scenario, il cicloturismo assume un ruolo sempre più centrale, affiancando i cammini spirituali e naturalistici (in apertura, la Basilica di Assisi, foto depositphotos.com)


Focus sulla Ciclovia Francescana
«L’Umbria è una palestra naturale a cielo aperto – ha dichiarato l’assessora al Turismo e allo Sport, Simona Meloni – una regione che invita al movimento, alla scoperta e a una connessione autentica con i luoghi e con sé stessi. I cammini e il crescente movimento legato al cicloturismo rappresentano una sintesi perfetta di questa visione: infrastrutture culturali e turistiche che generano benessere, inclusione e sviluppo sostenibile, e che oggi più che mai, dialogano con una domanda turistica attenta alla qualità dell’esperienza e ai valori».
In questo quadro si inserisce la Ciclovia Francescana, itinerario di circa 180 chilometri che attraversa dodici Comuni umbri lungo i luoghi simbolo della vita del Santo. Un progetto che unisce spiritualità e mobilità dolce e che si affianca alla Via di Francesco e agli altri cammini regionali, configurando una rete integrata di percorsi lenti fruibili a piedi e in bicicletta.


Tre progetti da “Bici in Comune”
Accanto agli itinerari storici e spirituali, l’Umbria ha presentato a BIT anche nuovi prodotti cicloturistici territoriali, sviluppati grazie al bando nazionale “Bici in Comune”. Tra questi figurano l’Umbria Nord-Est Trail Land con capofila Gubbio, il quale si tratta non di una semplice somma di percorsi, ma di un vero e proprio sistema territoriale che connette Comuni, servizi, operatori, eventi e infrastrutture leggere. C’è poi l’Umbria Green Route che prevede la realizzazione di una ciclabile di circa 80 chilometri che unisce i Comuni di Orvieto, Baschi e Montecchio, collegata alle grandi vie cicloturistiche che attraversano il territorio come la Ciclovia del Sole (Euro Velo 7 – Sun Route) e l’Italia Coast to Coast.
Infine c’è Bevagna in Bici per una Comunità Attiva e Sostenibile, che punta a promuovere la cultura della mobilità sostenibile, la riqualificazione dei percorsi ciclabili e la promozione del cicloturismo. Include interventi sulle tratte Bevagna–Montefalco e Bevagna–Gualdo Cattaneo che puntano a costruire destinazioni bike organizzate e riconoscibili, con servizi dedicati, tracciati strutturati e una rete di operatori locali.


Nuovo portale Bike in Umbria
Un tassello fondamentale di questa strategia è il nuovo portale Bike in Umbria, presentato proprio a Milano. La piattaforma rappresenta l’evoluzione della sezione bike del sito turistico regionale e nasce come hub digitale autonomo, con mappe interattive, tracce GPX scaricabili, geolocalizzazione dei servizi e calendario eventi. L’obiettivo è offrire al cicloturista uno strumento unico di pianificazione e fruizione, rendendo l’offerta più accessibile e organizzata.
La presenza umbra alla BIT si è inserita inoltre in un contesto più ampio di valorizzazione delle aree naturali e dei siti Natura 2000, con itinerari legati alla biodiversità e al forest bathing, come quelli di Civita di Cascia e dei Monti Martani, e progetti di rigenerazione turistica in aree come le Gole del Nera o il Cammino di San Valentino. Un mosaico di proposte che evidenzia la volontà di posizionare l’Umbria come destinazione outdoor completa, capace di integrare cammini, ciclovie e natura.


Una visione sistemica
Non è un caso che la Regione abbia collegato la propria presenza alla BIT anche alla candidatura di Perugia a Capitale Europea dello Sport 2028 e alla pubblicazione della guida “Umbria, destinazione sport”. Il messaggio è chiaro: sport e turismo attivo sono considerati driver strategici per l’attrattività territoriale.
La partecipazione alla fiera milanese ha quindi mostrato un’Umbria che non si limita a promuovere singoli percorsi, ma costruisce una visione sistemica del turismo lento. Cammini, ciclovie e itinerari naturalistici diventano infrastrutture diffuse di benessere e sviluppo locale, in grado di generare economia sostenibile e nuove opportunità per i territori. Una direzione che, in questo 2026 francescano, appare sempre più definita: fare dell’Umbria una delle principali destinazioni italiane del cicloturismo e del turismo lento europeo.







