La Sabina è da sempre sinonimo di natura, borghi e ritmi lenti. In pochi conoscono questa regione storica. Un territorio che si sviluppa prevalentemente nelle provincia di Rieti nel Lazio e accarezza il sud dell’Umbria. Una terra fatta di colline, oliveti, strade secondarie e piccoli paesi arroccati, perfetti per essere scoperti pedalando. In questo contesto nasce Sabina Parco Slow, un progetto che punta a valorizzare il territorio attraverso un turismo sostenibile e attento alle persone, mettendo insieme trekking, cicloturismo, equitazione, cultura ed enogastronomia.
L’idea è quella di creare una rete capace di collegare esperienze differenti ma complementari, con percorsi che favoriscono la mobilità dolce e la scoperta lenta della Sabina. Ma è un approccio diverso in cui il progetto non parte dalla bici, ma la bici ne è parte. Sembra una scioglilingua ma tant’è (in apertura foto Giulia Pesarin).


Sabina Parco Slow
Alla base di tutto c’è la Rete d’Imprese Sabina, realtà nata per promuovere il territorio sabino attraverso un’offerta turistica integrata. Il progetto infatti coinvolge attività differenti ma unite dalla stessa filosofia.
«Si tratta di una rete d’imprese appunto – ci dice la referente Emilia Konopka – ad oggi se ne annoverano 57 tra aziende agricole, guide escursionistiche, strutture ricettive e operatori del territorio come le guide escursionistiche. Da qualche tempo c’è anche un importante servizio di noleggio di bike ed e-bike, che si chiama Ebikepark». Ed è proprio quest’ultimo settore a rappresentare una delle aree più dinamiche del progetto.
L’obiettivo della rete è creare connessioni tra le varie realtà locali, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere esperienze complete: dai percorsi trekking alle degustazioni, passando per itinerari cicloturistici e visite nei borghi storici della Sabina. Un modello che punta molto sulla collaborazione tra operatori e sulla costruzione di un turismo “distribuito”, che parte dal basso in qualche modo. E forse per questo anche più autentico.
Sul sito ufficiale, nella sezione dedicata al progetto, emerge chiaramente questa filosofia. La mobilità dolce è uno degli elementi centrali: cammini, ciclovie e percorsi naturalistici diventano strumenti per conoscere il territorio in maniera più profonda.
In quest’ottica, la bici rappresenta un mezzo ideale. Le strade secondarie della Sabina, i continui saliscendi e i collegamenti tra i borghi si prestano particolarmente bene al cicloturismo, soprattutto oggi che le e-bike permettono di ampliare il numero di persone che possono affrontare questi percorsi. E’ anche per questo che la Rete sta investendo sempre di più nella creazione di itinerari dedicati e nella promozione di servizi collegati al mondo bike.






Tra i borghi della Sabina
Uno dei progetti più interessanti sviluppati da Sabina Parco Slow, anzi il vero fiore all’occhiello, è senza dubbio la Cicloturistica dei Borghi della Sabina. Si tratta di un anello permanente di circa 106 chilometri che collega undici borghi della parte settentrionale della Sabina Reatina. Il percorso parte e arriva da Collevecchio ed è pensato per essere affrontato sia in bici tradizionale che in e-bike.
«Si tratta di un anello nato circa dieci anni fa – spiega Emilia Konopka – l’idea fu del primo responsabile di questa Rete d’Imprese della Sabina, Salvatore Paruta. Era nato per il trekking ma è stato poi adattato anche alle bici. E’ studiato inoltre per favorire l’intermodalità». Uno degli aspetti più interessanti, infatti, è proprio il collegamento con la ferrovia. Il percorso prende avvio dalla stazione ferroviaria di Collevecchio, permettendo di arrivare comodamente in treno da Roma oppure dal versante umbro passando per Orte. Una soluzione che si sposa perfettamente con il concetto di mobilità sostenibile. E che già avevamo visto con il GranTour del Lazio.
L’anello attraversa alcuni dei borghi più suggestivi della Sabina, tra cui Casperia, Cottanello e Roccantica, alternando strade secondarie, panorami collinari e continui scorci sugli oliveti tipici della zona. Ma anche sui boschi dei poco noti ma selvaggi e belli Monti Sabini, che separano la valle del Tevere dalla Piana Reatina.
Negli anni la Cicloturistica dei Borghi della Sabina ha ottenuto anche riconoscimenti importanti legati al turismo sostenibile e alla valorizzazione del territorio, tra cui il podio al Green Award di qualche anno fa dedicato proprio alle iniziative capaci di coniugare ambiente, turismo lento e promozione locale.
La traccia ricalca più o meno quella del cammino a piedi, salvo seguire le poco trafficate strade provinciali. In ognuno degli 11 borghi, quando si arriva c’è poi un cartello che indica che si è sul percorso della Cicloturistica Boghi della Sabina.


Una rete attiva
Oggi Sabina Parco Slow continua a lavorare per ampliare la propria offerta dedicata alle bici. La Rete mette già a disposizione, su richiesta, diverse tracce relative agli itinerari cicloturistici presenti sul territorio. Alcuni percorsi sono già pubblicati, mentre altri vengono forniti direttamente agli utenti interessati. Tra gli itinerari più interessanti ci sono anche due tappe della Via dell’Acqua da Assisi a Roma: la quarta, da Narni a Magliano Sabina, e la quinta, da Magliano Sabina a Fiano Romano. Percorsi che uniscono cicloturismo, spiritualità e scoperta del territorio.
L’obiettivo futuro (si spera) è arrivare ad una tabellazione permanente degli itinerari, così da creare una rete cicloturistica ancora più strutturata e facilmente fruibile.
Ancora Emilia Konopka: «Parallelamente, la Rete insieme a Ebikepark ha partecipato, assieme al Comune di Casperia, al bando “Bici in Comune” per la realizzazione di cinque itinerari cicloturistici tra Casperia, Roccantica e Cantalupo in Sabina. Il Tracciato Verde è un itinerario turistico di 15 chilometri che collega i tre borghi passando per fonti storiche e centri sportivi. Il Tracciato Blu, lungo 10 chilometri, è invece un anello MTB su sentieri CAI con partenza da Casperia. Il Rosso, più breve ma panoramico, misura 6 chilometri e sale da Roccantica verso alcuni valichi particolarmente suggestivi. Infine c’è il Tracciato Nero: 11 chilometri più impegnativi collegati al Blu che conducono verso i rifugi Cognolo e Valle Ferrara, dove è prevista anche la possibilità di ricaricare le e-bike».
Infine, non mancano poi gli eventi dedicati. Con gli eventi Primavera in Sabina ci sarà la possibilità di coniugare sport e gusto. Si tratta di due date, 6 e 21 giugno, durante le quali sarà possibile partecipare ad attività outdoor e degustazioni presso due strutture ricettive della zona aderenti alle Rete d’Impresa della Sabina. «Sono eventi – va avanti Emilia – che nascono per il trekking, che è un po’ la nostra attività principale, ma sono pronti ad accogliere anche coloro che intendono viverli in bici».







