Un progetto privato che diventa pubblico. E’ la Ciclovia MotaUn progetto privato che diventa pubblico. E’ la Ciclovia Mota

| 20 Maggio 2026

Un progetto privato che diventa pubblico. E’ la Ciclovia Mota

Ogni ciclovia è un valore. La maggior parte di quelle esistenti in Italia ha un motore pubblico. E forse è questo il fattore che più degli altri distingue la Ciclovia Mota dalle altre. 320 chilometri disegnati nell’Umbria, frutto del progetto di una start up nata proprio per dare ulteriore impulso al cicloturismo nella regione. Un territorio da esplorare in una nuova veste, entrandone a stretto contatto considerando che parliamo di una regione che per sua stessa costituzione investe molto sul turismo, considerando che è l’unica, lungo lo Stivale, a non essere a contatto col mare.

La Ciclovia Mota nasce recentemente dall’esperienza diretta su diversi itinerari ciclabili nel Centro Italia e dalla volontà di dare una forma strutturata e riconoscibile alla valorizzazione del territorio del Trasimeno e del Perugino, che hanno sempre avuto una forte valenza turistica attraverso l’attività all’aria aperta, basti solo pensare all’esperienza del Giro Podistico a Tappe, primo nella storia italiana sviluppato tantissimi anni fa proprio per far conoscere piccoli borghi attraverso lo sport.

La mappa della Ciclovia Mota, che si sviluppa nel Perugino per 320 chilometri toccando 13 Comuni
La mappa della Ciclovia Mota, che si sviluppa nel Perugino per 320 chilometri toccando 13 Comuni
La mappa della Ciclovia Mota, che si sviluppa nel Perugino per 320 chilometri toccando 13 Comuni
La mappa della Ciclovia Mota, che si sviluppa nel Perugino per 320 chilometri toccando 13 Comuni

Un progetto di valorizzazione del territorio

L’idea della Ciclovia è cresciuta nel tempo, fino a diventare un progetto organico che integra mobilità lenta, turismo e valorizzazione dei borghi. Il percorso per arrivare al confronto con la Regione è stato molto costruttivo, trovando istituzioni regionali e comunali interessate a un modello di sviluppo che mette al centro le aree interne e le loro connessioni.

Michele Ermenegildi, Presidente e cofondatore del progetto BikeFlow (la startup) e del progetto Mota, sviluppato insieme all’associazione LakeBike Team ASD e al suo socio Damiano Miscio: «Ci siamo uniti in un’idea di valorizzazione del nostro territorio che è il comprensorio del lago Trasimeno e perugino. Siamo partiti da un segmento di 100 chilometri fino a arrivare a 320. La particolarità del nostro progetto è già nel nome: “mota” significa fanghiglia e richiama le sponde dei laghi, elemento fortemente caratterizzante del paesaggio locale.

Michele Ermenegildi, Presidente e cofondatore del progetto Mota (foto Pampanelli)
Michele Ermenegildi, Presidente e cofondatore del progetto Mota (foto Pampanelli)
Michele Ermenegildi, Presidente e cofondatore del progetto Mota (foto Pampanelli)
Michele Ermenegildi, Presidente e cofondatore del progetto Mota (foto Pampanelli)
L’itinerario che cosa comprende?

Attraversa quattro laghi — Trasimeno, Chiusi, Montepulciano e Pietrafitta — creando un’esperienza cicloturistica continua e variegata, che unisce paesaggi, piccoli centri e aree meno conosciute. Allo stesso tempo rappresenta un asse di collegamento tra Umbria e Toscana, con arrivo su Perugia e connessione alla ciclovia nazionale Adriatica nell’area di Torgiano, rafforzando il ruolo anche in chiave strategica.

Da dove è nato il progetto?

Sono 320 chilometri che abbracciano 13 comuni più il capoluogo di regione che è Perugia: abbiamo strutturato che ogni 10-12 chilometri di media si incontri una frazione, per cui il nostro obiettivo è godersi le strade bianche, i panorami bellissimi e le colline, ma avere anche dall’altra parte una sicurezza per l’utente finale di trovare un approdo sempre a breve distanza.

La Ciclovia Mota tocca 4 laghi lungo il suo sviluppo. Il tracciato può essere diviso in segmenti
La Ciclovia Mota tocca 4 laghi lungo il suo sviluppo. Il tracciato può essere diviso in segmenti
La Ciclovia Mota tocca 4 laghi lungo il suo sviluppo. Il tracciato può essere diviso in segmenti
La Ciclovia Mota tocca 4 laghi lungo il suo sviluppo. Il tracciato può essere diviso in segmenti
Il vostro lavoro è stato quello di mettere assieme chilometri e chilometri di tracciato?

No, anzi. Ci sono state delle parti fatte appositamente perché c’erano tanti segmenti non collegati e noi li abbiamo uniti. Neanche su komoot  c’erano determinati tracciati, siamo stati noi a creare questo grande anello, almeno per un 60 per cento.

E’ una ciclovia accessibile a tutti?

Direi proprio di sì e in questo la conformazione orografica del territorio aiuta, perché le asperità sono minime. Ci sono solo 500 metri a ridosso di Sant’Arcangelo sul Trasimeno, quando si va in collina in direzione Marzolana, dove le piogge hanno creato un terreno un pochino più sassoso, ma è una cosa fattibile sia con le gravel che con la mountain bike. La ciclovia è stata proprio pensata e sviluppata per l’accessibilità dell’utente. Un fattore importante è che solca esclusivamente strade pubbliche, che siano bianche o asfaltate. Questo per snellire i procedimenti burocratici, perché se vai in terreni privati entri in un ginepraio burocratico che non finisce mai.

Al suo interno la Ciclovia Mota ha un'infinita serie di borghi che fanno entrare a contatto con la realtà locale
Al suo interno la Ciclovia Mota ha un’infinita serie di borghi che fanno entrare a contatto con la realtà locale
Al suo interno la Ciclovia Mota ha un'infinita serie di borghi che fanno entrare a contatto con la realtà locale
Al suo interno la Ciclovia Mota ha un’infinita serie di borghi che fanno entrare a contatto con la realtà locale
L’Umbria ha sempre avuto la fama di essere il polmone verde d’Italia. Voi avete creato questa ciclovia pensando anche a promuovere ulteriormente questa immagine della regione, del vostro territorio?

Soprattutto per quello, perché il potenziale in Umbria per il cicloturismo è enorme, sicuramente non inferiore ai nostri vicini, che sono l’Emilia, la Toscana, le Marche… La particolarità è che non ci sono zone aspre o tanto impegnative: la nostra terra ci ha dato un dono che merita di essere valorizzato. Attraverso questo itinerario sei sempre circondato dal verde.

E’ però vero che è sempre passata l’immagine di Perugia come la parte verde della regione e Terni come la parte industriale. Ma è realmente così?

C’è un leggero campanilismo, nel senso c’è stata sempre una discrepanza tra Perugia e Terni, ma io che sono perugino non voglio tracciare muri ma ponti, per cui per me è tanto bella la zona perugina che quella di Terni, anche quella circondata dal verde, anzi è un valore aggiunto. Diciamo che la parte perugina è un pochino più dolce, come morfologia del territorio.

La Ciclovia Mota è un perfetto specchio dell'immagine verde dell'Umbria, centro dello Stivale
La Ciclovia Mota è un perfetto specchio dell’immagine verde dell’Umbria, centro dello Stivale
La Ciclovia Mota è un perfetto specchio dell'immagine verde dell'Umbria, centro dello Stivale
La Ciclovia Mota è un perfetto specchio dell’immagine verde dell’Umbria, centro dello Stivale
Come è strutturata la promozione della ciclovia?

Noi stiamo lavorando alacremente per Mota 2026, un evento cicloturistico previsto per il 26 e 27 settembre a Sant’Arcangelo dove proporremo più escursioni su tratti della ciclovia abbinando oltre a ristori e area espositiva tanti momenti d’incontro e d’intrattenimento all’insegna della socializzazione. Sul nostro portale ci sono già i programmi e tutto quello che c’è da sapere sulla Ciclovia Mota, perché parliamo di un percorso che, in tutto o in parte, è disponibile tutto l’anno. Intanto stiamo lavorando con Regione e Comuni per dotare il percorso dell’adeguata segnaletica, per cui a quel punto non sarà più un itinerario ciclabile, ma una ciclovia vera e propria.

Ciclovia Mota

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