Bike to school a Udine. Funziona, ma serve chiarezzaBike to school a Udine. Funziona, ma serve chiarezza

| 13 Giugno 2026

Bike to school a Udine. Funziona, ma serve chiarezza

E’ bene fare un po’ di ordine sul progetto “Bike to School” varato a Udine, del quale in rete si sta molto parlando anche in questi giorni di meritato inizio vacanze estive per tanti ragazzi delle scuole primarie e secondarie. Perché è un progetto che funziona, che s’inserisce in un sostrato cittadino comunale favorevole ma che ha una matrice privata.

Il progetto, che ha numerosi altri esempi sparsi per l’Italia, è stato lanciato dall’associazione aBicitUdine che rappresenta la realtà Fiab nella città friulana. Un’idea che ha mostrato di funzionare da subito coinvolgendo tanta gente e contribuendo a cambiare la realtà sociale della città. Primo responsabile del progetto è Rolando Messetti, orgoglioso di quanto Bike to School sta significando.

Massimo Messetti, uno dei responsabili di aBicitUdine che ha curato il progetto Bike to School
Massimo Messetti, uno dei responsabili di aBicitUdine che ha curato il progetto Bike to School
Massimo Messetti, uno dei responsabili di aBicitUdine che ha curato il progetto Bike to School
Massimo Messetti, uno dei responsabili di aBicitUdine che ha curato il progetto Bike to School

«Bike to School non nasce oggi. E’ un’azione che Fiab fa da tanti anni attraverso svariate modalità di azione. Noi abbiamo fatto nostra un’idea londinese che si chiama Doctor Bike in occasione di Bimbinbici, che è un’altra delle manifestazioni di Fiab nazionale. In realtà l’idea era molto semplice: abbiamo invitato gli alunni, attraverso i dirigenti scolastici e i professori, a raggiungere la scuola in bicicletta e durante la mattinata abbiamo raccolto le bici per un controllo, un check-up gratuito sui mezzi attraverso il sistema della M».

Che cos’è?

Lo abbiamo adottato per rendere un’azione tipicamente meccanica anche qualcosa di giocoso. Idealmente si disegna una M tra il mozzo della ruota davanti, il manubrio, il mozzo centrale, la sella e il mozzo della ruota dietro. I nostri preziosissimi volontari ciclomeccanici hanno fatto piccole riparazioni, dai freni al gonfiaggio delle gomme, tirare qualche raggio e altro. Una cosa abbastanza semplice, ma che ha avuto un impatto molto grosso.

L'esperienza Fiab di Bimbinbici ha fatto sì che a Udine il progetto si allargasse coinvolgendo le scuole
L’esperienza Fiab di Bimbinbici ha fatto sì che a Udine il progetto si allargasse coinvolgendo le scuole
L'esperienza Fiab di Bimbinbici ha fatto sì che a Udine il progetto si allargasse coinvolgendo le scuole
L’esperienza Fiab di Bimbinbici ha fatto sì che a Udine il progetto si allargasse coinvolgendo le scuole
Dov’è stato attuato questo progetto?

L’abbiamo fatto in due scuole. Cercheremo di portarlo avanti anche il prossimo anno scolastico, da settembre in poi, contando di essere chiamati com’è successo con la seconda scuola, siamo stati voluti dal dirigente per portare l’idea. Contiamo che il suo successo si propaghi e soprattutto che, com’è avvenuto a Londra, si allarghi anche ad altri settori.

In che senso?

Il terra londinese il modello di revisione gratuita della bicicletta è abbastanza usuale e viene portato nei luoghi di vita quotidiana e si è dimostrato anche uno strumento sicuramente efficace per avvicinare le persone all’uso della bicicletta, in alcune circoscrizioni è offerto come un vero servizio per la cittadinanza, quindi non solo nelle scuole, ma anche negli uffici, nei luoghi pubblici. Noi vorremmo fare lo stesso sul territorio udinese.

Il progetto Bike to School udinese è mutuato dall'esperienza di Londra con vari quartieri dove ha preso vita Doctor Bike
Il progetto Bike to School udinese è mutuato dall’esperienza di Londra con vari quartieri dove ha preso vita Doctor Bike
Il progetto Bike to School udinese è mutuato dall'esperienza di Londra con vari quartieri dove ha preso vita Doctor Bike
Il progetto Bike to School udinese è mutuato dall’esperienza di Londra con vari quartieri dove ha preso vita Doctor Bike
Il Comune ha stanziato 20.000 € per progetti legati alla mobilità sostenibile. Anche Bike to School rientra in questo?

Non vogliamo fare polemiche, ma su questo si è fatta un po’ di confusione. Il bando da 20.000 euro sulla ciclabilità ha tra le sue clausole d’ingresso anche il fatto di essere rivolto ad associazioni sportive. Noi però per statuto non lo siamo, non allestiamo attività sportive. E come noi anche altre APS sono rimaste escluse. La mobilità alternativa alle auto non si riduce all’attività sportiva, al benessere, alla salute, questa è un’identificazione tutta italiana. Invece dovremmo cominciare un po’ ad allargare la questione, perché la mobilità coinvolge anche tanti altri ambiti, penso a quello della cultura ad esempio.

Quindi vi sentite tagliati fuori…

Vi faccio un esempio. Noi facciamo già questo tipo di attività di approccio alla bicicletta: l’anno scorso abbiamo allestito 39 uscite in bici al mercoledì che hanno coinvolto più di 500 persone. Ci sarebbe piaciuto offrirla al comune come attività, ma per questioni assicurative abbiamo dovuto racchiuderla solo ai soci Fiab. Se il Comune è disposto a venirci incontro, insieme possiamo realizzare molte iniziative di promozione della bicicletta…

A Udine la diffusione di piste per bici è in aumento, ma la maggior parte sono ciclopedonali
A Udine la diffusione di piste per bici è in aumento, ma la maggior parte sono ciclopedonali
A Udine la diffusione di piste per bici è in aumento, ma la maggior parte sono ciclopedonali
A Udine la diffusione di piste per bici è in aumento, ma la maggior parte sono ciclopedonali
Che realtà c’è a Udine dal punto di vista cicloturistico?

C’è stata un’evoluzione positiva in tal senso, proporzionale alla popolarità che la Ciclovia dell’Alpe Adria ha avuto nel tempo. Fino a qualche anno fa si vedevano cicloturisti persi per la città, perché mancava la cartellonistica, non c’erano punti di informazione. Con la nuova giunta si è cercato di trovare una interlocuzione con la Regione, soprattutto per la cartellonistica. Al contempo si sono diffuse strutture logistiche attrezzate. Quel che è ancora un po’ carente è il servizio per il bike user quotidiano: pochi parcheggi, zone pedonali poco gestite con continuo conflitto tra pedoni e ciclisti. Molte delle piste ciclabili di Udine sono in realtà piste ciclopedonali, questo rallenta tutti i movimenti di attraversamento della città.

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