Nel fine settimana del 6 e 7 giugno 2026 a Claut, in provincia di Pordenone, ha preso il via la prima edizione della River&Peaks Gravel Race. L’evento è stato organizzato dall’SSD Xevent – che organizza anche The Wild Woods e, assieme a Mattia De Marchi, The Hills – e ha puntato su un format che vediamo sempre più spesso. Cioè quello che unisce un’anima race (il sabato) ad una non competitiva (la domenica). Un pacchetto studiato per valorizzare al meglio la Valcellina, uno degli angoli più suggestivi del Friuli Venezia Giulia.
Il percorso infatti, come suggerisce il nome della manifestazione, si è snodato lungo le acque cristalline del torrente Cellina, nel quale si specchiano i boschi e le vette dolomitiche che circondano la valle. Tra piste ciclabili, strade sterrate, parchi faunistici e rifugi, la River&Peaks Gravel Race è stata insomma un’esperienza immersiva a contatto con una natura di quelle che si incontrano raramente, almeno in Italia, e la risposta dei partecipanti è stata molto positiva. Così come lo è stata quella dei partner e delle istituzioni che hanno sostenuto fin da subito il progetto. Un debutto che, come ci ha detto l’organizzatore Federico Casalini, guarda già al futuro.


Federico, che bilancio fate di questa prima edizione?
Per noi è stato un test molto importante e il riscontro è stato positivo. Il percorso è piaciuto e ha confermato le grandi potenzialità di questo territorio per il gravel. Credo di poter dire che abbiamo gettato le basi per un progetto destinato a crescere.
Appena finita la prima edizione della River&Peaks e state già pensando a novità per il futuro?
Sì, ci piacerebbe ampliare l’offerta rispetto al tracciato (di 75 chilometri per 1700 metri di dislivello, ndr) che abbiamo proposto quest’anno. Stiamo valutando un percorso più lungo, intorno ai 90 chilometri, arrivando fino al Passo Sant’Osvaldo, vicino ad Erto. Ma anche una distanza più breve per coinvolgere un pubblico ancora più ampio.


Un aspetto che vi ha soddisfatto particolarmente?
Oltre il percorso, l’aspetto della sicurezza. E’ un tema a cui come organizzatori teniamo molto e tutto ha funzionato nel migliore dei modi. Anche le condizioni meteo sono state ideali, c’era una temperatura massima di 20° e il terreno nonostante le piogge dei giorni precedenti ha retto alla perfezione.
Approfondiamo il percorso…
La partenza e l’arrivo era a Claut. C’era subito un primo giro ad anello dentro il paese, passando anche sotto il Tree Village sospeso tra gli alberi. Poi lungo il torrente Cellina si andava verso Cimolais, attraverso sterrati e ciclabili fantastiche, che sono davvero invidiabili, studiate molto bene per il turismo in bici. Dopo CImolais si tornava verso Claut toccando il parco faunistico di Pianpinedo, per poi prendere la salita verso il rifugio Pradut, la più dura del tracciato. Quasi 13 chilometri su terreno misto, ma sempre pedalabili, fino a 1450 metri del rifugio. Dopo lo scollamento si scendeva verso malga Casavento dove c’era un secondo piccolo anello da fare due volte per poi tornare verso Claut.


Quest’anno c’erano sia la formula competitiva sia quella non competitiva. Continuerete su questa strada?
La nostra esperienza arriva dalle gare, ma continueremo a prender in considerazione entrambi gli eventi. Si tratta di mondi completamente diversi con utenti completamente diversi, di sicuro però non chiudiamo la porta al non competitivo, anzi, perché è molto importante per la promozione del territorio. Ma dev’essere fatto bene, a partire dalla sicurezza. Il nostro evento era a strade aperte ma con un piano sanitario studiato, con diverse ambulanza a disposizione.
Il nome completo è River&Peaks Powered by Dolomia. L’acqua Dolomia ha sede proprio a Cimolais, quanto è stato importante il supporto del suo supporto?
Con Dolomia collaboriamo da 10 anni, ed è stata sempre un ottimo sostegno per noi di Xevent. Non facciamo a tempo a finire un evento che già pensiamo al successivo. Grazie a loro poi abbiamo avuto la partecipazione di Federica Brignone che è stata molto importante, sono arrivati pullman pieni di ragazzi per incontrarla. In questo senso ci tengo a ringraziare Federico Trost, il direttore generale di Dolomia, che ha sempre creduto in noi. Come anche Specialized che con il suo ingresso ha portato un grande valore aggiunto.


Come hai accennato prima questi eventi sono un importante volano per la promozione dei territori. Com’è stato il rapporto con le istituzioni locali?
Molto positivo. Abbiamo trovato grande disponibilità da parte delle amministrazioni locali e anche di PromoTurismoFVG. Anche qui devo ringraziare il sindaco di Claut Federico Tomè, all’assessora allo sport Elena Leschiutta. Ma anche l’amministrazione comunale di Cimolais che ci ha supportati con cui abbiamo collaborato molto bene.
Hai accennato a novità per il 2027. Possiamo avere un’anticipazione?
Per ora non posso dire niente, ma le novità ci saranno e saranno importanti. Quello che posso anticipare è che c’è l’idea è quella di affiancare alla River&Peaks un secondo evento in Friuli Venezia Giulia, e con Specialized stiamo lavorando ad una collaborazione ancora più importante. Prima della fine dell’estate comunque, massimo entro settembre, sveleremo tutte le novità.


Nell’attesa quali sono i prossimi appuntamenti di Xevent?
Il prossimo evento sarà la Marathon dell’Altopiano, a Monte di Malo, in provincia di Vicenza, un evento mtb in programma questo fine settimana. Poi saremo coinvolti nella Sardinia Gravel Race, una gara a tappe in Sardegna, dove affiancheremo gli organizzatori di Crazy Wheels Cycling Academy. Finiti questi ci concentreremo sui progetti per il 2027, dei quali se vorrete parleremo tra qualche mese.







