Val Susa, Destination PIemonte (foto Federico Ravassard)Val Susa, Destination PIemonte (foto Federico Ravassard)

| 30 Luglio 2026

Val Susa Gravel Loop, altri 2 giorni di stupore e scoperta

Il Val Susa Gravel Loop è un anello di circa 300 chilometri e quasi 6.812 metri di dislivello che porterà alla scoperta delle montagne magiche che marcano il confine alto tra Italia e Francia.

Un itinerario che, a seconda del proprio allenamento e della propria disponibilità di tempo, abbiamo suddiviso in quattro giornate. Nell’articolo precedente, vi abbiamo raccontato, con una guida d’eccezione come l’ex biker azzurro Andrea Tiberi, le peculiarità delle prime due, da Avigliana al Colle delle Finestre, poi ancora lungo la Strada dell’Assietta, il Colle del Sestriere e la picchiata verso Cesana Torinese.

Da qui, con il funambolo delle due ruote che conosce questi luoghi come le sue tasche, vi portiamo verso i Monti della Luna, coi panorami che richiamano il paesaggio del satellite terrestre, fino a Claviere, l’ultimo paese italiano prima di sconfinare in Francia. Poi ancora verso il Colle del Monginevro, Val-des-Prés. A seguire, la salita del suggestivo Colle della Scala, di nuovo sul confine, dove la vista spazia dalla Valle Stretta alla Guglia Rossa mentre si percorrono i tornanti che scendono verso Bardonecchia.

Val Susa, l’altro versante

A questo punto si torna indietro lungo l’altro versante della Val Susa. Prima con una salita con pendenza a due cifre nella valle di Rochemolles e dopo con una forte discesa che passa dal forte Föens e dal forte Pramand si arriva in picchiata al fondovalle di Salbertrand. Da qui il rientro ad Avigliana ha due soluzioni: seguire la traccia Almese – Rivoli oppure tramite la linea ferroviaria Bardonecchia – Torino Porta Nuova.

«Sono posti stupendi – racconta Tiberi – non soltanto per il percorso gravel e per le vallate attraversate, ma anche per gli innumerevoli sentieri di mountain bike. La parte che dallo Jafferau attraversa i forti Föens e Pramand, come per la Strada dell’Assietta, regala panorami da cartolina. Soprattutto nella zona del Pramand ci sono degli scorci davvero impattanti, la montagna ti lascia davvero a bocca aperta per gli scenari che ti offre. La parete del Monte Seguret, le grotte che si incontrano sono davvero incredibili e ti fanno sentire piccolino di fronte all’immensità della natura».

Meglio in 4 giorni

Poi ci prepara alla picchiata successiva: «Da lì, c’è una discesa un po’ tecnica in gravel che dal Pramand scende verso Salbertrand, in cui consiglio sempre di stare all’occhio. Sono belle strade che evitano lunghi tratti di statale e permettono di godersi gli ultimi scorci della nostra vallata. Lungo l’itinerario si trovano poi diversi rifugi alpini, alpeggi, bivacchi, ma anche i grandi alberghi di località famose come Sestriere e Bardonecchia per allungare la propria permanenza in Val Susa e scoprire le tante ricchezze non solo naturali, ma anche enogastronomiche, del territorio piemontese. 

«Qualche temerario, con il giusto allenamento può pensare di svolgere questo itinerario anche in meno giornate, ad esempio due, ma credo che quattro – spiega Tiberi – sia il compromesso perfetto per godersi paesaggi, luoghi e peculiarità di ogni zona. Come dicevo, ci sono davvero tantissime varianti da poter ulteriormente aggiungere a questo itinerario che già di per sé è davvero ricchissimo, per cui c’è davvero da sbizzarrirsi».

D’altronde, spesso è meglio prendersi un po’ più di tempo per godersi la magia che solo la bicicletta può regalarci. E lo stesso biker cresciuto su queste strade se ne inventa ancora una prima di congedarsi: «Un’altra deviazione quasi obbligata per chi ha ancora voglia di fare salita è quella, una volta arrivati alla diga di Rochemolles, di arrampicarsi fin sul Colle del Sommelier. Sono altri 1.000 metri di dislivello, ma valgono davvero la pena e si arriva sopra i 3.000 metri».

La scalata finale al Sommelier è un vero plus: peccato che ormai la neve d'estate non si veda quasi più
La scalata finale al Sommelier è un vero plus: peccato che ormai la neve d’estate non si veda quasi più
La scalata finale al Sommelier è un vero plus: peccato che ormai la neve d'estate non si veda quasi più
La scalata finale al Sommelier è un vero plus: peccato che ormai la neve d’estate non si veda quasi più

Tutti i comfort sul percorso

La Val Susa, insomma, offre diverse sfumature di godersi le due ruote e, come abbiamo visto, questo itinerario nasce per gravel, ma ha diverse possibili deviazioni anche per chi volesse cimentarsi, magari anche su più giorni, in mountain bike. Inoltre, lungo il percorso, sono presenti numerose colonnine di ricarica per chi usa mezzi elettrici e sono a disposizione anche noleggi con vaste flotte di biciclette di tutti i tipi, senza dimenticare autonoleggi con conducente per chi ne avesse necessità, per chi decidesse di percorrere soltanto alcuni scorci dell’itinerario che vi abbiamo raccontato.

E, per poter seguire la propria traccia, gli itinerari sono sempre fruibili anche via smartphone sulla piattaforma Outdoor Active. Le opzioni e le varianti non mancano quando si pedala in Piemonte.

Turismo Torino

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