Alla scoperta della Val Susa e dei suoi sentieri mozzafiato. Salite in sella alla vostra bici gravel e preparatevi ad immergervi nella natura per un percorso che può essere suddiviso in più giornate, idealmente quattro: 300 chilometri totali, 6.812 metri di dislivello passando dai 337 metri sul livello del mare fino ad arrivare ai 2.539 metri di altezza.
Il Val Susa Gravel Loop è un anello che vi porta attraverso le Vie Storiche di Montagna del Piemonte, partendo e concludendosi nel comune di Avigliana, famoso per i suoi due laghi e facilmente raggiungibile in treno dal centro di Torino. Come se non bastasse, si trova ai piedi della Sacra di San Michele, uno dei monasteri simbolo del Piemonte, che si raggiunge scalando la prima salita verso il Colle Braida, che ha visto il passaggio del Giro d’Italia nel 2023.


Guidati da Andrea Tiberi
Abbiamo suddiviso questo itinerario in due parti e, per raccontarvelo, abbiamo chiesto a chi conosce queste strade come le sue tasche, ovvero Andrea Tiberi, ex biker azzurro, che ha partecipato anche ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Ora fa il preparatore tecnico tra la nazionale femminile svizzera di mountain bike e alcuni giovani talenti italiani.
«Non ho mai fatto il Val Susa Gravel Loop in un unico giro – comincia a raccontare il quarantenne nato a Torino, ma cresciuto ciclisticamente proprio in Val Susa – ma conosco benissimo questi posti perché ci sono passato svariate volte. Più che per gli allenamenti, su queste strade andavo a fare i giri di piacere, perché offrono degli scorci davvero mozzafiato. Le strade militari le usavo più per quando dovevo fare i lunghi, oppure quando dovevo solo far girare le gambe, per cui mi evocano bei ricordi».






La magia del Colle delle Finestre
La prima parte dell’anello va da Avigliana fino a Pian dell’Alpe nella prima giornata e poi da lì fino a Cesana Torinese in quella successiva.
«Sono zone molto belle – prosegue Tiberi – e quella che è la peculiarità di questa valle è che raramente altrove si trovano strade di connessione così lunghe, che rimangono in alto così tanto tempo, che ti permettono di stare a lungo sulla cresta. E’ una sensazione unica». Ancor di più in quest’estate torrida, ad alta quota si riesce a trovare un po’ di agognato refrigerio.
L’itinerario tocca tanti luoghi simbolo del ciclismo come il Colle delle Finestre, teatro di epiche imprese del ciclismo su strada, come quella di Chris Froome che ribaltò proprio qui il Giro d’Italia 2018. O più recentemente, quella griffata Simon Yates che, nel maggio del 2025, si prese la rivincita sulla montagna che gli era andata indigesta nel giorno di gloria del connazionale, e coronò il sogno rosa, soffiando il successo alla penultima tappa al giovane messicano Isaac Del Toro.
Sono 18,7 chilometri, l’ultima metà dei quali nel celeberrimo sterrato, per un dislivello di 1.692 metri e una pendenza media che si attesta sul 9 per cento: questi i numeri della salita che vi aspetta con l’iconico serpentone di 33 tornanti.


La variante mountain bike
Qui però Tiberi ci regala una chicca perché, come ogni itinerario che si rispetti, si può sempre modellare a proprio piacimento e a seconda di cosa dicono le proprie gambe e la propria testa, oltre che la fantasia.
«C’è una variante più da mountain bike che gravel – dice – per evitare un pezzo della prima parte asfaltata. Parte dalla strada che da Meana va verso il Pian del Frais, attraversa un po’ il bosco e poi si ricollega all’ultimo tratto della salita asfaltata».
Non contento, ce ne regala un’altra: «La variante che merita tanto e che si fa abbastanza bene con la gravel è quella che dal Colle della Finestre percorre già la cresta vera e propria senza scendere a Pian dell’Alpe. Appena inizia la discesa del Finestre, c’è un lungo taglio sul prato che va verso Cima Ciantiplagna e poi si collega al Colle dell’Assietta. E’ più una mulattiera, ma ha dei passaggi scenografici nella roccia che, chi si sente più sicuro, può sicuramente inserire nel percorso».


La Strada dell’Assietta
Chi, invece, prediligerà l’itinerario tradizionale, proseguirà sulla splendida Strada dell’Assietta, la più alta via sterrata carrozzabile d’Europa a cavallo delle valli Susa e Chisone. Una dorsale militare lunga circa 32 chilometri sempre oltre i 2.000 metri che collegava le fortificazioni in quota tra il Colle delle Finestre e il Colle del Sestriere, teatro di importanti eventi ciclistici come l’Assietta Legend e la Gran Fondo Sestriere. D’altronde, si pedala sulle montagne che furono teatro dei Giochi Olimpici invernali del 2006 e che hanno sempre ospitato grandi eventi sportivi, in tutte le stagioni.
«La prima volta che ho fatto il Tour dell’Assietta da cicloturista– rivela ancora la nostra guida d’eccezione – avevo appena 14 anni, perché ero troppo giovane per farlo in gara. Poi, l’ho fatto tante volte in diverse gare, in cui me lo sono goduto meno, ma devo ammettere che è proprio uno dei tratti secondo me più iconici del Val Susa Gravel Loop».
Da Pian dell’Alpe a Cesana Torinese si arriva alla zona dei Monti della Luna che, come ci conferma Tiberi, «forse a livello naturalistico è la più suggestiva». Non male per godersi un po’ di riposo prima della seconda parte dell’itinerario.







