Che il Friuli Venezia Giulia sia un gran posto per pedalare, i lettori di bici.Style lo sanno da diverso tempo. Di questa regione negli ultimi anni abbiamo scritto molto e tante volte ci siamo stati in prima persona a pedalare. Dalle montagne della Carnia alla costa tra Lignano e Grado, dagli eventi in bikepacking agli Oscar del Cicloturismo, bisogna ammettere che il Friuli Venezia Giulia si è mosso con grande lungimiranza per attrarre gli amanti delle due ruote.
Ora questo lembo di Nord Est con il suo motto “Io sono Friuli Venezia Giulia” è addirittura sponsor della maglia rosa del Giro d’Italia e verrà conosciuto da centinaia milioni di persone in tutto il mondo. Proprio il periodo del Giro d’Italia, che vedrà a Piancavallo l’ultimo arrivo in salita della corsa rosa (sabato 30 maggio), può essere un’ottima occasione per visitare questa regione. Quindi suggeriamo tre salite di diversa lunghezza e difficoltà, per tutti i cuori e tutte le gambe, ma tutte legate alla storia del Giro (e no, non c’è lo Zoncolan).


Monte Ragogna, il muro del Tagliamento
Il Monte di Ragogna è una salita breve ma tosta che porta ad una terrazza panoramica che domina il Tagliamento a due passi da San Daniele, nel cuore del Friuli Collinare. E’ entrato nella storia recente del ciclismo durante la 16ª tappa del Giro d’Italia 2020, la Udine-San Daniele del Friuli. In quell’occasione i professionisti affrontarono questa salita non una, non due, ma ben tre volte di fila all’interno di un circuito finale, corto ma micidiale, al termine del quale vinse Jan Tratnik.
A livello tecnico è quello che si può definire un muro delle Ardenne. Parte dalla località di Muris e misura appena 2,7 chilometri, ma con un dislivello di 274 metri, cioè con una pendenza media del 10% e picchi che toccano anche il 15% sui tornanti centrali. Quindi le pendenze sono dure, ma lo sforzo è ripagato da una vista spettacolare in cima, che va dal Tagliamento e le montagne, a nord, a tutta la pianura fino al mare, verso sud. E’ la salita ideale per chi fa base a San Daniele o per chi pedala lungo la Ciclovia del Tagliamento (FVG6).


Castelmonte, tra confini, boschi e fede
La seconda salita che suggeriamo è quella che porta al Santuario di Castelmonte, nelle Prealpi Giulie sopra Cividale del Friuli, a pochissimi chilometri dal confine sloveno. Il Santuario è uno dei luoghi di pellegrinaggio più antichi della regione ed è perfetto per chi vuole unire sport, cultura e natura.
E’ stato l’arrivo in salita della 19ª tappa del Giro d’Italia 2022, la Marano Lagunare-Santuario di Castelmonte. In quel caso si trattò di una frazione italo-slovena caratterizzata dal passaggio sul Monte Kolovrat, prima della scalata finale verso il Santuario, dove vinse l’olandese Koen Bouwman.
La salita classica è lunga circa 7 chilometri con una pendenza media del 6,7%. Non è un’ascesa impossibile quindi, ma abbastanza irregolare con una breve discesa centrale che spezza il ritmo. Si parte da Cividale del Friuli, città patrimonio UNESCO, si pedala attraverso i bellissimi boschi delle Valli del Natisone e si arriva al borgo dominato dal Santuario. Anche in questo caso, immancabile, dalla cima si gode un panorama che fa dimenticare tutta la fatica.


Piancavallo, sulle orme di Pantani
L’ultima salita che suggeriamo è una delle grandi ascese del Friuli occidentale, tanto lunga e severa da non avere nulla da invidiare ai grandi passi dolomitici: Piancavallo. Dal punto di vista ciclistico è legata per sempre a Marco Pantani, che su questa salita firmò un’impresa fondamentale per la sua leggendaria doppietta Giro-Tour del 1998. Durante la 14^ tappa Schio-Piancavallo il Pirata scattò staccando tutti i diretti rivali, come Alex Zulle e Pavel Tonkov, vincendo in solitaria.
In questo Giro Piancavallo tornerà sotto i riflettori della corsa, ospitando l’arrivo della penultima tappa, e l’ultima utile per giocarsi la classifica generale, sabato 30 maggio. A livello tecnico è la più dura delle tre che stiamo presentando. Da Aviano sono 14 chilometri al 7,8% di pendenza media. La parte più dura è all’inizio, con i primi 6 chilometri costantemente sopra il 9%, resi ancora più difficili dalla strada molto larga.
Una volta in cima però l’orizzonte si apre su tutto il Friuli Venezia Giulia, dalle Alpi al mare, oltre ad offrire molte strutture ricettive e collegamenti verso l’altopiano del Cansiglio. Davvero un’ottima meta verso cui puntare il manubrio l’ultimo fine settimana di maggio.







