Oggi torniamo in Sabina. Qualche giorno fa avevamo illustrato il progetto Sabina Parco Slow, oggi entriamo nel dettaglio con la parte più strettamente relativa al settore che ci riguarda, quella delle bici. Qual è il ruolo della bici in Sabina Parco Slow? Cosa si fa concretamente?
Domande a cui ha risposto Monica Indeaco, di EbikePark, il servizio di guida e noleggio e-bike che di fatto opera sul territorio sabino. Territorio che, ricordiamo, si estende quasi interamente in provincia di Rieti. Siamo tra la Valle del Tevere a nord di Roma e i Monti Sabini.
Un territorio poco noto ai grandi flussi, ma che ha davvero tanto da offrire. Borghi, storia, natura. E una qualità culinaria come poche, che riprende le peculiarità romane e umbre, ma con la bontà dei prodotti locali. Su tutti l’olio extravergine, che qui è parte integrante della cultura, della vita locale e persino del paesaggio, visto che vi sono uliveti a perdita d’occhio.


E quindi Monica, da Sabina Parco Slow a voi che siete la parte attiva per quel che riguarda la bici. Giusto?
Esatto. Sabina Parco Slow è un fantastico contenitore di esperienze, fornitori, offerte, accommodation, produttori, c’è un po’ di tutto. Noi di EbikePark ci siamo aggregati lo scorso anno e ora facciamo parte delle aziende della rete di impresa. Offriamo attività di tour in e-bike, ma anche noleggi di e-bike e noleggi autoguidati. Per le permanenze di almeno tre giorni consegniamo anche le e-bike direttamente nelle strutture dove alloggiano i clienti.
Un’iniziativa insolita per questo territorio, che ancora non conosce appieno un certo turismo…
Stiamo cercando di far vivere la Sabina in un modo lento, ma senza la fatica, perché questi borghi sono tutti in collina e andare con una bici muscolare tradizionale diventerebbe qualcosa per pochi eletti. Vogliamo perciò che la Sabina e i nostri tour siano accessibili a tutti. Per questo siamo partiti subito con delle e-bike trekking, poi abbiamo incrementato la nostra flotta con 13 mountain bike e anche due cargo bike che possono trasportare fino a due bambini dietro. Hanno una capacità di carico di 80 chili. Permettono di portare bambini che sono troppo grandi per un seggiolino, ma troppo piccoli per una guida autonoma.
Questa è la vostra offerta. E invece i clienti cosa vi chiedono?
Ci chiedono quali giri possono fare. Innanzitutto ci chiedono luoghi da visitare, tracciati da percorrere, perché arrivano in Sabina ma non la conoscono. Non hanno un obiettivo preciso. Magari vogliono andare all’Abbazia di Farfa e dormono a Casperia, un borgo a una ventina di chilometri. Ma tra le due località non mancano i saliscendi. Pertanto chiedono un mezzo per esplorare un territorio. In seconda battuta chiedono un’esperienza.






Un’esperienza…
Sì, ci chiedono: cosa posso fare? Oltre alla pedalata, una volta che arrivano suggeriamo loro una visita guidata, una degustazione, una scuola di cucina. Dopo un anno in cui abbiamo provato a fare dei tour abbiamo visto che l’esperienza ha funzionato. Stiamo notando che le persone apprezzano il fatto di muoversi con le e-bike tra i borghi e anche fare cose legate al territorio, che sia pranzare alla Sagra della pizza fritta o visitare le cave di Cottanello. E per il futuro stiamo pensando di ampliare questa offerta, di strutturarla sempre più.
Ci sono delle date per i vostri tour?
Al momento i tour partono regolarmente tutti i venerdì, le domeniche e i lunedì, in modo che siano pacchetti che possono essere venduti anche al di là di noi. Mi spiego: arriva il francese di turno in quell’agriturismo e gli faccio trovare la bicicletta. Per tre giorni gli fornisco percorsi ed eventualmente una guida, se l’ha richiesta, oppure gli suggeriamo cosa vedere. Io stessa sono una guida cicloturistica. Chi vuole un tour autoguidato è quasi sempre una coppia o una famiglia che non ha esperienza. Non si sente sicura di affrontare i tragitti con gli altri, ha meno feeling e preferisce stare tranquilla in autonomia. Non vuole rischiare di restare indietro. Invece per tutti gli altri tour forniamo sempre un accompagnamento.
Ci sono soprattutto stranieri o c’è anche una richiesta italiana?
Dipende. Casperia, dove noi abbiamo la sede, per esempio, è un borgo che ha un turismo straniero abbastanza consolidato. Sono soprattutto stranieri di passaggio, magari persone che stanno facendo il Cammino di Francesco e si fermano per un po’, volendo così scoprire il territorio. In quel caso da camminatore si trasformano in ciclisti. Non hanno la macchina e non la vogliono. Nei tour organizzati invece abbiamo un pubblico abbastanza variegato: persone abituate a stare all’aria aperta, che cercano esperienze, che hanno una relativa dimestichezza con la bici. Insomma persone attive e, in questo caso, anche italiani in una buona percentuale.


Qual è, Monica, il tuo giro del cuore? Il tuo percorso preferito?
Ne ho due. A me piace molto il tragitto che va da Casperia a Cottanello, passando per Montasola. Cottanello è un luogo che vale la pena visitare sia per l’Eremo di San Cataldo, sia per le cave di marmo. Ha una storia molto bella da raccontare. Pensare che i marmi di San Pietro vengano dalla Sabina e che siano arrivati attraverso il Tevere è una storia affascinante e penso sconosciuta ai più. E poi ritrovare questi marmi dentro le varie chiese della Sabina è interessante. Sono gli stessi marmi che poi ritrovi nelle colonne di San Pietro. L’altro mio percorso del cuore è il Giro delle Fonti. In pratica riunisce i fontanili di Casperia e in qualche modo ci lega alla cultura agreste. Ci racconta dell’importanza dell’acqua, per l’irrigazione e per il vivere quotidiano. Secondo me questo tracciato ci connette con la realtà rurale.
State davvero creando delle connessioni tra bici e territorio in questo modo…
Ed è ciò che vogliamo. A dire il vero abbiamo un progetto un po’ più ampio. Ci chiamiamo EbikePark perché il nostro obiettivo è far diventare la Sabina un parco ciclabile. Il nostro obiettivo è quello di aprire degli hub in diversi paesi, in modo che le persone possano noleggiare a Casperia, lasciare la bici a Poggio Mirteto, riprenderla a Farfa… Puoi veramente crearti un itinerario attraverso i borghi sabini. Stiamo già lavorando per mettere qualche bici anche in altri borghi, appoggiandoci principalmente agli infopoint turistici. Le bici a loro volta potrebbero essere una vetrina dei tour che possono essere fatti. Non solo, ma ponendo più punti noleggio abbiamo la possibilità di costruire nuovi percorsi.
Certo: si può ampliare il raggio d’azione. Alcuni paesi sono distanti tra loro e il dislivello, da quel che abbiamo capito, non manca…
Esatto. Se parto da Fara in Sabina posso esplorare un ambiente totalmente diverso rispetto a una partenza da Poggio Mirteto. Da una parte ho più collina, dall’altra la Valle del Tevere. Alla fine le persone vogliono scoprire, divertirsi, rilassarsi. Benché siano su e-bike non possiamo fargli fare 60-70 chilometri. Verrebbe meno l’esperienza e il tutto diventerebbe troppo faticoso. No, puntiamo ad avere raggi di 20 o 30 chilometri. In questo modo puoi veramente vedere le bellezze della Sabina, che è molto variegata perché c’è il fiume, ci sono la montagna, la collina, i centri storici… Piano piano cerchiamo di far diventare questa idea non soltanto realistica, ma reale.







