La promozione delle Ciclovie del Sud passa anche attraverso iniziative estreme, come quella che “le due Simone” stanno compiendo proprio in questi giorni. Una sorta di pedalata all’incontrario, partendo da Capo Nord e scendendo per tutta l’Europa fino ad arrivare Reggio Calabria.
Un viaggio dove ogni pedalata ha uno scopo preciso: raccontare quel che si sta facendo nella regione più a Sud del continente, dove esiste una greenway di oltre 1.500 chilometri che rappresenta la summa di più tracciati che raccontano un altro Sud.


Che cosa c’entra il Mezzogiorno d’Italia con Capo Nord? A spiegarlo è il progetto South Italy Greenways, una lunga pedalata, oltre 7.000 chilometri attraverso 8 Paesi. A raccontare l’iniziativa è colei che l’ha ideata e strutturata sin dalle fondamenta, la project manager Palmarosa Fuccella di Slow Italy srl.
«Potremmo dire – spiega – che tutto parte dall’accordo siglato nel 2025 fra 4 parchi del Sud Italia (Parco Nazionale del Cilento, Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, Parco Nazionale del Pollino e Parco Nazionale dell’Aspromonte) per la promozione del territorio. Abbiamo immaginato quale potesse essere una prima attività di promozione che non fosse una un’attività banale, che potesse valorizzare questa intesa straordinaria, perché convincere dei parchi a lavorare insieme su una proposta di comunicazione non è stato facile ed è bello che questa prima esperienza nasca proprio al sud».
Da dove nasce l’originalità dell’idea di viaggio partendo da Capo Nord?
Abbiamo preso come base percorrere l’Eurovelo 7, perché poi questo tracciato attraversa questi parchi e quindi ci sembrava anche bello invertire il destino del Mezzogiorno, andare a nord per cercare lavoro, occupazione. Questa volta portiamo un racconto, fatto di vie verdi e di turismo sostenibile, cercando di far conoscere a tutti coloro che sono già sicuramente vicini a questo mondo, quindi cicloturisti e appassionati di ecoturismo che cosa sono i parchi del Sud Italia e qual è l’offerta che offrono in termini proprio di greenways, quindi soprattutto di ciclovie e cammini.


Nello specifico il viaggio in che cosa consiste? Sappiamo che non è una semplice pedalata…
Loro pedalano, ma allo stesso tempo fanno attività di comunicazione, si organizzano strada facendo incontri nelle città e nei paesi dove si fermano, c’è un’attività vera e propria di comunicazione diretta, che ha anche un riscontro immediato dato dall’abbigliamento specifico che le ragazze indossano durante il loro viaggio.
Chi sono le due ragazze?
Una è Simona Pergola, una delle poche cicliste che ha fatto il giro del mondo in bicicletta, esperienza che ha concluso nel 2021, e poi Simona Ridolfi, che è un’altra ciclista che ha girato e continua a girare il mondo in bicicletta e che è peraltro l’ideatrice della Via Silente, che è uno dei percorsi delle ciclovie del Sud, che attraversa il Cilento e il Vallo di Diano. Sono due cicliste che hanno una discreta esperienza non solo di viaggi in bicicletta, ma anche in termini di comunicazione, di interazione, perché entrambe si occupano di cicloturismo a 360°. Con loro c’è un reporter che è Francesco Vigliotti, che documenta tutto il viaggio, raccontandolo quotidianamente sui canali social e sul sito.


Come è stato scelto il percorso?
E’ quello di Eurovelo 7, lo abbiamo scelto perché è il tracciato europeo per antonomasia. Ci sono piccole variazioni necessarie anche rispetto ai tempi che i ragazzi hanno, perché avranno 80 giorni per arrivare a Reggio. E’ comunque uno dei percorsi che ha tracciato l’ECF, che è l’organismo europeo che si occupa di ciclabilità, quindi ripercorre proprio questo tracciato che arriva in Italia dopo circa 5.000 chilometri e attraversa tutti i parchi che sono coinvolti in questo progetto. Arriveranno a Reggio entro il 31 di ottobre. Sarà prodotto anche un docufilm alla fine di questa esperienza e ci saranno una serie di presentazioni degli esiti di questo progetto nei quattro parchi.
Tutta questa attività, anche e soprattutto rivolta all’estero, sta dando risultati?
Enormemente, nel caso della Ciclovia dei Parchi della Calabria ma lo stesso vale anche per la Via Silente, perché fra le ciclovie di cui parliamo c’è anche la Ciclovia Meridiana in Basilicata. Sta pagando moltissimo, tanto che c’è un aumento di flussi documentato di turisti stranieri altissimo in Calabria. Gli ultimi dati ufficiali parlano di un incremento di oltre il 50 per cento di turisti nelle aree interne, quindi le aree attraversate dalla ciclovia, in contesti dove non ci sono stati altri fattori di particolare incidenza.


In questo quanto influiscono i canali social?
Sono fondamentali, attraverso di loro verifichiamo l’analisi dei dati che facciamo sul portale dove vediamo quali sono i luoghi di accesso e quindi capiamo che c’è un fortissimo interesse all’estero e proprio per entrare sempre in questa dimensione di sogno di un viaggio che si può fare nel Sud dell’Italia, abbiamo pensato di fare un’esperienza così singolare di comunicazione diretta, che coinvolge Parco Nazionale del Cilento, Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, Parco Nazionale del Pollino e Parco Nazionale dell’Aspromonte, tutti in egual misura.







