Transfăgărășan, da strada militare a paradiso per le biciTransfăgărășan, da strada militare a paradiso per le bici

| 21 Agosto 2026

Transfăgărășan, da strada militare a paradiso per le bici

Un gigantesco cuore disegnato sulla roccia, con il nome della amata scritto al centro. Quanti ne abbiamo visti in giro per le città? Su un muro già desta opinioni contrastanti tra chi lo considera un atto romantico e chi lo condanna di vandalismo. Ma se avviene in un contesto naturale, sul fianco di una montagna, per di più in quello che è considerato un patrimonio nazionale il discorso cambia e l’opinione pubblica si è schierata completamente contro l’autore del gesto e l’inconsapevole oggetto, la fantomatica Anna.

Siamo in Romania e l’episodio appena raccontato, rimandato infinitamente sui social fino ad approdare sulle pagine dei giornali anche italiani, coinvolge la Transfăgărășan, una spettacolare strada disegnata lungo i Carpazi che costituisce la principale dorsale cicloturistica del Paese. Un percorso che regala paesaggi straordinari e certamente lo sconsiderato gesto dell’uomo in maglietta bianca e calzoncini, peraltro ripreso nel suo atto dall’immancabile smartphone del curioso di turno, non aggiunge nulla alla sua bellezza, semmai lo toglie.

Il gesto romantico ma sconsiderato del cuore dipinto ha fatto il giro del mondo attraverso i social
Il gesto romantico ma sconsiderato del cuore dipinto ha fatto il giro del mondo attraverso i social
Il gesto romantico ma sconsiderato del cuore dipinto ha fatto il giro del mondo attraverso i social
Il gesto romantico ma sconsiderato del cuore dipinto ha fatto il giro del mondo attraverso i social

Una meraviglia ingegneristica fra le montagne

La Transfăgărășan, nota anche come strada DN7C, è una delle meraviglie ingegneristiche più celebri al mondo, un nastro d’asfalto che taglia i Monti Făgăraș, il massiccio più alto dei Carpazi Meridionali. C’è chi l’ha definita “la strada più bella del mondo” soprattutto da quando questa via di comunicazione è stata trasformata da strada militare com’era ai tempi del comunismo a rinomato percorso cicloturistico che è parte di quel corposo investimento innanzitutto culturale che il Paese ha fatto negli ultimi decenni.

Perché tanta popolarità, tanto affetto nei confronti di un percorso cicloturistico che la popolazione locale ritiene un proprio tesoro? Pedalare sulla Transfăgărășan non è semplicemente compiere un gesto atletico, perché chi lo fa viene giocoforza ammaliato dal paesaggio circostante, immergendosi in un mondo naturale d’altri tempi, nel cuore verde dell’Europa dell’Est.

Il percorso della Transfăgărășan si sviluppa attraverso 90 chilometri toccando i 2.000 metri di altitudine
Il percorso della Transfăgărășan si sviluppa attraverso 90 chilometri toccando i 2.000 metri di altitudine
Il percorso della Transfăgărășan si sviluppa attraverso 90 chilometri toccando i 2.000 metri di altitudine
Il percorso della Transfăgărășan si sviluppa attraverso 90 chilometri toccando i 2.000 metri di altitudine

Retaggio della dittatura comunista

La sua storia è relativamente recente e risale al periodo della dittatura di Nicolae Ceausescu, che volle personalmente la sua costruzione avvenuta tra il 1970 e il ’74. L’idea di base era garantire un passaggio militare rapido attraverso i Carpazi in caso di un’invasione sovietica, simile a quella avvenuta in Cecoslovacchia nel 1968. Non dimentichiamo che il regime rumeno, seppur molto rigido, era dissenziente se non addirittura in contrasto con la “cappa sovietica”, tanto che insieme a quello jugoslavo fu l’unico a non accettare il boicottaggio olimpico del 1984.

La realizzazione dell’opera richiese sforzi titanici e un costo umano altissimo. Soldati e operai scavarono nella roccia viva utilizzando tonnellate di dinamite in condizioni climatiche estreme ed è proprio quel sacrificio che nel tempo ha reso la Transfăgărășan qualcosa di molto amato. Il risultato è una strada di circa 90 chilometri che collega le regioni storiche della Transilvania a nord e della Valacchia a sud, toccando un’altitudine massima di 2.042 metri all’altezza del lago glaciale di Bâlea.

La parte nord del percorso della Transfăgărășan parte da Cartisoara, per inerpicarsi lungo i Carpazi
La parte nord del percorso della Transfăgărășan parte da Cartisoara, per inerpicarsi lungo i Carpazi
La parte nord del percorso della Transfăgărășan parte da Cartisoara, per inerpicarsi lungo i Carpazi
La parte nord del percorso della Transfăgărășan parte da Cartisoara, per inerpicarsi lungo i Carpazi

Il cambio di destinazione

Ma tanto amore verso quel percorso che ha portato a una levata di scudi in occasione del gesto degli ultimi giorni è legata anche al destino del percorso: da corridoio di difesa militare a inno alla libertà di viaggiare, da strada percorsa da strumenti di morte a percorso che promuove la voglia di vita in un mondo ancora preservato e incontaminato.

Il cicloturista che decide di affrontare la Transfăgărășan si trova davanti a una scelta fondamentale: da quale lato iniziare la scalata? Ci sono infatti due diversi itinerari che rappresentano anche due anime e tecniche differenti. Quello più popolare è il versante nord, che parte da Cârțișoara, piccolo villaggio transilvano che sembra essersi fermato nel tempo. Da qui si sale per circa 30 chilometri fino al punto più alto, con pendenze che arrivano al 7 per cento. Man mano che ci si avvicina alla stazione della funivia di Bâlea Cascadă, gli alberi si diradano, aprendosi alla maestosità della valle glaciale.

Il castello di Vlad, a cui il personaggio di Dracula e ispirato, è una delle attrazioni della Transfăgărășan
Il castello di Vlad, a cui il personaggio di Dracula e ispirato, è una delle attrazioni della Transfăgărășan
Il castello di Vlad, a cui il personaggio di Dracula e ispirato, è una delle attrazioni della Transfăgărășan
Il castello di Vlad, a cui il personaggio di Dracula e ispirato, è una delle attrazioni della Transfăgărășan

Nelle terre del conte Dracula

E’ però negli ultimi 13 chilometri che la Transfăgărășan rivela la sua vera natura. La strada esce completamente dal bosco per entrare in un anfiteatro di roccia nuda, inerpicandosi con una serie incredibile di tornanti a gomito, ponti e viadotti che sembrano disegnati da un architetto visionario. Molti dicono che in certi passaggi, quei tornanti rappresentano una scala verso il cielo, sospesi sopra un panorama che si estende a perdita d’occhio sulla pianura transilvana.

L’altro versante, quello meridionale, parte da Curtea de Argeș e già dal suo inizio colpisce la fantasia con la maestosa Fortezza di Poenari che altro non è se non il Castello di Dracula, reso immortale dagli scritti di Bram Stoker che sviluppò e riprese i racconti legati alla figura del Conte Vlad l’Impalatore. Questa parte del percorso è più lunga, circa 60 chilometri e richiede una buona preparazione fisica ma anche mentale.

La diga di Vidraru è alta ben 166 metri e offre uno spettacolo paesaggistico di enorme bellezza
La diga di Vidraru è alta ben 166 metri e offre uno spettacolo paesaggistico di enorme bellezza
La diga di Vidraru è alta ben 166 metri e offre uno spettacolo paesaggistico di enorme bellezza
La diga di Vidraru è alta ben 166 metri e offre uno spettacolo paesaggistico di enorme bellezza

Viaggio in un’altra dimensione

Inizialmente il percorso si sviluppa lungo la valle del fiume Argeș, fra gole strette e spettacolari, passando per la diga di Vidraru, alta ben 166 metri da dove i ciclisti costeggiano l’omonimo lago artificiale per oltre 20 chilometri. E’ un tratto contraddistinto da continui saliscendi, dove ci si immerge in una realtà completamente staccata da quella solita, quasi un viaggio in un’altra dimensione, soprattutto quando dopo il lago si sale verso le vette dei Făgăraș.

C’è poi un punto d’incontro immancabile qualsiasi porzione si scelga ed è il Tunnel di Bâlea (Capra-Bâlea), lungo 887 metri, che attraversa la cresta della montagna e collega i due lati del massiccio. E’ un passaggio quasi mistico: è completamente buio, umido e freddo, è fondamentale l’uso di luci anteriori e posteriori ben visibili e un abbigliamento termico adeguato. Si entra in un microclima e si esce con un altro, trovandosi davanti allo spettacolare specchio d’acqua del Lago di Bâlea, circondato da rifugi dove potersi rifocillare con i piatti tipici della tradizione rumena.

La Transfăgărășan con il suo lungo tunnel sfocia nel Lago di Bâlea, con molti rifugi dove soggiornare
La Transfăgărășan con il suo lungo tunnel sfocia nel Lago di Bâlea, con molti rifugi dove soggiornare
La Transfăgărășan con il suo lungo tunnel sfocia nel Lago di Bâlea, con molti rifugi dove soggiornare
La Transfăgărășan con il suo lungo tunnel sfocia nel Lago di Bâlea, con molti rifugi dove soggiornare

Destinazione turistica anche dall’Italia

Questo introduce a un altro aspetto. La popolazione locale ha fatto cospicui investimenti su tutto quel che circonda il cicloturismo, infatti lungo il percorso sono presenti numerosi pensiuni (le tipiche pensioni a conduzione familiare), rifugi montani e hotel. Strutture come lo storico Bâlea Lac Chalet offrono non solo vitto e alloggio ad alta quota, ma anche un riparo sicuro per le biciclette. Posti dove si può gustare anche qualche piatto tipico come la mămăligă con brânză (polenta con formaggio e panna) o la ciorbă (minestra acida).

E’ consigliabile essere completamente autosufficienti dal punto di vista tecnico, perché per trovare qualche negozio di bici attrezzato per riparazioni bisogna arrivare nei principali centri abitati. La Transfăgărășan non è solo una sfida fisica contro i dislivelli e la fatica; è un viaggio geometrico e sensoriale che ridefinisce l’idea stessa di cicloturismo. Per percorrerla arrivano da tutta Europa, e anche agenzie italiane l’hanno inserita nei propri pacchetti, come Bikeit e considerando anche i costi, è un’esperienza assolutamente imperdibile. Sperando che gesti inconsulti come quello del ragazzo annebbiato dall’amore non abbiano a ripetersi (o almeno non in quei contesti naturali…).

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