Si contano i giorni che ci separano dall’arrivo di giornate più fresche, nel pieno di questa estate torrida mai vista prima. Dovremmo avere a cuore l’ambiente, ma se a questo punto parlassimo di quanto si viva nella noncuranza rispetto a certe tematiche, subiremmo le accuse e i commenti di chi nega l’evidenza e taccia di comunismo chi prova a preoccuparsene. Perciò, in questa faticosa attesa di giornate fresche, la prospettiva di un bell’autunno sulle Dolomiti rinfresca al pari di una birra ghiacciata sul far della sera.
Non è un caso che l’autunno sia da qualche anno una delle stagioni più belle dell’anno, con i colori e le temperature più confortevoli: quando a causa del Covid nel 2020 si scelse di far correre il Giro d’Italia in ottobre, ci accorgemmo tutti della bellezza degli scenari.


Foglie e laghi d’autunno
A settembre e poi fino all’autunno i paesaggi dolomitici cambiano colore e inizia il fenomeno del foliage, vale a dire il cambio di colore delle foglie che diventano gialle, arancioni, rosse e poi marroni prima di cadere. Nell’area del Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti in Veneto si trovano alcuni luoghi in cui ammirare i toni caldi della stagione, il silenzio e la tranquillità dei sentieri. Se poi si ha la fortuna che questo avvenga passeggiando o pedalando attorno a un lago, allora l’effetto si amplifica. Natura e cucina nei rifugi, verificando però che siano aperti e non abbiano già chiuso pensando all’inverno. Colori e suggestioni da immortalare negli sguardi e negli scatti.
I laghi dell’area sono meta di un turismo massiccio durante l’estate, ma si svuotano e tornano silenziosi quando i villeggianti ripartono, richiamati dal lavoro e dall’apertura delle scuole. Il lago di Auronzo o Santa Caterina, un anello di 6 chilometri pianeggiante e molto panoramico, con i due tipici punti panoramici: il ponte di Transacqua e le sue bandiere di tutto il mondo e poi il ponte in legno che ne collega le sponde.
Il lago di Antorno è probabilmente meno conosciuto, si incontra a 1.866 metri di quota e regala panorami suggestivi, oltre a riflettere le Tre Cime di Lavaredo. Il giro completo misura 500 metri, lungo ponticelli e passerelle. Da qui partono diverse escursioni, tra cui quella verso le Tre Cime di Lavaredo, l’anello del Monte Piana con le tracce della Grande Guerra o il percorso fino ai Cadini di Misurina. Ad appena 2 chilometri, si trova il lago di Misurina, in cui si riflettono anche il Sorapis, il Cristallo e i Cadini.


Ai piedi dei giganti
Chi vuole godersi questo autunno in bicicletta ha a disposizione la ciclabile che collega il lago di Auronzo a quello di Misurina. Un tracciato di grande impatto che misura intorno a 22 chilometri, con un dislivello di circa 923 metri. Una bellissima passeggiata, che strizza l’occhio alle e-bike per chi non fosse sufficientemente allenato.
Si parte dal ponte di Transacqua sul lago di Auronzo e si seguono i cartelli che di volta in volta indicano la posizione, il dislivello già affrontato e la distanza che manca all’arrivo. Trattandosi di un giro alla ricerca di colpi d’occhio e bellezza, vale davvero la pena approfittare delle aree di sosta, in cui si trovano tavoli in legno, le rastrelliere per le bici e anche delle tettoie per ripararsi dal sole o da eventuali scrosci di pioggia.
Subito dopo il ponte, lo sterrato si immerge nel verde senza grandi pendenze (circa 3,5 per cento) lungo il fondo della Val Ansiei. Si costeggia il corso del fiume, si supera il ponte di Malon e poi si raggiungono Taiarezze, Giralba, Val Marzon, Ponte Argentiera, Pralongo, Palus San Marco, fino alla Foresta di Somadida a 1.136 metri sul livello del mare.


Vacanza 100% naturale
L’inizio della seconda parte dell’itinerario è incorniciato da alberi altissimi. La pendenza inizia a salire, ma la bellezza del paesaggio distrae dalla fatica. Si superano Val Bona, il bivio Misurina e si arriva finalmente al lago di Misurina, davanti alla chiesetta di Col de Varda. Il panorama sul lago e le montagne è affascinante. A questo punto si può proseguire per le Tre Cime di Lavaredo, oppure tornare indietro fino al lago di Auronzo, seguendo lo stesso percorso dell’andata, ma godendosi tutta la discesa.
Una giornata nel segno dello slow tourism, fiore all’occhiello di un’area in cui la vacanza è relax grazie a paesaggi dominati dalla grandezza della natura. In autunno soprattutto. Non è la montagna delle grandi catene alberghiere, ma un paradiso al 100% naturale dove trovare la propria dimensione e il giusto ritmo, assaporare accoglienza e genuinità.







