Dall’Arena di Verona alle colline del Custoza, fino al fiume Mincio. La Ciclovia del Sole aggiunge un nuovo tassello al suo lungo itinerario attraverso l’Italia: 28 chilometri tra piazza Bra e Salionze, frazione di Valeggio sul Mincio, inaugurati il 9 ottobre. Un collegamento che attraversa cinque comuni veronesi e permette di scoprire in bicicletta un territorio dove città d’arte, vigneti e paesaggi rurali si susseguono nel giro di pochi chilometri.
L’opera, realizzata da Veneto Strade con un investimento complessivo di 10,8 milioni di euro, fa parte della Ciclovia del Sole, uno dei dieci itinerari del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche. La direttrice si inserisce inoltre nel progetto europeo EuroVelo 7, la Sun Route che attraversa il continente da nord a sud.
Non si tratta soltanto di aggiungere chilometri alla rete ciclabile, ma di rendere più continuo e riconoscibile un itinerario che può diventare una risorsa per il cicloturismo e, allo stesso tempo, per gli spostamenti quotidiani dei residenti.


Verso le colline del Custoza
Il nuovo collegamento parte dal cuore di Verona e attraversa i territori di Sommacampagna, Sona, Castelnuovo del Garda e Valeggio sul Mincio, fino a Salionze. La scelta del tracciato ha privilegiato le pendenze contenute, secondo le indicazioni ministeriali previste per le ciclovie turistiche nazionali.
A raccontare le caratteristiche dell’intervento è l’ingegnere Alberto Cuogo, funzionario di Veneto Strade e direttore dei lavori: «Abbiamo realizzato due tipologie di intervento: tratti completamente nuovi e tratti già esistenti che sono stati riqualificati. Su entrambi abbiamo lavorato anche con la segnaletica, per rendere il percorso riconoscibile e continuo».
Nel tratto cittadino di Verona sono state sfruttate soprattutto le infrastrutture ciclabili già presenti. Procedendo verso la campagna, invece, il paesaggio cambia e il percorso entra nell’area delle colline moreniche. «Sono state privilegiate pendenze minime – precisa l’ingegnere – come richiesto dalle indicazioni ministeriali per le ciclovie nazionali. Tra i tratti più belli ci sono sicuramente quello urbano di Verona e quello che attraversa le colline e i vigneti della provincia veronese».


La passerella sopra la tangenziale
Tra le opere più significative di questo segmento veneto della Ciclovia del Sole c’è la nuova passerella ciclopedonale lunga 40 metri che supera la tangenziale di Verona. Un’infrastruttura fondamentale per garantire la continuità del percorso in un punto dove la presenza della viabilità automobilistica avrebbe rappresentato un ostacolo importante.
Un’altra scelta progettuale riguarda i materiali utilizzati per le pavimentazioni, differenti a seconda del contesto attraversato. «Nel tratto urbano di Verona – continua – oltre ad aver utilizzato le infrastrutture esistenti, si è usato il conglomerato bituminoso per quelli nuovi. Nei tratti di campagna, invece, è stato posto il calcestruzzo drenante come previsto e approvato dalla conferenza dei servizi. Si tratta di un materiale che permette alle acque meteoriche di infiltrarsi, senza creare nuove superfici impermeabili, particolarmente adatto al contesto delle colline del Custoza».


Un investimento da 10,8 milioni
Il finanziamento complessivo di 10,8 milioni riguarda sia i lavori che tutte le spese annesse, dalla progettazione al collaudo e comprende 6 milioni di euro del PNRR, 2,1 milioni del Fondo Opere Indifferibili, 1,2 milioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 1,3 milioni della Regione Veneto e 200.000 euro del Comune di Sommacampagna.
«Un intervento che consente di rendere percorribile senza interruzioni il collegamento ciclabile da Verona a Firenze, inserendolo nella rete EuroVelo 7», ha dichiarato l’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici Diego Ruzza durante l’inaugurazione.
«Una volta completato – ha aggiunto l’assessore – il percorso della Ciclovia del Sole raggiungerà 390 chilometri, attraversando quattro Regioni, nove Province e più di 70 Comuni». Si tratta, di fatto, di una delle principali direttrici cicloturistiche italiane e permette di collegare Verona, Mantova, Bologna e Firenze.


L’incontro con la ciclabile del Mincio
Il nuovo tratto veronese termina a Salionze, dove si collega alla ciclabile del Mincio, uno degli itinerari più conosciuti e frequentati del cicloturismo italiano, che unisce Peschiera del Garda a Mantova.
Questo innesto amplia le possibilità di viaggio: chi parte da Verona può raggiungere il Mincio e scegliere se proseguire verso il lago di Garda oppure verso Mantova, entrando in una rete di itinerari già consolidata.
E’ proprio la capacità di collegare percorsi differenti uno dei punti sui quali insiste Elisa De Berti, consigliera regionale con delega alle Infrastrutture e all’Attuazione del Programma. «Si tratta di infrastrutture che mettono in collegamento territori, città e paesaggi diversi, sostenendo una mobilità alternativa e contribuendo allo sviluppo del cicloturismo», ha osservato De Berti, ricordando anche gli altri grandi assi ciclabili del Veneto: VenTo, Ciclovia del Garda, Trieste-Venezia e Ciclovia Adriatica, oltre alla Treviso-Ostiglia.


Il Veneto costruisce la sua rete
I numeri illustrati dalla Regione raccontano un progetto infrastrutturale più ampio. Sui 548 chilometri di ciclovie previsti nel programma veneto, 319 risultano ultimati, pari al 58 per cento. Veneto Strade ha lavorato complessivamente su 30 lotti, 18 dei quali già conclusi.
«L’obiettivo è proseguire su questa strada, completando, lotto dopo lotto, una rete sempre più capillare, sicura e connessa, capace di valorizzare i territori e offrire nuove opportunità di mobilità ai cittadini», ha concluso De Berti.
Per il cicloturista, intanto, i nuovi 28 chilometri rappresentano un’opportunità concreta. Si può partire dal centro storico di Verona, attraversare le colline del Custoza e raggiungere il Mincio senza dover costruire da zero un itinerario tra strade e collegamenti locali.







