Bicimparo, specchio del rapporto dei bambini con la biciBicimparo, specchio del rapporto dei bambini con la bici

| 10 Luglio 2026

Bicimparo, specchio del rapporto dei bambini con la bici

Bicimparo è un progetto che la Federciclismo porta avanti ormai da anni e che nel corso delle diverse stagioni ha coinvolto centinaia di bambini, a dare un senso diverso all’uso della bici. A insegnare loro come il divertimento sulle due ruote possa essere abbinato alla sicurezza e al rispetto delle regole. L’impegno di una federazione non è legato solo all’aspetto prettamente sportivo ma anche alla promozione e Bicimparo è l’iniziativa più importante in tal senso.

Il progetto ha vissuto quest’anno la quinta edizione. Non sono pochi coloro che ci lavorano, Giuseppe Bernardi è uno degli istruttori che ha trascorso tutto l’anno scolastico in giro per l’Italia, contattando scuole e dirigenti dei più diversi ambiti, fino all’appuntamento finale svoltosi nel quadro del Meeting Nazionale di Società a Viareggio. Chiuso l’anno scolastico, è tempo di bilanci.

Giuseppe Bernardi, uno degli istruttori che hanno svolto l'attività di Bicimparo
Giuseppe Bernardi, uno degli istruttori che hanno svolto l’attività di Bicimparo
Giuseppe Bernardi, uno degli istruttori che hanno svolto l'attività di Bicimparo
Giuseppe Bernardi, uno degli istruttori che hanno svolto l’attività di Bicimparo

«Questo è un progetto nato sei anni fa con la collaborazione della Ferrero, abbinandolo al format che loro hanno di Kinder Joy of Moving. Bicimparo è entrato a far parte del programma “Sicuri in Bicicletta”, inserito nella piattaforma Edustrada del Ministero dell’Istruzione e del Merito, rafforzando il legame tra scuola, sport e cultura della sicurezza. Da sei anni a questa parte ha avuto un’evoluzione particolare, cambiando anche la sua dinamica».

In quale maniera?

Il focus principale è quello che noi portiamo all’interno degli istituti scolastici. Le prime edizioni erano riservate ai tesserati FCI, quindi era privilegiato l’aspetto legato a chi già pratica il ciclismo, si facevano delle attività di abilità per le categorie giovanissimi. Adesso il progetto si è strutturato in maniera più indirizzata verso quelle che sono le informazioni da portare all’interno degli istituti scolastici ai bambini delle scuole elementari sulla sicurezza stradale, il corretto uso della bicicletta e di conseguenza anche tutte le norme e le regole da seguire sulla mobilità stradale.

La Polizia Stradale è pienamente coinvolta nel progetto Bicimparo, insegnando ai bambini come pedalare sicuri
La Polizia Stradale è pienamente coinvolta nel progetto Bicimparo, insegnando ai bambini come pedalare sicuri
La Polizia Stradale è pienamente coinvolta nel progetto Bicimparo, insegnando ai bambini come pedalare sicuri
La Polizia Stradale è pienamente coinvolta nel progetto Bicimparo, insegnando ai bambini come pedalare sicuri
Siete soli nello svolgere questo compito?

No, da tre anni a questa parte è affiancata a noi anche la Polizia Stradale che ci segue in tutto il tour che facciamo, di solito intorno ai mesi di marzo/aprile. Il progetto Bicimparo si struttura in questo modo: la mattina facciamo questi incontri con istituti scolastici selezionati. Facciamo una tappa per ogni regione, i comitati regionali e le scuole di ciclismo regionali individuano di volta in volta un istituto scolastico e una località dove svolgiamo la nostra attività.

Come sono strutturate le lezioni?

Al mattino con la Polizia Stradale facciamo attività teoriche all’interno dell’aula e pratiche fuori, quindi facciamo anche provare la bicicletta ai bambini con i tecnici della Federazione. Noi facciamo tutta la parte didattica sull’utilizzo della bicicletta, il posizionamento, l’utilizzo dei freni, come si guida e poi tutto quello che è legato alle regole stradali, quindi dove si deve circolare, quali sono le indicazioni principali da riportare a casa e soprattutto anche da trasferire a volte ai genitori.

L'attività si è svolta in tutte le regioni. Qui i bambini davanti al Duomo di Reggio Calabria
L’attività si è svolta in tutte le regioni. Qui i bambini davanti al Duomo di Reggio Calabria
L'attività si è svolta in tutte le regioni. Qui i bambini davanti al Duomo di Reggio Calabria
L’attività si è svolta in tutte le regioni. Qui i bambini davanti al Duomo di Reggio Calabria
Com’è il rapporto con loro?

E’ emerso molto spesso che alcuni comportamenti scorretti poi i ragazzini li apprendono proprio dai genitori. Ad esempio non passare sulle strisce pedonali con la bicicletta oppure non rispettare alcuni segnali e quindi per apprendimento i bambini riportano poi quella metodica del guidare. La presenza istituzionale degli agenti della Polizia Stradale fa sì di che possiamo rafforzare il messaggio e quindi dare più valenza a quello che andiamo a trasferire.

Dal punto di vista pratico?

Gli facciamo provare quello che è l’utilizzo della bicicletta in percorsi con segnali stradali, sempre con la presenza della polizia, per far capire quali possono essere anche le conseguenze non rispettandoli, quindi facciamo vedere filmati ovviamente adatti alle fasce di età, per fargli capire proprio qual è l’obiettivo e devo dire che sono molto entusiasti.

Al mattino si svolgevano le lezioni in aul, al pomeriggtio test di abilità per le finali di Viareggio
Al mattino si svolgevano le lezioni in aula, al pomeriggio test di abilità per le finali di Viareggio
Al mattino si svolgevano le lezioni in aul, al pomeriggtio test di abilità per le finali di Viareggio
Al mattino si svolgevano le lezioni in aula, al pomeriggio test di abilità per le finali di Viareggio
Nell’analisi dei vostri viaggi che cosa è emerso?

Abbiamo riscontrato una nota dolente, negativa, che può essere sicuramente migliorata facendo questi progetti: molti bambini non sanno andare in bicicletta, anche in fasce di età avanzate. Parliamo di bambini di quinta elementare piuttosto che di prima media e questo ci farà riflettere sul fatto che insegnare ad andare in bicicletta è la cosa principale da dover portare in questi contesti.

C’è anche un aspetto più ludico?

Sì, la giornata si sviluppa anche nel pomeriggio, mantenendo anche un aspetto un po’ più tecnico legato a quelle che sono invece le attività per i tesserati della Federazione Ciclistica. Allestiamo delle prove di abilità legate a una selezione di una rappresentativa regionale che si va a contendere il titolo nazionale di Abilità Italia alla finale svoltasi a Viareggio.

Gli istruttori della FCI al lavoro. Bicimparo è giunto alla sua quinta edizione e ha in programma altre evoluzioni
Gli istruttori della FCI al lavoro. Bicimparo è giunto alla sua quinta edizione e ha in programma altre evoluzioni
Gli istruttori della FCI al lavoro. Bicimparo è giunto alla sua quinta edizione e ha in programma altre evoluzioni
Gli istruttori della FCI al lavoro. Bicimparo è giunto alla sua quinta edizione e ha in programma altre evoluzioni
Dove avete svolto la vostra attività?

Quest’anno abbiamo praticamente coperto tutte le regioni d’Italia, le località ci venivano segnalate dai comitati regionali, scegliendo città dove c’è la presenza sul territorio anche di strutture adeguate, quindi scuole di ciclismo certificate. L’obiettivo è anche far trasferire i ragazzini che coinvolgiamo all’interno degli istituti scolastici, all’interno delle nostre strutture, in modo che facciano ciclismo e soprattutto lo facciano con tecnici certificati dalla Federazione. Abbiamo svolto 21 tappe, perché Trentino e Alto Adige sono considerati entità diverse. L’unica regione che non abbiamo toccato è il Molise, che attualmente non ha strutture adeguate per poter svolgere questo tipo di progetto.

C’è qualche idea che state valutando per la prossima edizione di Bicimparo, visto che adesso siamo d’estate, quindi la scuola deve riprendere per il prossimo anno?

Sì, vorremmo potenziare il format inserendo anche format diversi come “Sicuri in bicicletta” che curiamo ormai da qualche anno, al quale molti istituti scolastici possono aderire, un progetto già inserito sulla piattaforma ministeriale dell’educazione stradale proprio per rafforzare questo messaggio. Cerchiamo di portare un po’ più su il progetto verso una fase promozionale piuttosto che su una fase di attività agonistica, ma vorremmo mantenere entrambe le formule ben vive.

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