World Travel In 360, mappatura e georeferenziazione, Google Maps Street View, foto, ciclabili mappateWorld Travel In 360, mappatura e georeferenziazione, Google Maps Street View, foto, ciclabili mappate

| 21 Agosto 2026

Debetto e World Travel in 360: le ciclovie su Google Street View

Google Street View è lo strumento che tutti usiamo quando vogliamo scendere dal “satellite” alla vista stradale di un punto geografico di Google Maps. Ma non serve soltanto per esplorare strade e città perché la stessa tecnologia può essere utilizzata anche dove le automobili di Google non arrivano: sentieri, percorsi escursionistici e soprattutto… ciclovie. E’ il campo nel quale si è specializzata World Travel in 360, società di cui Federico Debetto è proprietario e fondatore, che utilizza immagini a 360 gradi per mappare gli itinerari e renderli percorribili virtualmente su Google Maps.

Un’applicazione particolarmente interessante per il cicloturismo, perché permette di conoscere un percorso prima ancora di raggiungerlo. «E’ lo stesso Street View, con lo stesso metodo di cattura di quello realizzato in auto. Noi lo facciamo in bici oppure a piedi. Utilizziamo una telecamera ad altissima risoluzione, da 11K: per dare un’idea tecnica cattura 9 GB di dati al minuto», spiega Debetto.

World Travel In 360, mappatura e georeferenziazione, Google Maps Street View, foto, ciclabili mappate
Federico Debetto, CEO e founder di World Travel In 360, alla scorsa Fiera del Cicloturismo di Padova
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Federico Debetto, CEO e founder di World Travel In 360, alla scorsa Fiera del Cicloturismo di Padova

Dalla sella a Google Maps

Il procedimento comincia sul campo. I ciclisti di World Travel in 360 percorrono fisicamente la ciclovia con una speciale attrezzatura che registra immagini e dati. Il materiale viene successivamente elaborato insieme alle informazioni satellitari relative a posizione e altitudine e quindi inviato a Google.

Quando un percorso non è ancora presente online può essere tracciato; più frequentemente si interviene invece su itinerari già esistenti ma frammentati, collegando le diverse sezioni per ottenere una navigazione continua.

«Di solito noi andiamo dove non va Google – continua Debetto – dove finiscono le immagini di Google iniziano le nostre. Abbiamo un team di ciclisti, ragazzi giovani e allenati, che percorrono gli itinerari con la loro bici e con uno zaino particolare, progettato da noi insieme a Google appositamente per questo lavoro. Alla fine abbiamo il dato grezzo, che viene elaborato e successivamente messo online».

Il lavoro viene generalmente commissionato dagli Enti che gestiscono o promuovono l’infrastruttura: Regioni, Province, Comuni ed enti turistici individuano i percorsi sui quali intervenire e World Travel in 360 realizza le riprese.

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Zaino in spalla e pedalare. Una bici a pedalata assistita in questi casi aiuta assai
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Zaino in spalla e pedalare. Una bici a pedalata assistita in questi casi aiuta assai

Il vantaggio? La pianificazione

Per il cicloturista il vantaggio va oltre la semplice possibilità di guardare un bel panorama. Street View consente di verificare concretamente le caratteristiche dell’itinerario: fondo, larghezza, incroci, presenza di protezioni e continuità della sede ciclabile. E’ un po’ quello che succede con il Live View di Komoot, solo che lì si ha una foto, qui una serie intera di scatti.

«Immaginate di essere turisti stranieri – Debetto piazza un esempio calzante – magari tedeschi e di voler fare un giro con un bambino di quattro o cinque anni. Come fate a sapere se quel percorso è fruibile anche per lui? Su Google Maps potete vedere se c’è un parapetto oppure se l’intero percorso è effettivamente in sede protetta».

La mappatura diventa così anche uno strumento di promozione. Un territorio non si limita a dichiarare di possedere una ciclovia, ma permette al potenziale visitatore di entrarci virtualmente e valutarla prima di prenotare il viaggio.

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Dove si può transitare con i mezzi motorizzati, la fotocamera viene montata sul tettuccio
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Dove si può transitare con i mezzi motorizzati, la fotocamera viene montata sul tettuccio

La chicca dell’Isola d’Elba

Uno dei casi più significativi realizzati da World Travel in 360 è quello dell’Isola d’Elba. Il progetto risale al 2018 e ha interessato oltre 400 chilometri tra sentieri e percorsi ciclabili.

«L’Isola d’Elba è stata la nostra chicca in Italia. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con un prototipo di telecamera che allora avevamo soltanto noi e abbiamo realizzato una mappatura territoriale completa. L’Elba ha investito una volta nel creare il progetto nel 2018 e ora sta continuando a goderne i frutti senza doverci investire nuovamente. Oggi siamo oltre i 25 milioni di visite».

Naturalmente una mappatura digitale non è immutabile. Se durante l’inverno una frana interrompe un percorso, viene realizzata una variante o nasce un nuovo tratto, è possibile tornare sul posto e aggiornare soltanto la sezione interessata.

Il lavoro di World Travel in 360 si svolge molto all’estero (non a caso il sito è in lingua inglese), ma tra le esperienze italiane Debetto ricorda anche la Ciclovia di Dante tra Firenze e Ravenna, alcuni sezioni della Treviso-Ostiglia ed un tratto ciclabile della Via Francigena in Val di Susa.

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E questo è il risultato finale su Google Street View. Qui siamo sulla Ciclovia di Dante
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E questo è il risultato finale su Google Street View. Qui siamo sulla Ciclovia di Dante

Galeotto fu lo zaino…

World Travel in 360 nasce nel lontano 2001 come web agency, mentre l’avvicinamento a Street View arriva diversi anni dopo quasi per caso. Nel 2013 Debetto vede un operatore di Google muoversi a piedi con l’attrezzatura utilizzata per realizzare le immagini panoramiche.

Ho visto l’operatore con lo zaino ufficiale di Google – ricorda Debetto – e ho pensato: quest’uomo ha il lavoro più bello del mondo, lo pagano per andare in giro con questo zaino. Ho cercato di capire come poter fare la stessa cosa».

L’attività è partita dalle immagini Street View degli interni di alberghi, ristoranti e altre attività commerciali, per poi spostarsi progressivamente verso la promozione territoriale e gli itinerari outdoor.

World Travel In 360, mappatura e georeferenziazione, Google Maps Street View, foto, ciclabili mappate
Alcuni tratti vengono mappati anche a piedi ma ne possono giovare anche i ciclisti
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Alcuni tratti vengono mappati anche a piedi ma ne possono giovare anche i ciclisti

Per la promozione del cicloturismo

L’esperienza di Debetto evidenzia però anche una difficoltà italiana: la frammentazione delle competenze sulle infrastrutture ciclabili. Una grande ciclovia può attraversare più Regioni e coinvolgere numerosi enti, rendendo complicata persino la costruzione di una rappresentazione digitale uniforme.

«Il problema era, e credo in parte sia ancora, la mancanza di una mappatura nazionale delle ciclabili. Ogni Regione conosce la propria rete, ma mancava (manca, potremmo dire, ndr) un coordinamento nazionale».

Anche per questo, strumenti globali come Google Maps possono contribuire alla promozione del cicloturismo e, secondo Debetto, l’interesse continua a crescere: «Ci sono sempre più ciclisti. Anche l’avvento delle e-bike ha avvicinato alla bicicletta persone che prima pedalavano poco e c’è soprattutto un’attenzione crescente verso il turismo eco, il walking e il biking».

Prima si costruisce e si mantiene una buona ciclovia, dunque. Poi la si può raccontare. E oggi quel racconto può iniziare su uno schermo, consentendo al futuro cicloturista di percorrerla virtualmente prima di affrontarla davvero.

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