Corse a tappe gravel in Italia non c’erano. Tante gare su distanze proibitive da fare tutte d’un fiato o fermandosi quando si può, ma le gare a tappe sono un’altra cosa. Luca Massa ci ha pensato un po’ e all’inizio dell’anno si è messo al lavoro, mettendo in strada la prima edizione della Sardinia Gravel Race. Quattro tappe nell’area di Oristano dove lo scorso anno lo stesso organizzatore sardo condusse in porto una prova di Coppa del mondo di ciclocross.
Si è svolta da giovedì a domenica scorsi ed è stata un successo che ha spinto Massa a bloccare la data anche per il prossimo anno e ad annunciare l’apertura anticipata delle iscrizioni a inizio novembre, per avere un prezzo ridotto e spalmare la spesa con utile ancicipo.
«L’idea nasce dal voler creare un evento di riferimento a livello europeo – racconta Massa – qualcosa che possa attirare gente per più giorni, perché probabilmente nessuno verrebbe in Sardegna per uno solo, visto che gare gravel ce ne sono dovunque. E poi volevamo dare continuità sul territorio a quello che era stata la Coppa del mondo. E’ stato un evento bello, piaciuto molto a tutti. Nessuno si è lamentato, era strutturato bene anche a livello di tappe, perché a parte una un po’ dura, le altre erano alla portata di tutti».


La gara e il territorio
La gara, dunque, come pretesto per scoprire il territorio. Il gravel è anche questo, bici.STYLE ne ha fatto la chiave di accesso a molte zone sconosciute che sulla bici si riescono a scoprire alla grande.
Il vincitore della classifica finale è stato Francesco Bettini, in maglia Airwerks Racing Team. Tra le donne invece successo di Matilde Molo della MG.K Vis-Promotech. Quattro giornate di gare caratterizzate da percorsi e fondi differenti e da una partecipazione internazionale, con atleti provenienti da dieci Paesi. Fin dal lancio, fanno presente dal comitato organizzatore, la Sardinia Gravel Race è stata pensata come una gara capace di coniugare ciclismo, territorio e turismo outdoor.
«La Sardinia Gravel Race – ha commentato Salvatore Cau, consigliere della Regione Autonoma della Sardegna – ha rappresentato un’importante occasione per raccontare la Sardegna attraverso lo sport, mettendo insieme competizione, scoperta del territorio e promozione di un modo diverso di vivere la Sardegna, attraverso percorsi che attraversano campagne, aree rurali, costa e paesaggi di grande pregio.
«Come Regione abbiamo sostenuto questo progetto perché crediamo nella capacità dello sport di generare occasioni di conoscenza e di attrazione anche al di fuori dei tradizionali circuiti turistici e dei mesi estivi. La prima edizione ha mostrato le potenzialità di un evento che può crescere e consolidarsi, rafforzando il ruolo dell’Oristanese e della Sardegna nel panorama del cicloturismo e del turismo outdoor».


I tour operator dall’estero
Luca Massa non aveva dubbi che avrebbe funzionato, ma gli attestati di stima ricevuti hanno spinto lui e la sua Crazy Wheels a crederci ancora di più.
«La Regione Sardegna – spiega – ha partecipato come contributo per la valorizzazione del territorio, come turismo. Sono stato contento di averli coinvolti, perché il bello e la portata di questi eventi si capiscono soltanto andando sul campo di gara. Evidentemente il lavoro fatto con la Coppa del mondo ha lasciato il segno, perché subito dopo la Sardinia Gravel Race, ho ricevuto tante richieste soprattutto dall’estero, da tour operator che ci hanno contattati per sapere se la gara si farà anche nel 2027 e se in questo caso ci sia la possibilità di collaborare.
«Questo è importante, perché vogliamo lavorare con chi viene dall’estero, chiaramente anche con quelli della penisola, perché qua da noi ancora non c’è la cultura del gravel. Non mi ha stupito che ci fossero 20 stranieri e solo 5 sardi».


Cercasi formula innovativa
E’ un territorio che toglie il fiato ed è per questo che Luca Massa si sta spremendo per individuare una formula tecnica che permetta ai partecipanti che, per un qualsiasi motivo, dovessero non concludere un giorno di gara, di riprendere regolarmente il via il giorno dopo.
«Con il gravel – dice – riesci veramente a coinvolgere tutti, per questo mi piacerebbe che nessuno venisse escluso dalla gara, se per esempio ha avuto un guasto meccanico. Una cosa che vorrei correggere per il prossimo anno è proprio questo, una formula che permette anche a chi resta fuori dalla classifica generale di partecipare a qualcosa di collaterale, che sia comunque fuori classifica dall’evento.
«Abbiamo avuto delle richieste da chi chiedeva di partecipare a una giornata sola oppure a due, senza intaccare la formula della cosa a tappe che tanti hanno apprezzato».




Il turismo e la bicicletta
Partecipare a una tappa e non all’altra, approfittando del giorno libero per esplorare. Al netto del successo della gara, la richiesta da parte dei tour operator lascia immaginare la possibilità di pacchetti settimanali, con la gara come ciliegina conclusiva.
«Il gravel consente di vivere i luoghi in maniera diretta – conferma Antonio Franceschi, Assessore allo Sport del Comune di Oristano – e in questi quattro giorni abbiamo visto una gara capace di unire competizione, paesaggio e turismo outdoor. La presenza di atleti provenienti da diversi Paesi ha dato alla manifestazione una dimensione internazionale e ha portato Oristano dentro un circuito nuovo, quello del turismo legato alla bicicletta e alle esperienze all’aria aperta.
«Anche la scelta di settembre si è rivelata coerente con l’obiettivo di costruire occasioni di attrazione al di fuori dei mesi estivi. E’ un’esperienza sulla quale vale la pena continuare a lavorare, mettendo a sistema sport, promozione turistica e valorizzazione del territorio».




Il cuore nel camping
Cuore di Sardinia Gravel Race è stato il camping Spinnaker, un villaggio turistico sulla marina di Oristano, che fino ad agosto è stato ostaggio dei bagnanti. Gli iscritti hanno trovato il loro alloggio, la parte logistica degli organizzatori, il ristorante, il bar e tutto quello che è servito per lo svolgimento dell’evento.
«Chi è arrivato là – racconta Massa – ha parcheggiato l’auto il mercoledì e l’ha ripresa la domenica sera. E’ stato proprio una comodità. Si partiva da là e poi c’era un trasferimento fino alla partenza. Il prossimo anno sarà la stessa cosa, ma non sono ancora sicuro se sarà nella stessa location perché abbiamo diverse richieste e stiamo valutando. Però il format deve restare questo, la gente deve avere un punto di riferimento per alloggio, mangiare e ogni necessità.


«La sola differenza per il prossimo anno sarà che faremo un giorno in meno. La partenza di giovedì ha creato problemi a chi ha dovuto prendersi le ferie. Così l’idea è che si imbarchino il giovedì sera, il venerdì mattina arrivino e la prima tappa si potrebbe fare il venerdì pomeriggio, magari facendo due semitappe la domenica».
A ottobre 2027
L’avventura della Sardinia Gravel Race proseguirà anche nel 2027. La prossima edizione è già inserita nel calendario internazionale dell’UCI e si svolgerà venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 ottobre 2027. Ai primi di novembre sarà messa in vendita una prima quota di iscrizioni a prezzo ridotto.







