Alle Mura Aureliane una ciclabile speciale. Roma sta cambiando?Alle Mura Aureliane una ciclabile speciale. Roma sta cambiando?

| 19 Luglio 2026

Alle Mura Aureliane una ciclabile speciale. Roma sta cambiando?

Quando c’è da parlare di una nuova pista ciclabile in città, spesso emergono difficoltà, critiche, distinguo. A maggior ragione se siamo in una metropoli, figurarsi quindi se si tratta di Roma, dove gli spostamenti sono sempre un terno al lotto. Ma qualcosa si muove ed è anche all’insegna dell’originalità. Nei giorni scorsi è stata inaugurata la ciclabile delle Mura Aureliane che si distingue per molte ragioni, a cominciare da tempi di realizzazione davvero ristretti, probabilmente da primato per una realtà come quella capitolina. Ma le novità non riguardano solo questo.

Per entrare nello specifico abbiamo chiesto lumi all’Assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patané responsabile dell’intero piano di investimenti per il trasporto pubblico, pronto ad affrontare una realtà così complessa anche con idee originali.

Eugenio Patané, avvocato di 49 anni e Assessore alla Mobilità del Comune di Roma dal 2021
Eugenio Patané, avvocato di 49 anni e Assessore alla Mobilità del Comune di Roma dal 2021
Eugenio Patané, avvocato di 49 anni e Assessore alla Mobilità del Comune di Roma dal 2021
Eugenio Patané, avvocato di 49 anni e Assessore alla Mobilità del Comune di Roma dal 2021

«Questa è una delle ciclabili che è stata pensata all’interno di quelle finanziate dal PNRR, quindi sono ciclabili che devono avere determinate caratteristiche, legate soprattutto alla necessità di riconnessione di ciclabili esistenti o di hub di trasporto. Questa collega l’hub Ostiense con Porta Metronia e a tutta una serie di connessioni, considerando che Ostiense è un epicentro di attività, dove abbiamo la Roma Lido, la linea metro B, i treni, i tram con poi la metro C che è la fermata di Porta Metronia e con un pezzo pedonale che abbiamo realizzato recentemente, laddove c’erano i cantieri della metro C che avevano occupato il suolo pubblico per 10 anni su viale Ipponio».

Perché era quindi così importante questa ciclabile?

Perché significa sostanzialmente avere un collegamento ciclabile tra hub di trasporto che altrimenti non potrebbero dialogare, serve a snellire il traffico e l’afflusso di persone. La pista ciclabile costa circa un milione e ottocentomila euro e prosegue lungo il percorso esistente delle Mura Aureliane. E’ particolarmente importante perché si inserisce in un anello che poi connette diverse ciclabili e itinerari radiali.

Il cantiere dei lavori per la pista ciclabile, realizzata nel tempo record di sei mesi
Il cantiere dei lavori per la pista ciclabile, realizzata nel tempo record di sei mesi
Il cantiere dei lavori per la pista ciclabile, realizzata nel tempo record di sei mesi
Il cantiere dei lavori per la pista ciclabile, realizzata nel tempo record di sei mesi
Quanto tempo avete impiegato per la costruzione?

La costruzione è partita circa sei mesi fa ed è praticamente finita. Mancano alcuni piccoli tratti, ma ormai è finita e crediamo che tempi così ristretti siano un fiore all’occhiello, la dimostrazione che con la volontà si possono fare grandi cose. Questo pezzo si integra con il parco lineare delle Mura, che è un progetto molto importante inserito nell’ambito dei “100 parchi per Roma”. Lungo le mura noi avremo da un lato la parte che realizzerà l’Assessorato all’Ambiente con la riqualificazione delle mura in quanto tali, la messa in sicurezza, la riqualificazione di tutta la parte verde, dall’altro la pista ciclabile.

La pista ha una posizione originale, fra i marciapiede e i parcheggi per auto, il che la rende più sicura
La pista delle Mura Aureliane ha una posizione originale, fra i marciapiede e i parcheggi per auto, il che la rende più sicura
La pista ha una posizione originale, fra i marciapiede e i parcheggi per auto, il che la rende più sicura
La pista delle Mura Aureliane ha una posizione originale, fra i marciapiede e i parcheggi per auto, il che la rende più sicura
Del progetto colpisce particolarmente il fatto che la pista è costruita tra il marciapiede e i parcheggi, quindi senza toccare la circolazione delle auto, una soluzione completamente innovativa. Può essere adottata anche per altre piste ciclabili a Roma?

Teoricamente sì, ma le scelte progettuali sono molto legate alle condizioni specifiche di quel determinato tracciato, perché noi abbiamo una situazione davvero differenziata tra le varie strade di Roma. E’ come se avessimo tante Rome diverse: la Roma del centro storico, quella appena fuori le mura, quella dell’Ottocento con grandi viali, quella degli anni Sessanta e Settanta delle cooperative fino a quella ovviamente degli anni 2000. Ognuna di queste epoche disegna una sezione stradale diversa con degli asset diversi.

Che cosa bisogna fare allora?

La soluzione progettuale sulle diverse piste ciclabili ovviamente la devi pensare nell’ambito della situazione che trovi. Questa è stata una soluzione che noi riteniamo adeguata per quel tipo di via. Ma se guardiamo ad esempio alla ciclabile di San Gregorio, ci si accorge che la soluzione è completamente diversa. Questo tipo di soluzioni sono sicuramente positive, ma vanno verificate, anche perché tu potresti avere delle esigenze diverse.

La pista ciclabile costeggia le Mura Aureliane per un chilometro, da Ostiense a Porta Metronia
La pista ciclabile costeggia le Mura Aureliane per un chilometro, da Ostiense a Porta Metronia
La pista ciclabile costeggia le Mura Aureliane per un chilometro, da Ostiense a Porta Metronia
La pista ciclabile costeggia le Mura Aureliane per un chilometro, da Ostiense a Porta Metronia
In questo caso a che cosa si è pensato?

La pista ciclabile fa due cose: mette in sicurezza il viaggio dei ciclisti e allo stesso tempo regala più sicurezza stradale anche ai veicoli e ai pedoni, perché ovviamente la riduzione della carreggiata significa minore velocità e significa anche un minor tratto di attraversamento della strada. Noi abbiamo delle strade anche in centro storico, penso a via del Teatro Marcello, dove ci sono circa 50 metri di attraversamento pedonale: più largo è l’attraversamento, peggiore è la sicurezza stradale in quel punto, tanto è vero che poi lì ci sono morte delle persone.

A che punto è lo sviluppo del Biciplan romano, il cui progetto è di portarlo a 1.500 chilometri per il 2035?

Il Biciplan deve essere approvato. Noi l’abbiamo presentato alle associazioni insieme al sindaco Gualtieri, poi abbiamo iniziato un periodo di partecipazione, dove sono arrivati circa 1.200 emendamenti, che nell’80 per cento chiedono di fare più piste ciclabili di quelle che il Biciplan individua. Noi partivamo da circa 320 chilometri di piste ciclabili, di cui 100 erano nei parchi e noi chiuderemo questo mandato elettorale con circa 140 chilometri in più, passando a circa 460, a questi poi dovranno essere aggiunti altri 40 sui quali stiamo lavorando, cioè stiamo materialmente facendo i progetti. Per inizio 2028 potremmo arrivare anche a 500 chilometri effettivi dei 1.500 previsti.

Sin dal suo primo giorno, la ciclabile delle Mura Aureliane è stata subito percorsa da bici, mostrando la sua utilità
Sin dal suo primo giorno, la ciclabile delle Mura Aureliane è stata subito percorsa da bici, mostrando la sua utilità
Sin dal suo primo giorno, la ciclabile delle Mura Aureliane è stata subito percorsa da bici, mostrando la sua utilità
Sin dal suo primo giorno, la ciclabile delle Mura Aureliane è stata subito percorsa da bici, mostrando la sua utilità
Tornando un attimo alla ciclovia delle Mura Aureliane, qual è stata la risposta della cittadinanza proprio a proposito della formula che avete scelto, quella di non collegare direttamente la pista ciclabile con la carreggiata delle auto?

Quando parli con i ciclisti sono nella maggior parte dei casi molto contenti delle nuove piste, soprattutto quando la pista ha una sua dignità, con la sua imponenza anche bidirezionale, in alcuni casi protetta dal cordolo, fa il suo lavoro. Dall’altro però questa visione spacca: c’è una parte che è molto favorevole e un’altra parte che vede invece di dare priorità ad altri ambiti: il posto auto, una corsia carrabile più larga, eccetera. Tutte opinioni legittime. Noi siamo però in presenza di una città autocentrica, con un numero di autovetture che non sono necessarie all’utilizzo quotidiano e alle necessità delle persone e quindi è evidente che qualcosa dobbiamo cambiare.

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