Padova e la sua rivoluzione green, a misura di biciPadova e la sua rivoluzione green, a misura di bici

| 15 Marzo 2026

Padova e la sua rivoluzione green, a misura di bici

Il progetto legato alla circolazione intermodale di Padova va avanti a piena velocità. Avevamo già avuto modo di occuparcene quando c’erano stati i primi riscontri, ma da allora molto è cambiato perché si è spinto soprattutto proprio sul tema dell’intermodalità, ossia investendo sull’uso della bici unito a quello dei mezzi pubblici.

La nuova frontiera di Padova è legata all'intermodalità, per incentivare a lasciare l'auto a casa
La nuova frontiera di Padova è legata all’intermodalità, per incentivare a lasciare l’auto a casa
La nuova frontiera di Padova è legata all'intermodalità, per incentivare a lasciare l'auto a casa
La nuova frontiera di Padova è legata all’intermodalità, per incentivare a lasciare l’auto a casa

Una metamofosi lenta ma costante nel tempo

Quella che Padova sta vivendo è una vera, lenta metamorfosi, con l’obiettivo di ridurre sempre di più l’impatto delle auto per ridare spazio alle persone, all’ambiente, all’aria pulita. Paladino di questa scelta è l’Assessore alla Mobilità Andrea Ragona.

«Noi abbiamo cercato di lavorare su tutti i fronti – spiega – pensando che la questione dell’intermodalità sia la più premiante per i nostri obiettivi. Abbiamo sviluppato tutti i progetti che possono sviluppare l’intermodalità di tutti i tipi, vedendola dal punto di vista di chi arriva in bicicletta, sviluppando la rete tranviaria e quindi permettendo anche ai residenti al di fuori del Comune di Padova di raggiungere un parcheggio scambiatore, lasciare la bici e muoversi col mezzo pubblico».

E’ un sistema ad ampio raggio, con una capacità di muovere qualcosa come 144 mila passeggeri al giorno attraverso un investimento sulla mobilità sostenibile che tocca il mezzo miliardo di euro, un’opera mastodontica, la più grande per la città dal dopoguerra in poi: «Nel progetto è previsto in centro un nuovo parcheggio custodito, per dare modo di poter lasciare la bicicletta, magari costosa, in un luogo tutelato. E poi c’è anche un’intermodalità al contrario, di chi viene non in bici ma potrebbe utilizzarla per muoversi in città, quindi noleggiandola, infatti stiamo rinnovando il servizio di bikesharing».

Andrea Ragona, eletto nel 2020 in una lista civica e Assessore all’Urbanistica, Mobilità, Ciclabilità e Ambiente
Andrea Ragona, eletto nel 2020 in una lista civica e Assessore all’Urbanistica, Mobilità, Ciclabilità e Ambiente

L’ottimo rapporto col traffico locale

Tutto questo lavoro è legato anche alla volontà di ridurre il traffico veicolare. Anche Padova, come tutta la Pianura Padana, soffre cronicamente di una cattiva qualità dell’aria e il progetto cittadino è teso a dare un’inversione di tendenza.

«Oggi siamo in una fase un po’ delicata – prosegue – al picco dei lavori per le due nuove reti tramviarie, quindi è un po’ difficile riuscire a vedere risultati tangibili, ma guardando in prospettiva la bontà dell’idea è evidente. Teniamo presente che se andiamo a vedere gli indici della ricerca sul traffico che pubblica ogni anno la TomTom, Padova ha una velocità di spostamento e dei livelli di congestione che sono fra i migliori nelle 25 città italiane prese in esame.

«Poi ovviamente ognuno nella propria città vede i propri problemi, quindi il fatto che siano peggio in un’altra città non vuol dire di per sé che vada bene, ma sicuramente aiuta a intravedere il contesto e a fare delle valutazioni. Padova poi si sta molto caratterizzando dal punto di vista ciclistico, non dimentichiamo che vince da tre anni consecutivi il Giretto d’Italia, la campagna di Legambiente che valuta gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola».

Uno degli impegni dell'amministrazione comunale è spingere sempre più sul bike sharing
Uno degli impegni dell’amministrazione comunale di Padova è spingere sempre più sul bike sharing
Uno degli impegni dell'amministrazione comunale è spingere sempre più sul bike sharing
Uno degli impegni dell’amministrazione comunale di Padova è spingere sempre più sul bike sharing

Una cultura in continua evoluzione

Tra l’altro la città ospiterà anche la Fiera del Cicloturismo, ma tutto ciò pone una domanda: è anche un discorso di cultura ambientale e ciclistica nella fattispecie che la cittadinanza ha o che va ancora inculcata in chi vive a Padova e nelle zone limitrofe? «E’ una buona base, ma si può sicuramente lavorare in tal senso. Si vede sensibilmente crescere questo flusso cicloturistico, ad esempio e rientra in quel discorso fatto prima di matrimonio fra le due ruote e gli altri mezzi.

«Intanto vediamo che il flusso cicloturistico non è solo italiano, vediamo tantissime presenze mitteleuropee. Si può anche valutare il fatto che può esserci un turismo non solo che viene in bici, ma che viene con altri mezzi di trasporto e poi usa la bici per visitare Padova  e la sua provincia. Ad esempio i Colli Euganei in bicicletta, una pedalata di un’ora o poco più, quindi accessibile a tutti ma che rappresenta un fiore all’occhiello».

Abbinare bici e mezzi pubblici è fondamentale anche per portare gente in città dalla provincia
Abbinare bici e mezzi pubblici è fondamentale anche per portare gente in città dalla provincia
Abbinare bici e mezzi pubblici è fondamentale anche per portare gente in città dalla provincia
Abbinare bici e mezzi pubblici è fondamentale anche per portare gente in città dalla provincia

La bici non ha colore politico…

In questa politica di allargamento al mondo “green”, puntato soprattutto sul discorso ciclistico, c’è convergenza di vedute fra le varie parti politiche? «Bisognerebbe chiederlo agli altri, ma secondo me è un tema trasversale. Io sono certo che chi usa la bicicletta non deve pensarla per forza in una certa maniera politica. Uno oggi usa la bicicletta perché è un mezzo comodo. Io dico che la bicicletta è qualcosa di trasversale, che non ha una specifica veste politica, è solo una scelta giusta».

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