“Pedala a Ponente” ora è realtà. Una rete costruita appositamente per i cicloturisti, che mette insieme ben 24 comuni, la maggior parte dei quali appartiene alla provincia di Savona e che rappresenta una prima assoluta per la Liguria. E’ vero che parliamo di una regione che si sta muovendo in maniera forte da anni nel mondo del turismo sulle due ruote considerando le tante ciclovie e piste ciclabili che la contraddistinguono, ma questo progetto ha molte promesse anche perché è inserito in un quadro molto più ampio e per certi versi sorprendente.


Un progetto che coinvolge i Sindaci
In totale ci sono oltre 30 percorsi disponibili, coinvolgendo Comuni di Savona ma anche di Imperia con una propaggine anche nel Cuneese. A spiegare il tutto è chi questo progetto lo ha ideato e lanciato attraverso la sua società Onirica Srl con sede a Provaglio d’Iseo (BS), Massimo De Sanctis.
«Da quando abbiamo effettuato la presentazione del progetto Pedala a Ponente – racconta De Sanctis – siamo già saliti di una unità e probabilmente diventeranno 27 i Comuni coinvolti nel giro di poche settimane. Noi stiamo realizzando questa strategia da circa due anni, il nostro obiettivo è il rilancio socio-economico, turistico e cicloturistico di tutto l’Appennino, quindi dalla Liguria alla Sicilia. Andiamo sui vari territori, coinvolgiamo i sindaci che dimostrano interesse per la nostra strategia e poi con loro, nel giro di un paio di mesi, ci mettiamo in moto per realizzare la rete. Loro coinvolgono i vari colleghi e così la rete si allarga sempre più a livello locale e regionale».


Quella ligure è la prima sperimentazione?
Noi al momento operiamo su territori diversissimi, l’Irpinia come i Sibillini, le Prealpi Carniche in Friuli Venezia Giulia come per l’appunto il ponente ligure. Adesso apriremo anche l’attività sull’Appennino Emiliano, Parmense, Piacentino e sull’Umbria
Come agite in tutti questi territori?
La nostra strategia ha una durata di tre anni, prevede una sorta di rimborso spese per i comuni che investono nella costruzione di tracciati cicloturistici. Il discorso cicloturistico nasce dal fatto di dar subito visibilità a un qualcosa di concreto, creando questa cartina digitale con tutti i percorsi in modo che coinvolgano tutti i comuni aderenti. Quindi ogni comune ha almeno un percorso ad anello che parte e arriva sul proprio territorio. Noi questi percorsi li inseriamo nella cartina con la tabella dove li presentiamo con tutti i codici. Essi sono interattivi, per cui cliccandoci sopra si apre Google Maps e si può vedere il disegno del tracciato e impostarlo come navigatore sul proprio smartphone.


L’apporto verso questo progetto da parte dei comuni come si estrinseca?
Il comune sottoscrive e delibera la convenzione con noi per il triennio – per quelli della Liguria il triennio si conclude a fine 2028 – e poi noi creiamo le schede per ogni comune, quindi siamo noi a selezionare le eccellenze da vedere, le strutture ricettive, i ristoranti, i locali, i belvedere, il castello piuttosto che l’area parcheggio di ogni comune dando anche una breve descrizione del comune stesso. Poi sottoponiamo la nostra scheda ai singoli comuni che ovviamente condividono il tutto con correzioni e integrazioni. Quella scheda appena approvata viene inserita nel PDF, che diventa un elenco di percorsi indicati nello specifico in ogni scheda di ogni comune. In questo modo si va a comporre una rete nazionale.
Perché operate con i PDF?
E’ una scelta a sostegno dell’ambiente. Pochi sanno che un PDF produce un millesimo del CO2 che produce una app utilizzando Google Maps. E già l’utilizzo di Maps è un risparmio tra il 60 e il 70 per cento di consumo di CO2 rispetto a una app. Abbiamo voluto essere sostenibili, anche perché di app legate al mondo del cicloturismo ce ne sono a bizzeffe. Noi abbiamo creato uno strumento molto semplice, immediato, che si scarica con il QR Code e comunque con l’interattività di Maps che è più che fruibile per impostare anche i percorsi col navigatore.


E’ chiaro che tutto il vostro lavoro è rivolto al mercato cicloturistico, quindi il cicloturista che viene si ritrova attraverso questo PDF tutte le informazioni di cui ha bisogno…
Noi stiamo cercando di dare visibilità a queste nostre cartine. Abbiamo già realizzato quelle in Irpinia e consegnato proprio in settimana ai 32 comuni dei Sibillini la cartina Pedala sui Sibillini e dintorni. Pedala a Ponente ha le stesse identiche caratteristiche, vuole essere uno strumento di marketing territoriale, cioè vuole incentivare i turisti e cicloturisti che noi portiamo sul territorio attraverso una strategia che coinvolge aziende, associazioni, testimonial e sponsor a cui diamo i nostri pacchetti turistici.
Pacchetti turistici specifici che si rivolgono a chi?
Noi ad esempio abbiamo pensato a voucher di coppia per 3-4 giorni di esperienza, li vogliamo indirizzare su quelle che sono le eccellenze da vedere sul territorio suggerendo di utilizzare la bicicletta o l’E-bike, anziché muoversi in macchina. La cartina è chiaro che è uno spunto per invogliare a pedalare. Poi nei pacchetti che inseriremo in Liguria abbiamo già l’accordo con delle guide di MTB, per cui accompagneranno i turisti a scoprire anche dei percorsi che non sono quelli che abbiamo disegnato noi. Costruendo i percorsi con Google Maps capita che non riusciamo a tracciare perché magari il pezzo di sterrato Maps non l’ha ancora collegato e quindi ci affidiamo alla competenza delle guide sul territorio.


A proposito delle attrazioni turistiche che ogni percorso ha, voi contemplate e privilegiate quelle naturali o le architettoniche?
Noi le chiamiamo eccellenze e sono entrambe le tipologie, naturalistiche (piccoli laghetti, torrenti, cascate) ma anche architettoniche e storiche e quindi anche la visita nel piccolo borgo, le chiese piuttosto che i monumenti, il belvedere, i castelli. Noi privilegiamo tutto ciò che ha un richiamo. In più valorizziamo le eccellenze enogastronomiche, quelle aziende che fanno un prodotto ancora artigianale, li inseriamo nell’elenco delle cose da vedere e da visitare.







