Cinque edizioni, 400 partecipanti e una lista d’attesa che ormai sfiora le 500 richieste. Sono numeri importanti quelli di AUGH, il raduno di bikepacking che dal 4 al 5 luglio ha riportato centinaia di appassionati sui sentieri dell’Appennino umbro con partenza e arrivo a Foligno (Pg). Ma, a sentire gli organizzatori, i numeri raccontano solo una parte della storia. Perché AUGH è prima di tutto una comunità, una “tribù”, come viene definita fin dalla nascita dell’evento, che ogni anno si ritrova per condividere due giorni di pedalate, campeggio e convivialità.
Dietro a tutto questo c’è l’ASD Umbria Bikepacking, guidata da Lorenzo Sensi, che cinque anni fa partì semplicemente pubblicando itinerari scaricabili dal proprio sito prima di trasformare quell’idea in uno degli appuntamenti più apprezzati del panorama italiano.
«Siamo partiti con 150 persone alla prima edizione e oggi siamo arrivati a 400 – dice Sensi – che rappresentano il nostro limite. Potremmo anche aumentare i numeri, ma non riusciremmo più a garantire la qualità dell’esperienza che vogliamo offrire».


La filosofia dell’evento
Le iscrizioni, del resto, si esauriscono in poche ore. Ma non è soltanto una questione di velocità nel cliccare il tasto giusto. «Le richieste sono tantissime e negli ultimi tre anni le iscrizioni sono durate appena 24 ore. Però non vogliamo premiare solo chi riesce a partecipare al click day – specifica – cerchiamo persone che condividano la filosofia dell’evento. Se uno pensa solo ad arrivare il prima possibile al villaggio senza godersi la serata, la festa e la cena, probabilmente non è il partecipante giusto per AUGH».
Il concetto di tribù è forse l’aspetto che distingue maggiormente AUGH da tanti altri appuntamenti dedicati al bikepacking. «Siamo un gruppo di amici fin dall’infanzia e volevamo dare un’identità precisa all’evento. Per questo abbiamo parlato fin dall’inizio del “raduno della tribù”. Ma soprattutto abbiamo deciso che il partecipante sarebbe stato sempre al centro.
«C’è chi viene da cinque anni consecutivi e ogni anno cerchiamo di far sentire importante sia chi torna sia chi arriva per la prima volta. Qui c’è una vera community, fatta di condivisione e senso di appartenenza».
Questa filosofia si riflette anche nell’organizzazione. Il venerdì, prima della partenza, il villaggio prende vita in una taverna della Quintana di Foligno, dove vengono presentati i percorsi e i partecipanti iniziano già a conoscersi.


Peyote, Calumet, Sciamano…
L’edizione da poco conclusa ha proposto due itinerari principali, il più impegnativo “Peyote” e il più accessibile “Calumet”, entrambi comunque caratterizzati da dislivelli importanti, rispettivamente di 4.300 e 3.200 metri distribuiti in circa 175 e 150 chilometri.
Quest’anno, però, è arrivata anche una novità destinata a incuriosire gli appassionati. «Mi sono inventato un terzo percorso, quello dello “Sciamano” – spiega Sensi – in pratica c’erano tre deviazioni molto impegnative lungo il tracciato “Peyote”, con alcuni timbri da raccogliere lungo il tracciato. Chi completava tutte le prove diventava uno “Sciamano”. Hanno raccolto la sfida in 80 e sono convinto che il prossimo anno tanti saranno curiosi di scoprire cosa proporrà lo “Sciamano”».
I percorsi attraversano alcune delle aree più suggestive dell’Appennino umbro, tra Colfiorito, Verchiano, Civitella, Sellano e il confine con le Marche. La novità di quest’anno è stato però il passaggio sul Monte Subasio. «Abbiamo inserito il Subasio e credo sia stato un ulteriore salto di qualità. La salita da Spello e tutto lo scenario con la vista della sottostante Assisi hanno lasciato a bocca aperta anche persone che partecipano a eventi in tutto il mondo».




Il cuore dell’evento è il villaggio
Dopo circa 90 chilometri della prima giornata i partecipanti raggiungono Volperino, piccola frazione di Foligno dove la Pro Loco ospita il villaggio AUGH, vero cuore dell’evento. Qui il bikepacking lascia spazio alla convivialità. Tende, cena, musica, DJ set e racconti della giornata trascorsa in sella diventano parte integrante dell’esperienza.
«Tutto è organizzato dai volontari della tribù – continua Sensi – non ci sono catering o servizi esterni. La gente viene da tutta Italia anche per vivere questa atmosfera, quella che noi chiamiamo l’esplosione dell’energia della tribù».
Il pernottamento avviene esclusivamente in tenda, con l’organizzazione che mette a disposizione il trasporto dei bagagli fino al villaggio. «Negli ultimi anni abbiamo introdotto questo servizio – chiarisce Sensi – perché proponiamo percorsi piuttosto impegnativi. Costringere tutti a pedalare anche con quattro o cinque chili di attrezzatura avrebbe significato dover abbassare il livello tecnico dei tracciati».




L’Umbria meno conosciuta
Per Lorenzo Sensi il successo di AUGH nasce proprio dalla capacità di mostrare un’Umbria diversa, lontana dai percorsi più conosciuti e costruita attorno alla bicicletta.
«Ogni anno cambiamo i percorsi e cerchiamo di sorprendere anche chi torna da cinque edizioni consecutive – conclude Lorenzo Sensi -. Credo che questa sia stata la migliore edizione di sempre, sia dal punto di vista organizzativo sia perché siamo riusciti ancora una volta a stupire persone che ormai conoscono bene il nostro evento».







