Viaggio nelle saline 3 / Le più grandi, il regalo della Puglia al mondoViaggio nelle saline 3 / Le più grandi, il regalo della Puglia al mondo

| 4 Settembre 2026

Viaggio nelle saline 3 / Le più grandi, il regalo della Puglia al mondo

Scendendo giù per lo Stivale seguendo la lunga storia delle saline si arriva in Puglia, nel Tavoliere dove il vento diventa un protagonista assoluto e non sarà l’unica volta che le brezze marine accarezzeranno i cumuli dell’oro bianco. Non è un caso se molti dei viaggi cicloturistici arrivano proprio da queste parti: la Via Frangigena conclude qui il suo lungo peregrinare partito da Canterbury, migliaia di cicloturisti italiani e non inseriscono sempre un passaggio per la Puglia nei loro itinerari, favoriti anche dallo sviluppo delle ciclovie locali. Questo avviene anche perché la regione come poche altre sa regalare contrasti, cromatici, culturali, olfattivi.

Le saline di Puglia sono una tappa quasi obbligata per una vacanza cicloturistica nella regione, sfruttando la Ciclovia Adriatica
Le saline di Puglia sono una tappa quasi obbligata per una vacanza cicloturistica nella regione, sfruttando la Ciclovia Adriatica
Le saline di Puglia sono una tappa quasi obbligata per una vacanza cicloturistica nella regione, sfruttando la Ciclovia Adriatica
Le saline di Puglia sono una tappa quasi obbligata per una vacanza cicloturistica nella regione, sfruttando la Ciclovia Adriatica

Approdo privilegiato della Ciclovia Adriatica

Pedalando si arriva alla Riserva Naturale Saline di Margherita di Savoia, semplicemente le saline più grandi d’Europa, inferiori solo al Salar de Uyuni in Bolivia. Ci si immerge in un ecosistema artificiale perfetto dove l’uomo e la natura vivono da sempre in perfetta simbiosi. La bici qui ha un ruolo privilegiato perché porta ad accarezzare gli specchi d’acqua su cui sembrano quasi poggiarsi pennellate di rosa, bianco e azzurro rendendo il paesaggio assolutamente unico.

Verrebbe quasi da dire grazie alla Ciclovia Adriatica, che unisce Trieste a Santa Maria di Leuca transitando proprio per questo paradiso adagiato sul mare. Per chi proviene dall’interno, una delle vie d’accesso più suggestiva e sicura è la Ciclabile di Collegamento per le Saline di Margherita di Savoia, una bretella strategica che oltrepassa senza toccarlo il traffico cittadino di Trinitapoli immettendosi direttamente sui percorsi che costeggiano i bacini evaporanti.

Il complesso delle saline in Puglia è il più grande d’Europa e il secondo al mondo
Il complesso delle saline in Puglia è il più grande d'Europa e il secondo al mondo
Il complesso delle saline in Puglia è il più grande d’Europa e il secondo al mondo

Una strada dal nome teutonico

Si rimane quasi interdetti quando ci si approccia alla località attraverso la SP5, perché il suo nome è Salinen Strasse, ma il fatto che il nome sia tedesco non è l’unica particolarità. La pista ciclabile non ha una sede propria, nel percorrerla l’attenzione è d’obbligo, ma le sue banchine ampie e i lunghi rettilinei offrono una visibilità totale e scorci panoramici mozzafiato sulle diverse vasche di evaporazione.

L’odore del sale si deposita sulle labbra e sulla pelle, mescolandosi al sudore della fatica. Il rumore della catena e della ghiaia sotto le ruote fa pensare a quanta fatica costi la lavorazione del sale, ancora oggi con l’effetto dell’industrializzazione ma di come poteva essere in passato, sotto il sole cocente e a temperature altissime.

Il duro lavoro dei salinari in Puglia, a Margherita di Savoia, documentato da una foto d'epoca
Il duro lavoro dei salinari in Puglia, a Margherita di Savoia, documentato da una foto d’epoca
Il duro lavoro dei salinari in Puglia, a Margherita di Savoia, documentato da una foto d'epoca
Il duro lavoro dei salinari in Puglia, a Margherita di Savoia, documentato da una foto d’epoca

Le varie sfumature di colore

Abbiamo parlato prima dei colori. L’aspetto cromatico è fondamentale per la descrizione delle Saline perché pedalando si colgono cambiamenti sullo specchio d’acqua che non possono lasciare indifferenti. Si passa dall’azzurro profondo del mare Adriatico ai toni del verde smeraldo, fino ad arrivare a vasche dal colore rosa intenso, quasi fucsia o violaceo. Una ragione c’è ed la crescente salinità dell’acqua.

Nelle prime vasche, quelle dei bacini evaporanti, l’acqua viene concentrata dal vento e sottoposta all’azione del sole, con la Dunaliella salina, una microalga che proliferando aumenta la densità del sale. Per proteggersi dall’intensa radiazione solare, questa microalga produce enormi quantità di carotenoidi (pigmenti rossastri). Di lei si nutre l’Artemia salina, un piccolo crostaceo che a sua volta è il cibo preferito dei fenicotteri rosa che nelle loro migrazioni sostano a migliaia presso la Riserva Naturale.

La salina di Puglia si distingue per i continui cambiamenti di colori che l'acqua propone, ma anche il suo paesaggio vario
La salina di Puglia si distingue per i continui cambiamenti di colori che l’acqua propone, ma anche il suo paesaggio vario
La salina di Puglia si distingue per i continui cambiamenti di colori che l'acqua propone, ma anche il suo paesaggio vario
La salina di Puglia si distingue per i continui cambiamenti di colori che l’acqua propone, ma anche il suo paesaggio vario

La bici, mezzo ideale per fare birdwatching

Ma non ci sono solo i fenicotteri. Questa è una Zona Umida di valore internazionale tutelata dalla convenzione di Ramsar, che nei suoi 4.000 ettari di superficie protetta offrono rifugio, cibo e un’area di nidificazione a oltre trentamila uccelli acquatici, facendone un vero paradiso del birdwatching e infatti la Riserva Naturale è frequentata da appassionati di tutto il mondo. La bicicletta è il mezzo ideale per avvicinarsi a questi habitat senza disturbare la fauna: l’incedere silenzioso delle due ruote non attiva i segnali di allarme degli uccelli, permettendo osservazioni ravvicinate.

La storia di queste saline affonda le radici nell’antichità, quando l’azione spontanea del mare e dei fiumi portò alla creazione della vasta laguna costiera nota come Salapia Palus, ampiamente sfruttata dai Romani, poi dai Normanni e successivamente dai Borbone. Ancora oggi fa un certo effetto guardare da lontano l’orizzonte piatto frastagliato dalle immense montagne di sale bianco candido stoccate nei pressi degli stabilimenti di raccolta. La salina produce mediamente circa ù, esportato in tutto il mondo.

Il bellissimo Museo della Salina a Margherita di Savoia, posto in un edificio storico
Il bellissimo Museo della Salina a Margherita di Savoia, posto in un edificio storico
Il bellissimo Museo della Salina a Margherita di Savoia, posto in un edificio storico
Il bellissimo Museo della Salina a Margherita di Savoia, posto in un edificio storico

Il Museo, una tappa quasi doverosa

La Salina di Margherita di Savoia ha tanto da raccontare e per il cicloturista diventa quasi obbligatoria una sosta al Museo Storico della Salina, ospitato in un antico magazzino del sale adiacente alla torre quadrangolare di Salina, dove sono in posta gli antichi strumenti di misurazione, i carrelli per il trasporto dei cristalli e le testimonianze della dura vita dei “salinari” raccontandone la loro evoluzione nel tempo.

Venendo via da Santa Margherita di Savoia, tutto quel contrasto cromatico, quei suoni naturali regalati dagli uccelli, quell’umidità tipica dei luoghi ipersalinici regalano mille emozioni che continuano ad allignare nella mente e nel cuore. Sarà difficile dimenticare quell’angolo di Puglia, quella terra di contrasti, quasi una testimonianza di quanto, nonostante il lavoro dell’uomo e gli effetti del progresso, ci siano certezze incancellabili dal tempo, come il profilo della montagna di sale che spezza la linea retta dell’orizzonte.

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