Gianmarco e Matteo Ballerini, Mapei, Colnago, La Franco Ballerini (foto Angolo del Pirata)Gianmarco e Matteo Ballerini, Mapei, Colnago, La Franco Ballerini (foto Angolo del Pirata)

| 15 Giugno 2026

La Franco Ballerini: il cuore di Gianmarco e Matteo, l’amore di tutti

La prima edizione de La Franco Ballerini è andata in scena nel fine settimana dal 12 al 14 giugno, un evento che ha raccolto l’amore dei tanti amici di Franco Ballerini e di tanti appassionati. Una risposta, in termini di numeri e di emozioni, che ha fatto capire quanto Franco abbia dato al ciclismo e un territorio intero. Il cuore di questa prima edizione era quello di Matteo e Gianmarco, i figli di Franco Ballerini (insieme nella foto di apertura de L’angolo del Pirata). Per loro si è trattato di rimettere insieme i ricordi di una vita, con emozioni così grandi che è stato difficile controllare. 

Sedici anni dopo la sua scomparsa il nome di Franco Ballerini riecheggia ancora forte tra le vie e le strade di Casalguidi e della provincia di Pistoia. Qui il toscano ha costruito le sue vittorie, personali e da cittì della nazionale. Ancora dopo tanto tempo il ricordo della persona è radicato tra gli abitanti e gli appassionati, ma anche tra i più piccoli, ai quali Franco ha dedicato tante attenzioni e tempo.

La Franco Ballerini, prima edizione 2026, premi, Franco Ballerini, pietre, Roubaix (foto Valerio Pagni)
I partecipanti a La Franco Ballerini hanno ricevuto come premio una pietra simbolo della Parigi-Roubaix, la corsa che Franco Ballerini ha vinto due volte, nel ’95 e nel ’98 (foto Valerio Pagni)
La Franco Ballerini, prima edizione 2026, premi, Franco Ballerini, pietre, Roubaix (foto Valerio Pagni)
I partecipanti a La Franco Ballerini hanno ricevuto come premio una pietra simbolo della Parigi-Roubaix, la corsa che Franco Ballerini ha vinto due volte, nel ’95 e nel ’98 (foto Valerio Pagni)

Un fine settima ricco

Matteo e Gianmarco sono stati presi per mano da Stefano Santerini, colui che ha avuto l’idea di realizzare un’associazione e un evento che portassero il nome di Franco Ballerini. I suoi due figli ci hanno messo il cuore e la forza di guardare in un passato che per tanto tempo ha fatto male

«Sono stanco ma soddisfatto – ci racconta Matteo Ballerini, il più piccolo dei due fratelli – sono stati tre giorni intensi ma bellissimi. Non credo ci sia stato un momento più bello, ogni istante ed evento ha regalato emozioni differenti e uniche. Siamo partiti venerdì sera con la cena di beneficenza a favore dell’Ospedale Pediatrico Meyer. A questa sono seguiti tanti eventi: la pedalata per i giovanissimi di sabato, la ciclostorica. Infine domenica c’è stata la gran fondo, con percorso medio e lungo».

Pace fatta…

Il ricordo di papà Franco per Matteo Ballerini si è legato a quel giorno di dolore, era il 7 febbraio del 2010. Da lì nulla è stato più come prima, con la fatica di accettare quanto accaduto e la voglia di chiudersi in sé stesso. La forza di aprirsi e di parlare è arrivata anche grazie al supporto di Stefano Santerini. 

«E’ stata un’esperienza che mi ha fatto crescere – prosegue Matteo – perché con essa ho affrontato i miei due tabù: l’ospedale Mayer e il babbo (così lo chiamano Matteo e Gianmarco, da veri toscani, ndr). In questi anni non sono mai riuscito a parlare di lui, anche solo a nominarlo mi veniva il magone, questa esperienza mi ha aiutato a farlo andare via. Al suo posto c’è la sensazione di fierezza nell’essere suo figlio e l’ho capito grazie agli sponsor e alle persone che hanno partecipato all’evento».

«Sono anche riuscito a pedalare – racconta ancora il più piccolo dei due fratelli – infatti domenica ho partecipato alla gran fondo, nel percorso medio. La prima cosa che ho pensato è alla fatica che faceva mio padre nei suoi allenamenti. Io dopo ottanta chilometri ero cotto, immaginare lui farsene 250 mi ha fatto capire meglio chi fosse».

Nel 2001, Ballerini salutò così la Parigi-Roubaix, vinta nel 1995 e nel 1998
Roubaix 2001, il saluto di Franco al ciclismo, qui in mezzo si nasconde anche il piccolo Gianmarco, sgattaiolato dentro al velodromo per abbracciare il padre
Nel 2001, Ballerini salutò così la Parigi-Roubaix, vinta nel 1995 e nel 1998
Il supporto per questa prima edizione del La Franco Ballerini è stato immenso (foto Valerio Pagni)

I ricordi di Gianmarco

Gianmarco, che ha sette anni in più di Matteo, è il primo dei due fratelli Ballerini. Lui le imprese di papà Franco le ricorda e le conserva legate al cuore, dall’addio al ciclismo alla Parigi-Roubaix nel 2001, fino alla vittoria da cittì del mondiale del 2008 a Varese. Gianmarco risponde al telefono dicendosi stanco ma felice, noi ridendo gli rispondiamo che si vede che sono fratelli visto che hanno iniziato la chiamata allo stesso modo. 

«Penso di non aver ancora realizzato quanto successo questo fine settimana – racconta Gianmarco – ma è stato bello ed emozionante vedere così tanta partecipazione. Quando ho visto quel fiume di gente alla partenza della gran fondo ho faticato a trattenere le lacrime. Lavoravamo a questo evento dal 21 luglio del 2025, data in cui è nato il progetto. Grazie a questo evento ho capito ciò che mio padre ha lasciato a tutti noi. Di lui e il ciclismo ricordo la Roubaix del 2001, dove riuscii a sgattaiolare dentro al velodromo per andare ad abbracciarlo. Ricordo anche il mondiale di Varese e l’emozione di quella vittoria».

«Quando abbiamo pensato a La Franco Ballerini – prosegue – ho voluto portare quelle esperienze con me, con l’obiettivo di realizzare un evento che potesse essere all’altezza del suo nome. Abbiamo avuto tanto supporto da Mapei e Sportful, ma anche da tutti gli enti e le realtà del territorio. Il ciclismo era la sua vita e il suo lavoro».

Giovani e territorio

La risposta del territorio e degli appassionati non si è fatta attendere, l’evento ha permesso ai ciclisti e ai giovani di pedalare lungo le strade che sono state teatro di allenamenti e riflessioni per Franco Ballerini. Far rivivere certe emozioni è stato come riallacciare un filo con il passato, guardando però al futuro. 

«Una cosa che non ci aspettavamo – ci spiega Matteo Ballerini – è stata la risposta dei ragazzi. Abbiamo infatti organizzato una pedalata per loro il sabato, e hanno partecipato in 232 giovanissimi. Questo grazie anche al supporto della Polisportiva Milleluci, alla quale nostro padre era profondamente legato».

«Nel disegnare i percorsi – gli fa eco Gianmarco – ci siamo concentrati sul valorizzare i luoghi nei quali nostro padre si allenava. Le strade, come quella di Montevettolino: un muro in pavé che ricorda quelli delle Classiche del Nord, il suo teatro preferito. Riuscire a riunire tutti questi aspetti è stata un’emozione davvero grande».

La gran fondo di domenica ha raccolto tante iscrizioni e una partecipazione altissima
La gran fondo di domenica ha raccolto tante iscrizioni e una partecipazione altissima

Le parole di Santerini

Dietro questa prima edizione de La Franco Ballerini c’è anche la mano di Stefano Santerini, massaggiatore della nazionale di ciclismo e colui che ha guidato i due fratelli nella realizzazione della Associazione che porta il nome di papà Franco. 

«Piano piano siamo arrivati a realizzare ciò che avevamo in mente – spiega Santerini – e questo lo dobbiamo anche al tanto supporto ricevuto, sia dalle realtà del territorio che dagli sponsor. La pedalata dei giovanissimi è stata bellissima, organizzata insieme alla Polisportiva Milleluci. Il supporto è arrivato anche da Michela Piccioni per la ciclostorica e dalla Larcianese nel realizzare la gran fondo. Vedere tutti impegnarsi in nome e nella memoria di Franco è stata un’emozione enorme. Che non vediamo l’ora di ripetere nei prossimi anni».

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