| 7 Giugno 2024

Bennati e Kessisoglu, squadra che vince non si cambia!

Se ieri vi avevamo parlato della Castelli 24h di Feltre, questa mattina a poche ore dal via torniamo a farlo con Daniele Bennati. Sì, avete capito bene… proprio lui, il commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo. Il Luciano Spalletti della situazione, per far comprendere di chi stiamo parlando ai meno esperti di ciclismo agonistico.

Ieri Ivan Piol ci aveva parlato dell’edizione 2023, forse la più grande di sempre con tanti personaggi noti al via, primo dei quali era stato Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti.

Daniele Bennati è il cittì della nazionale di ciclismo (foto Borserini)
Daniele Bennati è il cittì della nazionale di ciclismo (foto Borserini)

Bennati faceva parte già l’anno scorso della volta schiera di Vip. Aveva corso con i colori della C’è da Fare, capitanata dal comico ligure Paolo Kessisoglu. I due a forza di calcare i palcoscenici del ciclismo, di cui Kessissoglu è grande appassionato, sono diventati amici e si sono uniti nel segno della passione appunto, dell’amicizia e della beneficienza.

Caro Daniele: tu e la Castelli 24H, come è nata questa storia?

Mi hanno invitato un anno fa e tornerò anche quest’anno… con l’intento di pedalare un po’!

Cosa sai, anzi sapevi, di questa particolare prova?

Beh, la conoscevo. Già ne avevo sentito parlare e l’avevo seguita, finché lo scorso anno non l’ho provata per la prima volta, pedalando con Paolo e il suo team C’è da Fare. Dodici mesi fa fu una sfida nella sfida: noi in gara contro il team di Renzo Rosso (del brand Diesel, ndr). Con noi in squadra c’era anche Jova… Ci divertimmo tantissimo, tanto più che si gareggiava, e si gareggia, per uno scopo benefico. Lo si fa ancora con più volontà.

Le vie di Feltre si trasformano in un “ciclodromo”. Si gira a tutta notte e giorno
Le vie di Feltre si trasformano in un “ciclodromo”. Si gira a tutta notte e giorno
Come è nata questa condivisione con Kessissoglu?

Poiché, come dicevo, siamo stati benissimo abbiamo deciso di replicare. C’è da Fare avrà due team. Raccoglieremo fondi per i giovani. In particolare per i ragazzi dell’Ospedale Gaslini che hanno problemi psicologici. E’ un progetto molto serio (qui tutte le info, ndr). E noi cercheremo di onorarlo al meglio.

Come?

Più giri faremo, più fondi raccoglieremo.

Passiamo ad aspetti più tecnici: ma quanto si va forte su quell’anello di 1.850 metri nel centro di Feltre?

Tanto! Specialmente perché avevamo questo scopo di fare bene, di gareggiare fra di noi. In effetti il gruppo va forte, molto forte e si fa anche molta fatica. Poi nel nostro team c’erano anche altri ex corridori. Penso a Bettini, a Paolini, a Ballan, a Visconti… E alla fine ci si faceva prendere la mano. Era impegnativo stare a ruota dei primi. 

In fondo al rettilineo opposto all’arrivo sappiamo si va anche sopra ai 50 orari…

Sicuro! Io credo di aver toccato anche i 65 all’ora…

Hai fatto anche un turno di notte?

Sì, dalle tre alle quattro. Suggestivo pedalare col buio. Stavolta non so cosa mi toccherà. Con Paolo ne parleremo quando saremo tutti lì.

Cosa ti ha colpito di questa Castelli 24H?

Lo spirito. L’atmosfera in generale. E’ un evento che attrae tante persone. Alcuni team che lottano per la vittoria sono super organizzati e la preparano proprio, altri l’affrontano con tutt’altro spirito, ma tutti s’impegnano. 

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