La bicicletta Avventuro è progettata per ospitare ruote da 32, nuova frontiera del gravelLa bicicletta Avventuro è progettata per ospitare ruote da 32, nuova frontiera del gravel

| 6 Settembre 2026

Viaggio in Bolivia, la scelta (difficile) di cosa mettere nelle borse

In un ambiente come quello della Bolivia, l’attrezzatura può fare la differenza tra un viaggio di bikepacking impegnativo (ma sostenibile) e un’impresa che rischia di trasformarsi in una prova di sopravvivenza.

Dormire a temperature abbondantemente sottozero, pedalare per decine di chilometri a oltre 4.500 metri di quota, affrontare sabbia, pietre, vento e lunghi tratti completamente isolati significa mettere alla prova contemporaneamente il corpo e tutto ciò che abbiamo scelto di portare con noi. Per questo, in una spedizione così, ogni componente deve avere una ragione precisa per essere portato.

Una bici per la spedizione

Per questo viaggio volevamo una bicicletta adatta a lunghi tratti sabbiosi, cunette lasciate dalle jeep e rocce smosse, capace di ridurre vibrazioni e sollecitazioni senza rinunciare alla robustezza necessaria per trasportare carichi importanti. E’ nato così il progetto Avventuro: due bici da gravel in acciaio, con ruote da 32 pollici e pneumatici da 2,4.

Il maggiore volume degli pneumatici ci avrebbe permesso di utilizzare pressioni più basse, aumentando comfort, grip e capacità di adattarsi al terreno. Sulla sabbia e sulla ghiaia profonda che avremmo incontrato in Bolivia, inoltre, una maggiore superficie d’appoggio avrebbe aiutato a distribuire il peso e a ridurre la tendenza ad affondare. L’acciaio, con il suo comportamento naturalmente elastico, avrebbe contribuito a filtrare parte delle vibrazioni, un vantaggio importante nelle lunghe giornate di fuoristrada.

Navigazione e assicurazione

Per la navigazione avremmo utilizzato le tracce GPX caricate sui nostri Garmin, ma per questa spedizione abbiamo deciso di aggiungere un altro strumento che consideravamo fondamentale per la sicurezza: il Garmin inReach.

In un territorio nel quale potevamo trascorrere ore senza incontrare nessuno e senza copertura telefonica, avere un dispositivo satellitare permetteva di comunicare e di ricevere aggiornamenti meteo anche in assenza della rete cellulare. Infine, con questo dispositivo e l’attivazione del relativo servizio satellitare avremmo potuto inviare una richiesta SOS in caso di emergenza.

In questi casi però è consigliabile avere una copertura assicurativa adeguata, ed è proprio questo un aspetto sul quale bisogna informarsi molto bene prima di partire. Non tutte le assicurazioni per viaggio o attività sportiva coprono automaticamente il ciclismo in determinate condizioni, soprattutto quando praticata in alta quota come quelle che avremmo incontrato in Bolivia, con limiti di copertura che spesso si aggirano intorno ai 3.500 metri.

Trenta chili di borse

Considerata l’imprevedibilità che caratterizza ogni viaggio in bikepacking come questo, dovevamo essere autonomi e pronti a qualsiasi imprevisto. In valigia, quindi, non potevano mancare: tenda, sacchi a pelo, materassini, abbigliamento tecnico, cibo, acqua, fornello e kit di emergenza. Per trasportare questi 30 chili abbondanti a testa, abbiamo montato portapacchi particolarmente robusti, progettati apposta per bici da 32 pollici.

Ogni equipaggiamento è stato scelto con cura, selezionato anche con un occhio al peso e al volume d’ingombro. La tenda doveva essere sufficientemente resistente al vento e alle temperature estreme della Bolivia, mentre i materassini dovevano garantire un maggiore potere isolante.

Il terzo elemento per la notte era naturalmente il sacco a pelo. In questo caso abbiamo guardato con particolare attenzione alle temperature dichiarate dal produttore, distinguendo tra la temperatura di comfort e quella limite, perché non si possono sottovalutare le notti a -10°C.

Altro aspetto fondamentale era poter cucinare in quelle condizioni. A basse temperature e con vento forte l’efficienza del sistema di cottura può cambiare sensibilmente. Inoltre, reperire in Bolivia le comuni bombolette di gas da campeggio non sarebbe stato semplice. Per questo abbiamo preferito un fornello con doppio sistema di alimentazione, gas o benzina.

Infine, abbiamo dovuto accettare un compromesso sulla scorta di cibo liofilizzato. Era impossibile portare le porzioni per tutti i giorni, così abbiamo messo in valigia solo l’essenziale, quello cioè che avremmo consumato nei giorni in cui saremmo stati in completa autonomia.

Gli occhiali Salice con filtro di categoria 4, adatti a condizioni di luminosità molto intensa, per fronteggiare il sole di quota
Gli occhiali Salice con filtro di categoria 4, adatti a condizioni di luminosità molto intensa, per fronteggiare il sole di quota
Gli occhiali Salice con filtro di categoria 4, adatti a condizioni di luminosità molto intensa, per fronteggiare il sole di quota
Gli occhiali Salice con filtro di categoria 4, adatti a condizioni di luminosità molto intensa, per fronteggiare il sole di quota

Proteggere pelle e occhi

In questo viaggio avremmo pedalato a lungo sul Salar, una superficie bianca estremamente riflettente, e ad altitudini come quelle boliviane aumenta di molto l’esposizione ai raggi ultravioletti. Abbiamo quindi scelto creme solari ad alta protezione, SPF 50 con protezione UVA e UVB, utilizzando prodotti a base di ossido di zinco soprattutto per il viso.

Labbra e pelle dovevano essere continuamente protette e successivamente riparate, perché freddo, vento, sole e aria secca rappresentavano una combinazione particolarmente aggressiva.

Lo stesso discorso valeva per gli occhi, così abbiamo scelto gli occhiali Salice con filtro di categoria 4, adatti a condizioni di luminosità molto intensa, non tanto per vedere meglio, ma per proteggere gli occhi dall’eccessiva esposizione alla radiazione solare.

Il kit d’emergenza

Infine, abbiamo preparato un kit di emergenza pensando non soltanto ai possibili guasti meccanici, ma anche ai problemi sanitari.

Materiale per le riparazioni della bicicletta, medicazioni, farmaci per le emergenze e prodotti per eventuali disturbi gastrointestinali facevano parte dell’equipaggiamento.

Con il senno di poi, avremmo dovuto dedicare ancora maggiore attenzione alla protezione delle mucose. L’aria dell’altopiano è estremamente secca e, insieme al freddo e al vento, può mettere a dura prova naso e gola.

Insomma, preparare le borse per questo viaggio in Bolivia non è stato semplice. Ogni oggetto doveva essere funzionale ed essenziale, talvolta abbiamo dovuto accettare di caricarci con del peso in più per garantirci una notte più sicura, una giornata di pedalata più sostenibile o la possibilità di affrontare un imprevisto senza trasformarlo in un’emergenza.

In fondo, è in questi piccoli dettagli che si sceglie se fare un’avventura o un viaggio ai limiti della sopravvivenza. 

NEGLI ARTICOLI PRECEDENTI

Viaggio di nozze in Bolivia, l’avventura di Rossella e Umberto

Operazione Bolivia, iniziano i preparativi: volo, strade, meteo

Bolivia, quale preparazione? Bici, alimentazione e tenda ipossica



TUTTE LE CATEGORIE DEL MAGAZINE