Bolivia, Rossella Ratto, Umberto Corti, viaggio di nozze, Bolivia 2026Bolivia, Rossella Ratto, Umberto Corti, viaggio di nozze, Bolivia 2026

| 31 Agosto 2026

Operazione Bolivia, iniziano i preparativi: volo, strade, meteo

Dopo le esperienze bikepacking dello scorso anno, quale viaggio di nozze poteva essere più adatto a noi di un’altra avventura in bicicletta? Io e Umberto amiamo i paesaggi selvaggi e desolati, così per la nostra luna di miele cercavamo qualcosa di speciale, che fosse all’altezza dell’occasione. Volevamo ancora una volta il contatto stretto con la natura e il silenzio dell’immensità, ma anche una destinazione che ci permettesse di affrontare il viaggio con un discreto margine di sicurezza, sia dal punto di vista geopolitico, sia per quanto riguarda la fauna selvatica. La scelta è caduta sulla Bolivia e, in particolare, sull’altopiano che dal Salar de Uyuni conduce alla nota Laguna Colorada, fino al confine cileno e San Pedro de Atacama.

L'itinerario del viaggio in Bolivia come fregio per le nuove bici Avventuro
L’itinerario del viaggio in Bolivia come fregio per le nuove bici Avventuro
L'itinerario del viaggio in Bolivia come fregio per le nuove bici Avventuro
L’itinerario del viaggio in Bolivia come fregio per le nuove bici Avventuro

La scelta del volo

La scelta dei voli ha richiesto parecchio lavoro. Dopo numerose combinazioni, abbiamo trovato una soluzione che per noi rappresentava un buon compromesso tra prezzo, tempi di viaggio e posizione dell’aeroporto di arrivo. Da Milano a Madrid e dopo uno scalo di qualche ora con il cambio di terminal, un volo diretto verso Cochabamba. Questa città è tra le principali aree urbane della Bolivia e si trova a circa 2.500 metri di quota. Il dettaglio rappresentava per noi un vantaggio consentendoci di alzarci gradualmente di altitudine.

Per il ritorno invece saremmo partiti da Calama e con un doppio scalo avremmo raggiunto Milano. Restava solo da risolvere un problema: come trasportare le biciclette? In questo caso le scatole di cartone sono la soluzione migliore. Economiche, facili da reperire in quasi tutti i negozi di biciclette e anche facili da smaltire. Non potendo usare gli stessi scatoloni dell’andata per il rientro, abbiamo contattato con largo anticipo i pochi negozi di ciclismo di San Pedro de Atacama chiedendo di procurarci dei cartoni adatti per imballare le biciclette.

La pianificazione del percorso

Durante l’estate italiana, in Bolivia è inverno, ma contrariamente a quanto si possa pensare è la stagione migliore per fare questo tipo di viaggio sull’altopiano andino, perché corrisponde alla stagione secca. Sapevamo che le temperature sarebbero state sempre basse, quindi un elemento da considerare con attenzione, anche se il clima boliviano non segue la stessa escursione stagionale alla quale siamo abituati in Italia. La Bolivia si trova infatti a latitudini prossime all’equatore e in molte zone a determinare le temperature sono soprattutto l’altitudine e l’esposizione a sole e vento.

Un altro fattore importante da calcolare erano le ore di luce. In Islanda, durante il nostro viaggio estivo, potevamo contare su giornate lunghissime e pedalare anche per undici ore senza avere particolari problemi legati al buio. In Bolivia, invece, le ore di luce erano circa undici e il freddo rendeva poco realistico pensare di partire appena dopo l’alba.

A rendere ancora più complessa la pianificazione c’era poi l’altitudine. Il percorso si sviluppava completamente sopra i 3.600 metri e prevedeva una progressione fino a quasi 5.000 metri. A quelle quote non è possibile considerare una tappa da 80 chilometri come se fosse una normale giornata in bicicletta. La riduzione della pressione atmosferica comporta una minore disponibilità di ossigeno, di conseguenza è più impegnativo sostenere lo sforzo a lungo e mantenere una buona velocità di crociera.

Per questo, nella programmazione delle tappe, abbiamo considerato contemporaneamente chilometraggio, dislivello, quota, fondo stradale, vento, temperature, ore di luce e impegno atletico.

Sulla base di questi aspetti abbiamo valutato anche la direzione del viaggio. Molti degli itinerari che attraversano l’altopiano tra il Cile e la Bolivia vengono percorsi da sud verso nord, partendo da San Pedro de Atacama e dirigendosi verso Uyuni o La Paz. Noi abbiamo scelto la direzione opposta.

La tendenza dei venti nella zona ci sembrava più favorevole, inoltre forse ancora più importante, ci permetteva di affrontare le quote maggiori nella seconda parte del viaggio, guadagnando così delle importanti giornate per il fisiologico adattamento alla quota.

Altura, temperature e vento sono tra i fattori cruciali per la riuscita del viaggio in Bolivia
Altura, temperature e vento sono tra i fattori cruciali per la riuscita del viaggio in Bolivia

La disposizione delle tappe

Il percorso iniziale era stato quindi progettato in modo da partire da Coipasa in Bolivia e procedere progressivamente verso sud, attraversando il Salar de Uyuni e pedalando tra le lagune del parco Eduardo Avaroa fino alla frontiera cilena, per terminare il viaggio a San Pedro de Atacama.

Avevamo previsto 12 tappe, per un totale di circa 730 chilometri e oltre 4.000 metri di dislivello positivo. Saremmo partiti da 3.600 metri di altitudine e le prime tappe sarebbero state principalmente pianeggianti con la possibilità di soggiornare in hotel nei piccoli paesi d’arrivo. Questo ci avrebbe permesso di prendere gradualmente confidenza con il viaggio, con le biciclette cariche, con il terreno, il fuso orario e soprattutto con la quota.

La difficoltà aumentava nettamente nelle ultime tappe, quelle previste nella zona delle lagune, dove l’ambiente è più ostile e scarseggiano le strutture ricettive d’appoggio. In questa zona l’altitudine minima è di circa 4.500 metri e le temperature di notte in inverno scendono anche a meno 15 gradi, con forte vento. 

Infine, raggiunto con una lunga discesa San Pedro de Atacama, avremmo poi valutato alcune ulteriori giornate in bicicletta, da definire in funzione del tempo ancora disponibile prima del rientro a casa.

Avevamo cercato di prevedere ogni variabile possibile, studiando il percorso e le condizioni climatiche nei minimi dettagli. Tuttavia, in una vera avventura resta quell’imprevedibilità che accende lo spirito dell’esploratore. La mappa era pronta, ma la storia era tutta da scrivere…

TUTTE LE CATEGORIE DEL MAGAZINE