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| 27 Agosto 2026

Ruta de Los Ninos: il viaggio del cuore di Massimo, Claudia ed Elia

Ruta de Los Ninos è il nome dell’iniziativa che vede protagonisti tre cicloviaggiatori: Elia Sacchelli, Massimo Marazzi e Claudia Carini, in un viaggio che li vedrà attraversare le ande boliviane in bicicletta. Il periodo scelto per questa avventura, alle base della quale c’è uno scopo benefico, prenderà il via in momenti diversi e si svolgerà tra novembre 2026 e gennaio 2027. L’iniziativa è volta a raccogliere fondi per l’associazione reggiana Casa de Los Ninos. Una realtà che dal 2003 si occupa di accogliere famiglie e bambini in difficoltà a Cochabamba, in Bolivia. 

«La Casa de Los Ninos – ci spiega Massimo Marazzi – ha come sede legale Reggio Emilia, ma l’attività di accoglienza ai bambini e alle loro famiglie viene fatta direttamente a Cochabamba, in Bolivia. Il nostro viaggio, mio e di Chiara, inizierà il 27 dicembre prossimo quando atterreremo in Sud America, per poi trasferirci a Ollague al confine tra Cile e Bolivia. Da lì inizierà il nostro viaggio che avrà come principale destinazione, a livello emotivo, Cochabamba. Si tratta del punto di metà percorso ma a livello emozionale sarà l’apice della nostra avventura».

L’iniziativa

La raccolta fondi, che è cominciata da pochi giorni, ha un obiettivo ambizioso: 15.000 euro da raccogliere e trasportare fisicamente e simbolicamente in bicicletta. Le motivazioni che hanno spinto i tre viaggiatori a prendere e guardare al Sud America sono differenti, ma lo scopo è comune. Sostenere una causa nella quale si crede e alla quale si è legato un pezzo di cuore, ognuno a modo suo. 

«Personalmente sono entrato in contatto con la Casa de Los Ninos – continua a raccontare Massimo Marazzi – tramite una ragazza, Michela Costi. Lei organizzava uno spettacolo teatrale per aiutare le famiglie disabili, parlando era uscita la parola Bolivia, perché sua madre era andata per anni ad aiutare la Casa de Los Ninos lì a Cochabamba. Così mi sono chiesto in che modo avrei potuto aiutare, ed è nata la raccolta fondi attraverso Rete del Dono. Ci siamo interessati per capire quali fossero le esigenze dell’associazione e il ricavato sarà devoluto per l’installazione di una serie di pannelli fotovoltaici che forniranno elettricità e acqua calda

Il viaggio

Dal raccogliere fondi all’organizzare il viaggio, interamente autofinanziato dai tre protagonisti, c’è un passaggio intermedio. Ed è proprio quello che ha permesso a Massimo, Elia e Claudia di incontrarsi e decidere di partire.

«Al sud America mi sono legato in maniera indissolubile quasi vent’anni fa – spiega Massimo – quando per la prima volta partii per un viaggio in bici organizzato in Patagonia, era il 2008. Decisi di tornare anni dopo per un’avventura in solitaria, senza supporto. Quello che ho ricevuto, umanamente da quella esperienza, ho sempre voluto restituirlo. Ho trovato, tramite l’associazione Casa de Los Ninos, un modo per farlo».

«Ho pensato quindi al viaggio e all’itinerario da percorrere vista la mia esperienza. Lo scorso febbraio in un viaggio in bici a Lanzarote, dove Elia era la guida, ho presentato il progetto chiedendo chi volesse seguirlo e aiutarci. Claudia si è dimostrata interessata e ci ha dato una mano nello sponsorizzare l’iniziativa di raccolta fondi. Poi quando le ho proposto di unirsi al viaggio ci ha pensato per tre minuti e ha accettato. Elia ha deciso di fare anche lui un viaggio (che aveva già in mente, ndr) e che poi si unirà al nostro viaggio».

Ruta de Los Ninos, Casa de Los Ninos, Massimo Marazzi
Elia Sarchelli insieme a Claudia Carini, anche loro due sono coinvolti nella raccolta fondi
Elia Sarchelli insieme a Claudia Carini, anche loro due sono coinvolti nella raccolta fondi

La ruta di Elia

Il senso di questa iniziativa è nel raccogliere dei fondi per sostenere Casa de Los Ninos attraverso un progetto che possa garantire un impianto di pannelli fotovoltaici in grado di fornire elettricità e acqua calda. A questo poi ognuno dei protagonisti ha legato una motivazione personale, come Elia Sacchelli, terzo e ultimo cicloviaggiatore. 

«Ho conosciuto l’attività sportiva legata alla raccolta benefica quando lavoravo in Inghilterra – ci dice lo stesso Elia – era il 2014. Avevo deciso di correre una mezza maratona legando a essa uno scopo benefico. Mi sembrava un modo bello per unire lo sforzo fisico, che ha uno scopo fine a se stesso, con qualcosa di utile anche agli altri. Nel correre la maratona di Roma ho conosciuto Rete del Dono, scelsi di correre per un loro progetto, ma mi sarebbe piaciuto proporre qualcosa di mio. Nel 2024 ho organizzato Strada del Cuore, una raccolta fondi legata a un viaggio che mi ha portato da Verbania dove abito, fino a Capo Nord». 

«Quando ho parlato con Massimo mi è piaciuta subito la sua iniziativa – conclude – io partirò prima, l’11 novembre e dovrei unirmi a loro al confine con il Cile».

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