Viaggio nel Medioevo, passaggio in SvizzeraViaggio nel Medioevo, passaggio in Svizzera

| 31 Agosto 2026

Viaggio nel Medioevo, un filo a due ruote da Assisi a Bruges

Il bello della bicicletta è che è uno strumento universale, che si adatta ad accompagnare ogni tema e ad ogni idea. Può essere per esempio anche il mezzo ideale per attraversare l’Europa cercando di raccontare la storia e le bellezze del Medioevo. E’ quello che hanno fatto qualche anno fa Roberto Antonini e Antonio Ferretti, due giornalisti che per anni hanno lavorato alla RSI (la Radiotelevisione svizzera), accomunati dalla passione per la storia e per la bici.

Il percorso che hanno scelto andava da Assisi, la città di San Francesco, fino a Bruges, nel cuore delle Fiandre belghe. In mezzo, 2.315 chilometri, 33 tappe e circa due mesi di pedalate, spalmati tra la primavera e l’autunno. Un’avventura che i due hanno poi raccontato nel libro “Viaggio nel Medioevo”, in cui hanno raccolto tutti gli incontri, gli aneddoti e le bellezze artistiche che hanno incontrato in questo viaggio che ha superato i confini e i secoli.

Antonio Ferretti, Viaggio nel Medioevo
Antonio Ferretti è un ex ciclista professionista, poi giornalista sportivo per Radiotelevisione svizzera di lingua italiana
Antonio Ferretti, Viaggio nel Medioevo
Antonio Ferretti è un ex ciclista professionista, poi giornalista sportivo per Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Immersione (lenta) nella Storia

Quando gli chiediamo come gli sia venuta quest’idea, Antonio Ferretti ci racconta che è nata dalla fusione delle diverse passioni dei due amici. «Ci è venuta unendo la competenza sul Medioevo di Roberto, che è stato amico di Jacques Le Goff, il più grande medievalista del ‘900, e la mia passione per la bicicletta e le storie. Sono stato un professionista per sette anni e poi ho studiato letteratura». 

Da qui il progetto di collegare due delle più belle e famose città medievali, Assisi e Bruges, lungo un percorso che toccasse molti luoghi simbolo del Medioevo. Il tutto senza fretta, lasciando il tempo di fermarsi, parlare con le persone e raccogliere materiale per il libro.

Parlando con Antonio scopriamo che proprio la modalità e il ritmo del viaggio sono state particolari. Sono partiti a fine marzo del 2022, ma non hanno affrontato la traccia tutta d’un fiato. «Lo abbiamo fatto volutamente in diverse tranche, 7-8 giorni al mese», ci ha spiegato Ferretti. Una scelta dettata principalmente da due esigenze. La prima è che un giornale svizzero gli aveva chiesto di pubblicare una pagina sulle varie tappe, quindi occorreva loro avere il tempo per raccogliere le idee e scrivere.

La seconda è che come giornalista sportivo Ferretti era spesso costretto a stare fuori casa a volte per mesi interi, quindi ha voluto trovare un format più rilassato. Da qui la scelta di procedere a blocchi. Assisi-Lucca il primo, poi rientro in Svizzera in treno, quindi di nuovo in treno a Lucca e poi in bici fino a Bellinzona, e così via. Un modo di viaggiare che permetteva anche di elaborare con calma ciò che avevano visto e le interviste raccolte lungo il percorso.

In gravel tra passato e presente

Per quanto riguarda l’attrezzatura hanno pedalato con delle gravel con portapacchi e borse, per muoversi in autonomia. Così hanno affrontato gli Appennini, le Alpi, le Ardenne, con tratti impegnativi alternati a tappe più tranquille. Una media di 80 chilometri al giorno, con punte di 120 e giornate più corte da 45. Sempre seguendo come Il filo conduttore l’età di mezzo e i suoi personaggi. 

Dopo essere partiti da Assisi, «la città di San Francesco, forse il personaggio più importante del Medioevo» sono poi saliti verso la Toscana, per poi passare le Alpi in Svizzera. Sono passati dal lago dei Quattro Cantoni, tra Altdorf e Lucerna, dove si tramanda la storia di Guglielmo Tell, mito fondatore della Svizzera. Più a nord i due sono entrati in quello che all’epoca era il Ducato di Borgogna, molto potente anche perché comprendeva le Fiandre, con Digione che è stata una tappa importante del percorso. Infine l’arrivo a Bruges, che fino al Cinquecento era il centro economico dell’Europa medievale, meta anche di molti mercanti italiani.

Lungo la strada però, Ferretti ha raccolto e poi raccontato anche storie più recenti. Come la volta in cui Merckx ha contribuito a sedare una delle tante dispute territoriali in Belgio. «Nel 1968 – ci racconta – gli studenti fiamminghi volevano espellere i valloni dall’università di Lovanio. In quei giorni arrivò la notizia della vittoria di Merckx al Giro d’Italia, e lui, che era super partes essendo di Bruxelles, riuscì in qualche modo a rimettere tutti d’accordo». Oppure c’è il ricordo della terribile strage mineraria di Marcinelle. «C’è il Medioevo, ma strada facendo abbiamo raccontato anche altre storie, trovando spunti paralleli al tema del viaggio».

Chiediamo ad Antonio il suo ricordo più vivido, tra le molte bellezze artistiche incontrate in oltre 2000 chilometri. Risponde così: «San Gimignano e Lucca sono bellissime, ma forse l’opera più bella l’ho vista nella cattedrale di Gand. All’interno c’è una pala d’altare, l’Adorazione dell’Agnello Mistico di Jan van Eyck, dipinta nel ‘400 per la cattedrale di San Bavone», racconta Ferretti.

Libro "Viaggio nel Medioevo" di Antonio Ferretti e Roberto Antonini
“Viaggio nel Medioevo”, il libro che i due giornalisti hanno pubblicato nel 2024, che è una guida e un racconto di vaggio
Libro "Viaggio nel Medioevo" di Antonio Ferretti e Roberto Antonini
“Viaggio nel Medioevo”, il libro che i due giornalisti hanno pubblicato nel 2024, che è una guida e un racconto di vaggio

Una guida, ma non solo

Tutto questo, come accennato all’inizio, è finito dentro un libro, Viaggio nel Medioevo”, pubblicato da Edizioni Salvioni. E’ un volume corposo, a metà tra una guida e un’opera narrativa. Il lavoro si è diviso in due. Antonini ha curato l’aspetto storico legato al percorso, mentre Ferretti si è occupato del diario di tappa, raccontando le strade percorse, la ricerca delle piste ciclabili, e inserendo curiosità non sempre legate al Medioevo.

Per ogni tappa c’è una cartina con codice QR per scaricare l’itinerario, e alla fine le indicazioni su dove i due si sono fermati a dormire e mangiare, scegliendo sempre un buon compromesso tra qualità e prezzo. Tutte le tappe, inoltre, sono percorribili anche in treno o in pullman, in caso di maltempo o problemi meccanici  con relative indicazioni incluse nel libro.

Un viaggio lento nel Medioevo, insomma, che oltre a pedalare si può anche leggere, nello stesso modo. Senza fretta, lasciando che siano le strade a raccontare la storia.

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