| 18 Maggio 2024

Basilicata Bike Trail, una randonnée davvero speciale

La Basilicata è sempre più all’avanguardia nel panorama cicloturistico italiano, arrivando addirittura a trovare un corrispettivo alla Parigi-Brest-Parigi, il più famoso raid mondiale. Solo che, a differenza di quanto avviene in Francia, non ha una registrazione di tempo, una classifica, un aspetto competitivo. E’ un raid cicloturistico a tutti gli effetti dove chi partecipa ha la possibilità di scoprire il territorio nel vero senso della parola, affidandosi soprattutto alle sue forze e gestendosi in assoluta libertà.

La partenza viene data da Senise, da lì ognuno si affida al Gps e alla propria inventiva
La partenza viene data da Senise, da lì ognuno si affida al Gps e alla propria inventiva

L’evento in questione si chiama Basilicata Bike Trail, l’ultima edizione si è svolta pochi giorni fa per l’organizzazione dell’Associazione CiclOstile Fiab Potenza, che ha messo insieme 140 avventurieri provenienti da ogni parte d’Italia e non solo, partiti tutti insieme da Senise per esplorare l’area dei calanchi lucani. Due le opzioni a disposizione: o il percorso lungo di 250 chilometri o quello breve (per così dire…) di 150. Un raid riservato principalmente a bici gravel o mountain bike in quanto almeno il 50 per cento delle tracce fornite era fuoristrada.

Responsabile della società organizzatrice è Manuela Lapenta: «L’idea l’avevamo da tempo, ora siamo arrivati ad allestirne due edizioni l’anno, una in primavera e l’altra nella prima settimana di ottobre, perché i colori cambiano profondamente in base alla stagione. Nel periodo primaverile chi affronta i tracciati si trova a pedalare ammirando fioriture incredibili».

Manuela Lapenta, presidente dell’Associazione CiclOstile FIAB Potenza che organizza la randonnée
Manuela Lapenta, presidente dell’Associazione CiclOstile FIAB Potenza che organizza la randonnée
Entriamo nel dettaglio di come funziona…

Noi forniamo a tutti i partecipanti una traccia di percorso da caricare e un roadbook, poi saranno i corridori stessi a gestirsi, affrontando sentieri e tratturi poco battuti. Ogni metro è una scoperta, un piccolo gradino nella costruzione del proprio viaggio. Che comunque viene allestito in piena sicurezza in quanto ogni partecipante è collegato a un’app che ci dice in tempo reale dove è posizionato. Il percorso più lungo di primavera arriva a 250 chilometri, ma d’autunno sviluppiamo tracce molto più lunghe, anche fino a 700 chilometri.

Durante l’evento quali sono i vostri compiti?

Appena svolta la partenza noi raggiungiamo l’arrivo e attendiamo i protagonisti, i primi dopo una giornata sono già di ritorno. Prepariamo l’accoglienza, raccogliamo testimonianze e interviste, monitoriamo la situazione e considerando che i partecipanti sono oltre un centinaio non è un impegno semplice. Il nostro lavoro è prevalentemente svolto in sede di preparazione, sul territorio, perché le tracce sono in zone poco battute dal turismo, piccoli borghi quasi sconosciuti.

Ogni chilometro è una scoperta, in un territorio diverso dalle normali rotte turistiche
Ogni chilometro è una scoperta, in un territorio diverso dalle normali rotte turistiche
I corridori che riferimenti hanno per soste e ristori?

Noi forniamo un roadbook dove sono indicate tutte le strutture adiacenti, poi sta a loro decidere come mangiare, come e dove dormire e così via. Per questo è un’avventura, che coinvolge non solo loro, ma anche chi li accoglie. Nel corso del tempo si è formata una sorta di rete, considerando che sono realtà più remote di quelle abitualmente conosciute e dove quindi le strutture ricettive sono molte meno di quel che conosciamo in altre zone. Nel corso degli anni abbiamo disegnato e monitorato ormai oltre 2.000 chilometri di tracce, possiamo dire che la regione la conosciamo come le nostre tasche…

La partecipazione è a pagamento?

Sì, l’iscrizione va fatta in anticipo e a tutti i partecipanti formiamo un kit che noi chiamiamo “Pacco di cose”, comprendente oltre a tracce e roadbook anche l’assicurazione infortunistica della Fiab più alcune agevolazioni, come ad esempio la possibilità di campeggio gratuito in qualsiasi punto e non è una cosa scontata se si considera che molti passaggi sono all’interno di terreni privati. Noi li segnaliamo, comprensivi di cancelli che dopo il transito vanno rigorosamente richiusi. Si passa per campi di agricoltori, si costeggiano recinti di animali al pascolo. Serve il massimo del rispetto per il territorio attraversato.

Il viaggio è una vera immersione nella natura con la possibilità di pernottare all’aperto
Il viaggio è una vera immersione nella natura con la possibilità di pernottare all’aperto
Le zone sono tutte coperte dalla rete telefonica per smartphone?

Sì, tranne l’area del Pollino che ha alcune zone d’ombra, ma l’app scaricata sul cellulare ci consente comunque di avere sempre la posizione, nel corso degli anni non abbiamo mai avuto problemi.

La partecipazione da dove proviene?

Da ogni parte d’Italia, ma moltissimi sono coloro che vengono dal Nord e il bello è che molti poi tornano. Abbbiamo trovato cicloturisti molto informati sul territorio, al punto che potrebbero anche rinunciare al roadbook. Molti ciclisti vengono anche dalle regioni limitrofe, intenti a scoprire angoli della Basilicata che gli erano sconosciuti, ma arrivano anche dalle Isole.

Il teatro del Basilicata Bike Trail sono i celebri calanchi lucani
Il teatro del Basilicata Bike Trail sono i celebri calanchi lucani
Che cosa dicono i locali?

Sono felicissimi di veder arrivare gente nuova nei loro borghi, nelle loro terre e capita spesso che i ciclisti si ritrovino invitati a casa per cena o per sostare durante la notte invece di dormire all’addiaccio. Abbiamo ricevuto tantissimi ringraziamenti per la nostra iniziativa dai piccoli bar locali, anche dagli anziani del posto che vedono i loro paesi ripopolarsi improvvisamente. Chi invece si mostra un po’ sordo è ancora qualche amministratore locale che non coglie l’importanza di un simile evento come cassa di risonanza per il nostro territorio e questo dispiace un po’.

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