La mobilità ciclistica in Italia ha sempre più bisogno di competenze, professionalità e visione strategica. Non bastano infrastrutture e buone pratiche: servono figure capaci di progettare, promuovere e gestire politiche e servizi legati alla bicicletta. E’ proprio con questo obiettivo che l’Università di Verona ha avviato ormai da oltre un decennio il Corso di Perfezionamento per Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica (EPMC), giunto nel 2026 alla sua 13ª edizione. Un percorso unico nel panorama accademico nazionale, organizzato insieme a FIAB e all’Associazione EPMC, che negli anni ha formato centinaia di professionisti impegnati nella diffusione della cultura della bici.
Sabato 31 gennaio si è svolta presso l’Aula Magna di Scienze Motorie dell’ateneo veronese la cerimonia di proclamazione dei 21 diplomati del 12° corso (foto in apertura). Tale momento ha rappresentato anche il lancio ufficiale della nuova edizione, i cui termini di iscrizione scadono il 28 febbraio. Il percorso 2025 si è articolato in nove giornate di didattica online e quattro di escursioni sul campo, formula confermata anche per il 2026, che prevede 42 ore di lezioni on-line a distanza da aprile a novembre e quattro giornate pratiche in presenza tra Mestre, Verona-Valpolicella, Bolzano e Valsugana.


In 12 anni, diplomati 342 esperti
Il coordinatore didattico, nonché figura storica del progetto, è l’ingegnere Marco Passigato, che raggiungiamo telefonicamente di ritorno da una passeggiata tra le nevi di Predazzo, in Trentino, nel bailamme delle Olimpiadi.
«Il corso è nato dodici anni fa – spiega – per traghettare la competenza sulla mobilità ciclistica dal mondo del volontariato a quello delle professioni e della pubblica amministrazione». In questo senso l’EPMC rappresenta oggi un ponte tra progettisti, amministratori, operatori turistici e associazioni, contribuendo alla crescita di una vera comunità professionale della bicicletta.
In dodici anni di attività il corso ha diplomato 342 esperti. Si tratta di una rete diffusa sul territorio nazionale, attiva in ambiti molto diversi: circa 55 diplomati operano nella pianificazione e progettazione, comunicazione ed eventi; quasi 60 sono impegnati nel volontariato e nell’associazionismo; 40 lavorano nella Pubblica Amministrazione; altri svolgono attività imprenditoriali nel cicloturismo o ruoli politici e amministrativi locali.


Acquisire competenze trasversali
«Non è un semplice corso – sottolinea Passigato – ma un percorso di inclusione e crescita continua. Chi si diploma entra in una rete che continua a collaborare e aggiornarsi, creando opportunità professionali e progetti sul territorio». Una dimensione comunitaria che emerge anche dal report sui dodici anni di attività, dove sono censite circa 200 iniziative in corso sviluppate dagli ex allievi.
Dal punto di vista didattico, il corso mira a formare professionisti con competenze trasversali: pianificazione ciclabile, sicurezza stradale, promozione del cicloturismo, comunicazione, governance territoriale. Non a caso gli elaborati finali dei diplomati spaziano dalla ciclabilità urbana al turismo lento, dal mobility management alla gestione delle ciclovie, fino a temi innovativi come l’accessibilità per persone con disabilità o l’analisi della sicurezza percepita degli utenti.
«Quindici anni fa l’urgenza era costruire piste ciclabili – osserva Passigato – oggi che la dotazione si sta consolidando, le parole d’ordine sono qualità, manutenzione e promozione. Dobbiamo mettere in sella le persone e far capire che pedalare è salute per le persone e per le città». Un cambio di paradigma che riflette l’evoluzione della mobilità ciclistica in Italia: dall’infrastruttura alla cultura dell’uso quotidiano della bici.


Scadenza iscrizioni il 28 febbraio
Il 13° corso EPMC è aperto a diplomati e laureati di qualsiasi disciplina interessati a sviluppare competenze nella promozione della mobilità ciclistica, con docenti provenienti dal mondo universitario, professionale e associativo. Le iscrizioni, come detto, restano aperte fino al 28 febbraio, con l’avvio delle lezioni nei mesi successivi. Il costo complessivo è di 1.016 euro e l’intero percorso consente di accedere alla rete nazionale degli Esperti Promotori.
«Servono formazione e competenze – conclude Passigato – per costruire città per le persone, più sicure e vivibili. La mobilità ciclistica è una leva fondamentale di salute, sostenibilità e qualità urbana, ma ha bisogno di professionisti preparati che la sappiano pianificare e promuovere». In questo senso l’EPMC dell’Università di Verona si conferma come il principale laboratorio italiano per la crescita di una nuova generazione di esperti della bicicletta.







