| 16 Febbraio 2024

GRAvel lAND, il piacere di pedalare insieme

No, non è un erore di battitura. All’interno della parola GRAvel lAND si celano i nomi dei creatori del progetto. Stiamo parlando di Graziana Antoci e l’ex pro’ Andrea Noè che con il supporto di Sergio Pirota hanno creato questo movimento dedicato al gravel e non solo per promuovere il territorio lombardo e piemontese.

Il ritmo è quello delle pedalate, immersi nella natura respirando l’aria pulita che accarezza i campi delle campagne e delle colline. Un modo per vivere la bici lontani dal traffico e dallo stress della competizione. Scopriamo gli eventi e i retroscena di questo progetto per le due ruote.

Itinerari che si immergono nelle campagne, lontani dal traffico (foto GRAvel lAND)
Itinerari che si immergono nelle campagne, lontani dal traffico (foto GRAvel lAND)

La nascita

Un progetto sbocciato quando tutto si è fermato, circa quattro anni fa quando l’attività fisica era una delle poche valvole di sfogo a disposizione di tutti.

«E’ un progetto nato – spiega Graziana Antonci – nel contesto post pandemia. Noi prima di tutto siamo due praticanti, Andrea si sa ha avuto una carriera da professionista mentre io sono sempre andata in bici. Abbiamo tutti e due squadre di ciclamatori che prevalentemente fanno strada. Al tempo con le restrizioni del periodo del Covid quella parte di ciclismo si era un po’ fermata, perché c’erano tutte le limitazioni territoriali. Avevamo due biciclette gravel perché saremmo dovuti andare a fare le Strade Bianche di Siena che era il weekend dell’inizio del lockdown. Così abbiamo iniziato a girare con queste bici nel territorio vicino casa e abbiamo scoperto un nuovo modo di vivere questo sport. 

«Andrea conosceva già il territorio – prosegue Graziana – perché essendo di Robecco sul Naviglio, il Parco del Ticino lombardo erano le sue zone. Ma non così a fondo, perciò abbiamo iniziato a girare e a caricare le tracce sui vari social. La gente ha iniziato a seguirci e a chiederci se potevamo catalogare, se potevamo racchiudere tutto insieme, in modo tale che potessero usufruirne anche loro. Da lì ci è venuta l’idea, dopo il periodo di pandemia, di realizzare la piattaforma GRAvel lAND. Lì pubblichiamo tutte le nostre tracce e chi vuole può andare a fare il nostro percorso. Basta scaricare la traccia, metterla sul dispositivo e pedalare tranquillamente».

Momenti di aggregazione e gioia di vivere il ciclismo insieme (foto GRAvel lAND)
Momenti di aggregazione e gioia di vivere il ciclismo insieme (foto GRAvel lAND)

Scoperta del territorio

La scelta del gravel concilia anche quell’approccio di scoperta del territorio, rispetto alla strada più incline alla ricerca della performance.

«Il significato – dice Graziana – è proprio quello di scoprire ed esplorare un territorio che normalmente ti sfugge, perché se fai strada o se comunque fai ciclismo in una certa maniera, tutto questo aspetto più legato al territorio e alle realtà locali si perde. Tantissime aziende agricole, realtà di produzione del territorio non le conoscevamo, le abbiamo scoperte facendo gravel.

«Il punto di vista della sicurezza è importante, visto che il gravel esce molto dalla strada asfaltata. Questo è il secondo punto a favore, nel senso che ci siamo resi conto che, una volta ritornati alla normalità, il gravel ha preso sempre più piede. Abbiamo notato anche nei nostri team, che il problema della sicurezza era veramente molto importante. Così in tantissimi hanno incominciato a dedicarsi più al fuoristrada perché ci si sente più sicuri e con meno pericoli attorno».

Un modo per scoprire il territorio al ritmo lento della bici (foto GRAvel lAND)
Un modo per scoprire il territorio al ritmo lento della bici (foto GRAvel lAND)

Da ex pro’

L’approccio da ex professionista a questa tipologia di bici, più rilassata e più radicata nel presente senza un obiettivo futuro fa parte sicuramente di un punto a favore del progetto.

«Quando ho smesso di correre in bicicletta – spiega l’ex maglia rosa Andrea Noè – avevo 42 anni ed è nato il team Brontolo Bike. La premessa di fondo era quella di creare l’avvicinamento alla bicicletta con un approccio non agonistico. Infatti l’obiettivo del team era sempre quello di aggregazione, di scoperta e far magari raggiungere certi risultati che non erano prettamente legati a un ordine d’arrivo, bensì al fatto di superare i propri limiti. Io sono nato ciclocrossista, quindi il fuoristrada lo conosco da sempre. In questo progetto abbiamo trasferito tutti quei valori di aggregazione, sicurezza e divertimento che il ciclista dovrebbe ricordarsi ad ogni uscita».

La community ad oggi conta più di 2.000 persone (foto GRAvel lAND)
La community ad oggi conta più di 2.000 persone (foto GRAvel lAND)

Gli eventi

Partecipare ed entrare a contatto con questa realtà è facile e alla portata di tutti. «Abbiamo creato – dice Andrea – una community di più di 2.000 persone. Gli eventi sono sempre zona parco del Ticino, sponda lombarda e sponda piemontese. L’ultima, Novaremberg, ha visto 850 partenti, contro i 300 della prima edizione. Di questo siamo orgogliosi, anche se per gli altri eventi abbiamo messo una limitazione a 400 iscritti per mantenere l’organizzazione il più soddisfacente possibile e dare un servizio di ristori all’altezza delle aspettative. Quindi possiamo dire che sta andando molto bene. Ogni anno ovviamente le tracce vengono riviste e modificate. Stiamo cercando di scoprire strade diverse, percorsi diversi. A parte la Glaciale, che è un evento urban, gli altri sono al 75% sterrati o comunque su strade secondarie. Per partecipare basta iscriversi sul nostro sito e presentare come da regole della federazione, certificato agonistico o non agonistico. 

«I nostri eventi – dice Noè – sono inclusivi al 100%. Si può partecipare con gravel, MTB o anche e-bike. Vantiamo un’alta partecipazione di donne. La risposta dei partecipanti è molto positiva. Dopo la pandemia soprattuto nelle zone cittadine come Milano abbiamo visto una volontà netta da parte dei ciclisti di evadere dalla metropoli e godersi una giornata nella natura e lontano dalla frenesia del traffico».

Eventi aperti a tutti e a tutte le tipologie di bici offroad (foto GRAvel lAND)
Eventi aperti a tutti e a tutte le tipologie di bici offroad (foto GRAvel lAND)

Come si tracciano i percorsi?

Alle spalle di questo progetto c’è tanta passione ma anche tanto lavoro, dettato dalla voglia di trasmettere un modo di vivere le due ruote nella sua purezza.

«Disegnare tracce fuoristrada – spiega Andrea – non è semplice come si pensa. E’ vero che ci sono diverse piattaforme, però è anche vero che ci sono strade secondarie, campi di agricoltori da attraversare… Per disegnare una traccia che sia piacevole e cercare sempre delle novità, ci sono dietro ore e ore di pedalate sul campo e studio sulle piattaforme. Per ciascun evento, disegniamo sempre più percorsi, perché cerchiamo sempre di favorire più tipologie di ciclisti. Più corto e magari meno complicato, oppure quello più lungo e più impegnativo dal punto di vista tecnico. Cerchiamo di accontentare tutti. Dopodiché forniamo la traccia GPX e ognuno è autonomo nel farlo ovviamente con la compagnia di tutti. Poi ci sono gli eventi notturni, al tramonto e tante altre cornici che accompagnano i nostri giri». 

«Le novità però – conclude Graziana – oltre si tracciati sempre nuovi, saranno anche un trail gravel abbinato alla Gravel dell’Uva Fragola di settembre, di circa 260 km per 3.000 m di dislivello e il primo grande evento bikepacking nel Parco del Ticino, che organizzeremo a fine giugno, in collaborazione con l’Ente per il 50° anniversario del primo parco regionale italiano, nonché il primo parco fluviale europeo. Questa per noi è l’occasione unica di esprimere tutto il lavoro fatto in questi anni. A gennaio pubblicheremo tutti i dettagli degli eventi che si aggiungeranno al già ricco calendario».

GRAvellAND

Itinerari

Questa la traccia di Novarenberg 2023: la classica gravel nel novarese. Una ride che piace sia ai neofiti sia ai gravelisti più esperti, perché si svolge su fondo fra sterrato e ghiaia, con lunghi tratti di pianura tra le risaie, con qualche facile single track nel Parco del Ticino. La distanza totale è di 105,88 chilometri, con dislivello positivo e negativo di 244 metri.

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