Quando un vecchio libro p può diventare un fantastico viaggio… La Norman Douglas Ultra Trail, NDUT, è un progetto che mette insieme letteratura, natura e avventura, seguendo le tracce di un viaggiatore che, più di un secolo fa, rimase affascinato dalla Calabria. Il riferimento è Old Calabria, il libro con cui Norman Douglas raccontò paesaggi, incontri e tradizioni di una regione ancora lontana dai grandi itinerari turistici. Da quelle pagine prende forma un percorso da esplorare a piedi o in bicicletta, attraversando montagne, boschi, borghi e luoghi in cui la storia si intreccia con la vita quotidiana (in apertura foto Wikiloc).
Il punto di riferimento per chi vuole vivere questa esperienza è la Stazione di Posta Ndut a Camigliatello Silano, una base di supporto da cui organizzare l’avventura e prepararsi a partire. La NDUT non è soltanto una traccia da seguire: è un invito a rallentare, osservare e ritrovare il piacere del viaggio, lasciandosi guidare dalla curiosità. Un modo diverso di attraversare la Calabria, lontano dalle rotte più battute, con la libertà di scegliere il proprio ritmo e il desiderio di scoprire cosa si nasconde oltre la curva successiva. Scopriamolo…


Un viaggio di oltre un secolo fa
Norman Douglas era uno scrittore e viaggiatore britannico che all’inizio del Novecento attraversò la Calabria, raccogliendo impressioni, descrizioni e incontri in Old Calabria. Il libro fu pubblicato nel 1915 ed è molto più di un diario di viaggio. O meglio, lo è diventato nel tempo. E’ uno sguardo su una terra che, tra montagne, coste e paesi dell’entroterra, conservava una forte identità e un rapporto profondo con il paesaggio.
A raccogliere quell’eredità sono stati Giuseppe Guzzo e Mara Carchidi, attraverso il progetto di esplorazione e valorizzazione territoriale legato alla NDUT. L’idea è stata quella di trasformare il racconto letterario in una traccia concreta, da percorrere in bicicletta o a piedi, mettendo in successione luoghi e territori descritti da Douglas. Il progetto è stato presentato nel 2017 e ha preso forma anche attraverso eventi di ultracycling, con tracciati di circa 500 e oltre 1.100 chilometri.
Il risultato è un itinerario che supera la semplice dimensione sportiva. La NDUT prova a ricucire la Calabria attraverso le sue aree interne, collegando parchi nazionali, borghi, siti storici e tratti costieri. Il libro diventa così una sorta di bussola culturale: quella di un esploratore che aveva scelto di conoscere la regione camminando, osservando e ascoltando.


Si parte da Camigliatello
Il viaggio prende le mosse da Camigliatello Silano, nel cuore della Sila, dove la quota, i boschi e gli ampi altopiani offrono subito un paesaggio diverso dall’immaginario più conosciuto della Calabria del mare e dell’estate. Prima di partire bisogna assolutamente assaggiare i prodotti locali, come i caciocavallo, e raccogliere le energie prima di affrontare la discesa verso il mare. Perché poi la NDUT, come spesso capita nei cicloviaggi è anche un modo per assaporare.
Lasciata la montagna, il percorso si apre verso il Tirreno, toccando località come Pizzo e Tropea, prima di proseguire lungo la costa fino a Bagnara Calabra. Il paesaggio cambia continuamente: ai boschi si sostituiscono i panorami marini, ai silenzi dell’altopiano i vicoli dei centri storici e le piazze affacciate sull’acqua.
In particolare Pizzo merita una sosta per il suo castello, legato alla vicenda di Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone, fucilato qui nel 1815. Tropea, invece, racconta secoli di storia attraverso il centro antico e il Santuario di Santa Maria dell’Isola, arroccato sul promontorio. Sono queste le tappe che invitano a scendere dalla sella, lasciare la bici per qualche ora e scoprire la Calabria anche attraverso le sue vicende storiche e le tradizioni gastronomiche.


Aspromonte, la Calabria più selvaggia
Superata la costa tirrenica, la NDUT entra nelle sue dimensioni più suggestive: quella dei rilievi meridionali, dove la montagna torna protagonista e il viaggio diventa davvero selvaggio. Il tracciato storico prosegue verso l’Aspromonte, raggiungendo località come Rogudi e Bova, per poi tornare sul versante ionico e risalire verso Riace e Caulonia.
A Bova, uno dei centri più rappresentativi dell’area grecanica, il viaggio incontra una Calabria nella quale sopravvivono tracce linguistiche e culturali della presenza greca. Il borgo, arroccato sulle pendici dell’Aspromonte, conserva un patrimonio di vicoli, architetture e tradizioni che raccontano una storia antica. E’ una tappa imperdibile. Forse quella che meglio ricalca il sentimento di Duglas e quello che lo stesso scrittore visse e osservò. Bova e Rogudi sono due viaggi nel tempo.
La traccia prosegue quindi attraverso le Serre calabresi, tra foreste di un verde del tutto inaspettato, corsi d’acqua e piccoli paesi. Fra i riferimenti storici del percorso figurano le cascate di San Nicola e Mongiana, località legata alla storia industriale borbonica e alle antiche Reali Ferriere e Officine.
Da qui si hanno due possibilità. O chiudere il viaggio e rientrare in treno oppure, se si ha tempo e si hanno ancora gambe, ritornare verso Nord, ma questa volta ricalcando di più il versante orientale della Calabria. Quindi il golfo di Soverato, Isola Capo Rizzuto e Capo Colonna, prima di risalire verso la Sila passando per Longobucco e Acri. In questo caso i chilometri sono davvero parecchi e sforano il muro dei 1.100.
La NDUT, in fondo, suggerisce proprio questo: partire con una traccia, ma lasciare spazio agli incontri, alle deviazioni e alle scoperte impreviste.


Un solo consiglio prezioso
La NDUT va affrontata con uno spirito d’avventura e zero, ripetiamo zero, fretta. Le distanze di tracciati simili richiedono una certa pianificazione, come verificare la percorribilità dei fondi, valutare il dislivello e organizzare le soste. Anche perché è un tracciato che prevede moltissimo off-road. Quindi per gravel e MTB.
Occhio alla disponibilità di acqua, viveri e punti di assistenza va controllata molto bene. Specie nell’entroterra non è sempre facile trovare fonti d’acqua. Meglio avere una buona autonomia.
Il riferimento per l’accoglienza è la Stazione di Posta NDUT, in località Federici, a Camigliatello Silano. La struttura è pensata per i cicloviaggiatori e mette a disposizione servizi utili come ciclofficina, lavaggio delle bici, lavanderia, ricarica elettrica e assistenza sul percorso. Sono disponibili anche spazi per la tenda e servizi per chi viaggia in autonomia.
La NDUT incontra spesso un’altra importante via del turismo lento calabrese: la Ciclovia dei Parchi della Calabria. Un vero must che attraversa il Pollino, la Sila, le Serre e l’Aspromonte. Per certi aspetti sono due esperienze molto simili, ma la discriminante secondo noi sta nel fatto che NDUT prende origine da un libro. Un libro scritto in un tempo diverso dal nostro.
E allora il vero consiglio prima di mettersi in vaiggio che sentiamo di darvi non è tanto dormire qui o lì (che poi con le App attuali è cosa abbastanza agevole) quanto di leggere il libro di Norman Duglas, Old Calabria. Allora sì che sarà un viaggio diverso dal solito….







