| 24 Ottobre 2026

Cicloturismo, l’indagine del prof. Crotti: «Chi torna resta più a lungo»

Un cicloturista abituale su cinque trascorre più di sei notti nella destinazione scelta. E per convincere chi viaggia in bicicletta a fermarsi o a tornare, il patrimonio culturale e l’enogastronomia contano più di quanto si potrebbe immaginare. Sono alcuni dei risultati presentati da Daniele Crotti, professore dell’Università dell’Insubria, durante il webinar “Dove va il cicloturismo in Italia?”, dedicato al rapporto tra percorsi, territori e strutture ricettive.

La ricerca, realizzata in collaborazione con FIAB, si basa su un lavoro avviato nel 2020 e sviluppato attraverso successive rilevazioni nel 2023 e nel 2025. L’obiettivo è capire come cambiano le abitudini di chi sceglie la bicicletta per le proprie vacanze e quali fattori influenzano la durata del soggiorno.

Cicloturismo in Italia, prof. Crotti, webinar Fiab, Albergabici, Bicitalia
Il professor Daniele Crotti insegna Economia Applicata all’Università degli Studi dell’Insubria ed è stato uno dei relatori del webinar promosso da FIAB (foto velo-city-conference.com)
Cicloturismo in Italia, prof. Crotti, webinar Fiab, Albergabici, Bicitalia
Il professor Daniele Crotti insegna Economia Applicata all’Università degli Studi dell’Insubria ed è stato uno dei relatori del webinar promosso da FIAB (foto velo-city-conference.com)

Dal questionario alle recensioni

La ricerca ha utilizzato due strumenti differenti. Nel 2023 è stato somministrato un questionario sulle destinazioni, la sicurezza, la qualità dei percorsi e delle strutture, distinguendo tra cicloturisti occasionali e abituali.

Nel 2025 i ricercatori hanno invece analizzato oltre 100.000 recensioni pubblicate su Booking.com dagli ospiti delle strutture bike-friendly presenti su Albergabici, il portale FIAB dedicato all’accoglienza cicloturistica. «Abbiamo cercato di lasciare ai cicloturisti – ha spiegato il prof. Crotti – la possibilità di parlare in maniera più spontanea, studiando le recensioni lasciate nelle strutture Albergabici su Booking. Volevamo capire se emergessero nuovi trend e mettere in dialogo le due indagini».

Il confronto ha confermato un elemento: la bellezza del paesaggio attira, ma da sola non basta a trattenere i visitatori.

Cicloturismo in Italia, prof. Crotti, webinar Fiab, Albergabici, Bicitalia
La ricerca si è basata anche sulle recensione di Booking.com lasciati dagli utenti delle strutture Albergabici (immagine booking.com)
Cicloturismo in Italia, prof. Crotti, webinar Fiab, Albergabici, Bicitalia
La ricerca si è basata anche sulle recensione di Booking.com lasciati dagli utenti delle strutture Albergabici (immagine booking.com)

Cultura ed enogastronomia fanno tornare

Laghi, panorami, ambienti silenziosi e paesaggi naturali rappresentano il primo richiamo. Quando però si passa dalla scelta iniziale della destinazione alla volontà di prolungare il soggiorno o ritornarci, emergono altri fattori.

«Il paesaggio – continua il relatore – è lo stimolo per tutti. Ma nel passaggio tra l’idea di tornare in un luogo oppure di restarci, gli elementi che emergono maggiormente sono il patrimonio culturale e l’enogastronomia». Borghi storici, monumenti e prodotti locali diventano quindi componenti decisive dell’esperienza. 

Una conclusione che suggerisce alle destinazioni di non limitarsi a promuovere le ciclovie, ma di collegarle concretamente alle attrazioni del territorio.

Cammino dei Cappuccini, luglio 2025, Marche, Giovanni visconti,
Cultura ed enogastronomia fanno tornare. Qui siamo lungo il Cammino dei Cappuccini, nelle Marche
Cammino dei Cappuccini, luglio 2025, Marche, Giovanni visconti,
Cultura ed enogastronomia fanno tornare. Qui siamo lungo il Cammino dei Cappuccini, nelle Marche

Più di sei notti per il 21% degli abituali

Il dato più interessante per gli operatori turistici riguarda la durata dei soggiorni. «Tra i cicloturisti abituali – illustra il professor Crotti – la quota di chi trascorre più di sei notti raggiunge il 21%, contro il 14% rilevato tra gli occasionali. Scendono molto, invece, le toccate e fuga».

Chi pratica cicloturismo occasionalmente tende infatti a scegliere soggiorni brevi, spesso non superiori a due notti. La maggiore fidelizzazione può quindi tradursi in benefici economici per le destinazioni.

Crotti ha ricordato che una quota vicina alla metà della spesa cicloturistica italiana è destinata ad alloggio e ristorazione. Ogni notte aggiuntiva rappresenta dunque un’opportunità concreta per alberghi, B&B e attività gastronomiche.

Cicloturismo in Italia, prof. Crotti, webinar Fiab, Albergabici, Bicitalia
Poche differenze tra i cicloturisti stanziali o itineranti: tutti ricercano la qualità degli itinerari (immagine prof. Crotti)
Cicloturismo in Italia, prof. Crotti, webinar Fiab, Albergabici, Bicitalia
Poche differenze tra i cicloturisti stanziali o itineranti: tutti ricercano la qualità degli itinerari (immagine prof. Crotti)

Le regioni più apprezzate

Dall’analisi delle recensioni emergono anche alcune differenze territoriali. Tra le regioni che ottengono valutazioni favorevoli figurano Trentino (in apertura, foto Bikehotels Alto Adige), Friuli-Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Crotti ha collegato questi risultati sia alla posizione geografica, che facilita l’arrivo dei cicloturisti dall’Europa centrale, sia alla capacità di organizzare servizi e accoglienza. Non è quindi soltanto una questione di vicinanza ai mercati esteri: la presenza di percorsi riconoscibili e di strutture preparate contribuisce alla competitività delle destinazioni.

Crotti
L’Emilia-Romagna (questo è l’Hotel Kursaal di Cattolica) è tra le regioni più apprezzate dai cicloturisti
Crotti
L’Emilia-Romagna (questo è l’Hotel Kursaal di Cattolica) è tra le regioni più apprezzate dai cicloturisti

Il cicloturista: stanziale o itinerante?

Un’altra distinzione riguarda il cicloturista stanziale, che sceglie una base per escursioni giornaliere, e quello itinerante, che cambia alloggio lungo il viaggio. Nel primo caso prevale la richiesta di mappe, guide, noleggio biciclette e occasioni di relax. Chi attraversa più territori cerca invece un deposito sicuro, attrezzi per piccole riparazioni, servizi per lavare e asciugare l’abbigliamento e pasti adeguati allo sforzo.

Le recensioni del 2025 evidenziano inoltre l’importanza della vicinanza alle piste ciclabili: poter partire direttamente dall’albergo su un percorso sicuro rappresenta un vantaggio concreto. 

E’ qui che Crotti individua il valore dell’integrazione tra Albergabici e Bicitalia, la rete di itinerari promossa da FIAB. «Le forme attrattive del territorio portano a individuare percorsi che orientano le scelte del cicloturista, ma poi l’accoglienza lungo i percorsi diventa fondamentale».

Cicloturismo in Italia, prof. Crotti, webinar Fiab, Albergabici, Bicitalia
La rete Bicitalia è quella sui cui si è basato il Ministero delle Infrastrutture per l’individuazione delle 10 Ciclovie turistiche nazionali
Cicloturismo in Italia, prof. Crotti, webinar Fiab, Albergabici, Bicitalia
La rete Bicitalia è quella sui cui si è basato il Ministero delle Infrastrutture per l’individuazione delle 10 Ciclovie turistiche nazionali

Il nodo ancora irrisolto del treno

Tra le criticità italiane rimane l’intermodalità ferroviaria. Crotti ha richiamato l’esempio della Svizzera, dove l’integrazione tra treno e bicicletta è più sviluppata. In Italia, invece, le possibilità di trasportare la bici e combinare collegamenti ferroviari e itinerari cicloturistici necessitano ancora di miglioramenti.

Il messaggio che emerge dalle indagini è dunque piuttosto preciso: una destinazione può attirare grazie ai suoi paesaggi, ma per trasformare una visita occasionale in una vacanza più lunga servono cultura, gastronomia, percorsi curati e strutture realmente attrezzate. Ed è soprattutto su quest’ultimo passaggio che si gioca una parte importante della crescita del cicloturismo italiano.

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