Slovenia, paesaggi campagnaSlovenia, paesaggi campagna

| 13 Ottobre 2026

Slovenia. Lubiana e la sua campagna una rete che invita a pedalare

I giorni dei Campionati europei in Slovenia sono stati anche un’occasione per ammirare le bellezze paesaggistiche di questa nazione, relativamente giovane, che ha conosciuto uno sviluppo ben ponderato. In una parola, uno sviluppo anche a misura di bici. Le piste ciclabili erano numerose e, soprattutto, sembravano inserirsi con naturalezza nel paesaggio.

L’utilizzo della bici è piuttosto diffuso, almeno nella vasta porzione centrale della Slovenia che fa perno attorno alla capitale Lubiana. C’è pianura, ma anche un susseguirsi di dolci colline, campi coltivati e piccoli centri abitati. In tanti abbiamo notato come la bicicletta venga utilizzata negli spostamenti quotidiani. Non soltanto per allenarsi, quindi, ma anche per andare al lavoro, raggiungere i negozi o muoversi tra un paese e l’altro. Una presenza che racconta un modo diverso di vivere la mobilità. Qui la mobilità sostenibile non è utopia.

Strade a misura di ciclista

Questa nostra analisi della Slovenia a pedali, lasciateci passare la locuzione, nasce da ciò che abbiamo visto e, in parte, sperimentato direttamente. La rete dedicata alla bici non è composta soltanto da piste ciclabili, ma comprende anche numerose strade di campagna. Molte sono sterrate, altre asfaltate, ma entrambe le tipologie offrono spesso una segnaletica orizzontale pensata per dare spazio a chi pedala.

Dove vige il limite dei 30 chilometri orari, ma in alcuni casi anche quello dei 50, abbiamo notato una soluzione interessante. Ai due lati della carreggiata corre una linea tratteggiata che delimita una fascia larga circa un metro, riservata alla circolazione delle biciclette.

Le auto procedono nella parte centrale della strada e, quando si incrociano, possono invadere quella fascia. La precedenza, però, non viene interpretata come un diritto a occupare indiscriminatamente ogni spazio. Il conducente è chiamato a prestare attenzione a chi pedala. Se la situazione non consente un passaggio sicuro, rallenta, si mette in fila e attende che l’altro veicolo sia passato prima di proseguire.

C’è anche un terzo aspetto, meno evidente ma altrettanto importante. Quella doppia linea tratteggiata rappresenta uno spunto di sensibilizzazione costante. Ricorda agli automobilisti che la strada non appartiene soltanto alle auto e che la bicicletta è una presenza ordinaria, da considerare in ogni spostamento. Non basta, naturalmente, una segnaletica per garantire la sicurezza. Ma quando il progetto della strada tiene conto di tutti gli utenti, la convivenza diventa più semplice e la bici può trovare spazio anche lontano dalle grandi piste dedicate.

Nei giorni dei campionati europei abbiamo notato molti cicloamatori
Nei giorni dei campionati europei abbiamo notato molti cicloamatori
Nei giorni dei campionati europei abbiamo notato molti cicloamatori

Segnaletica, regole e itinerari

La qualità della ciclabilità slovena non dipende soltanto dalla presenza delle piste. Conta anche il modo in cui vengono progettate, collegate e inserite nella rete stradale. Vista la tanta attenzione alla struttura delle strade ciclistiche ci siamo documentati.

La normativa nazionale disciplina le diverse tipologie di infrastrutture ciclabili, dalle piste separate dalle auto alle corsie ricavate sulla carreggiata. Il regolamento sloveno sulle superfici ciclabili indica tra i criteri di progettazione la continuità dei percorsi, la sicurezza, il comfort e la possibilità di raggiungere le destinazioni senza deviazioni inutili. Principi che, nella pratica, fanno la differenza.

Anche la segnaletica è fondamentale. I simboli sull’asfalto, le linee di delimitazione e i cartelli consentono di riconoscere gli spazi dedicati alla bici e di orientarsi tra strade secondarie e percorsi protetti. Naturalmente, non tutte le strade sono uguali e la prudenza resta indispensabile, soprattutto quando si pedala fuori dai centri abitati. Ma la sensazione è quella di una rete pensata per accompagnare il ciclista, non soltanto per ritagliargli uno spazio dove possibile.

Per scoprire questo territorio si può partire dal percorso Slovenia Green Capitals Escape Route, un itinerario di tre giorni che unisce Lubiana, la regione di Kocevsko e la Bela krajina. Il tracciato alterna la dimensione urbana a quella naturale, passando dalle paludi a sud della capitale alle strade forestali e ai paesaggi lungo il fiume Kolpa. Le tappe possono essere adattate alle proprie capacità, con la possibilità di utilizzare anche il treno per ridurre le distanze da pedalare.

E per chi cerca ispirazione nel ciclismo professionistico, il portale turistico nazionale I feel Slovenia propone itinerari legati ai campioni di casa. Tra questi ci sono la salita di Krvavec, cara a Tadej Pogacar, e i percorsi legati alla storia sportiva di Primoz Roglic. Un modo per unire la passione per le due ruote alla scoperta di un territorio che, in pochi chilometri, passa dalla città ai boschi e alle colline.

Lubiana, capitale da vivere pedalando

Se nelle campagne la bicicletta diventa uno strumento per esplorare il paesaggio, a Lubiana rappresenta anche una soluzione concreta per muoversi ogni giorno. La capitale slovena ha un centro storico raccolto, ampie aree pedonali e una rete di collegamenti ciclabili che consente di raggiungere diversi quartieri senza dover necessariamente ricorrere all’automobile.

Lubiana dispone di oltre 230 chilometri di percorsi ciclabili. Un dato significativo per una capitale di dimensioni contenute, dove gli spostamenti in bici possono essere parte integrante della quotidianità.

Il centro si presta a essere attraversato con calma. Si pedala lungo le rive della Ljubljanica, si raggiungono i parchi e ci si avvicina alle piazze del centro, prestando attenzione ai pedoni nelle zone condivise. Per chi visita la città senza portare con sé la propria bicicletta c’è BicikeLJ, il servizio di bike sharing con stazioni distribuite nell’area urbana. Le biciclette possono essere prelevate in un punto e riconsegnate in un altro, una soluzione pratica per gli spostamenti brevi e per combinare una visita culturale con qualche deviazione nei quartieri meno centrali.

Un altro elemento interessante è l’intermodalità. Il collegamento tra bicicletta e trasporto pubblico permette di immaginare itinerari più ampi, senza essere obbligati a percorrere sempre lo stesso tragitto al ritorno. La rete ferroviaria, per esempio, può aiutare a ridurre le distanze da coprire sui pedali, mentre i servizi di noleggio consentono di organizzare uscite anche senza avere una bici propria. Naturalmente, prima di partire occorre verificare le condizioni di trasporto delle biciclette e gli orari.

Da Kranj le montagne e i percorsi più duri sono davvero vicini. Slovenia
Da Kranj le montagne e i percorsi più duri sono davvero vicini (foto Visit Kranj)
Da Kranj le montagne e i percorsi più duri sono davvero vicini. Slovenia
Da Kranj le montagne e i percorsi più duri sono davvero vicini (foto Visit Kranj)

Kranj, tra pianura e montagne

La bici, però, non si ferma ai confini urbani. Seguendo i percorsi che conducono verso la periferia, il paesaggio cambia progressivamente: le strade cittadine lasciano spazio a campi, piccoli insediamenti e aree verdi. Un esempio è la zona delle paludi di Lubiana, un ambiente naturale di grande interesse che si trova a breve distanza dalla città e che permette di allungare l’uscita senza trasformarla necessariamente in un allenamento impegnativo. Per chi desidera programmare una gita più lunga, il territorio circostante offre inoltre itinerari verso le colline e i centri minori.

E poi, poco a Nord di Lubiana, c’è Kranj, altro centro importante della Slovenia centrale, circondato da un territorio che invita a proseguire l’esplorazione. Qui si sono svolti sostanzialmente i recenti campionati europei su strada. E qui la dimensione urbana incontra quella rurale in modo quasi immediato: bastano pochi chilometri per lasciare le vie del centro e ritrovarsi tra strade secondarie, campagna e piccoli paesi.

E’ proprio questa alternanza a rendere interessante la Slovenia per il cicloturista. Non soltanto grandi itinerari da affrontare in più giorni, ma anche percorsi brevi, spostamenti quotidiani e deviazioni improvvisate. La bici diventa come sempre il classico filo conduttore di un viaggio in cui città e natura non sono mondi separati, ma parti dello stesso paesaggio.

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